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Economia

Voucher 31. Per le start-up innovative finanziamenti fino a 6,5 milioni di euro

È stato pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale il decreto attuativo, firmato dal Ministro Patuanelli, sul “Voucher 31 – Investire In Innovazione” previsto nel Decreto Crescita, che ha l’obiettivo di sostenere le start up innovative nel percorso di brevettabilità e di valorizzazione dei loro investimenti tecnologici e digitali.

Per la misura sono disponibili risorse finanziarie pari a 6,5 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2019-2021. Nel decreto sono stabiliti sia i servizi che potranno essere acquisiti dalle imprese interessate, sia gli importi concessi tramite il Voucher 31:

  • 2.000 euro per i servizi di consulenza relativi alle ricerche di anteriorità preventive e alla verifica della brevettabilità dell’invenzione;
  • 4.000 euro per i servizi di consulenza relativi alla stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l’UIBM;
  • 6.000 euro per i servizi di consulenza relativi al deposito all’estero della domanda nazionale di brevetto.
  • Il Voucher 31 può essere fornito esclusivamente per l’acquisizione di servizi prestati dai consulenti in proprietà industriale iscritti all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale e da avvocati iscritti al Consiglio nazionale forense. I termini e le modalità operative per la presentazione delle domande, gestite da Invitalia, saranno definite con un successo provvedimento ministeriale.

Le direzioni del mercato, settori vincenti per le start-up

Dal 2012, con la costituzione di una sezione speciale del Registro delle Imprese per le start-up innovative, l’Italia si è dotata di un sistema di incentivazione valido, con lo scopo di favorire l’innovazione nel nostro sistema produttivo. Nel 2018, il Report di Cerved ha descritto la geografia italiana delle start-up innovative, ed ha individuato i trend lungo i quali si stanno muovendo le start-up innovative, intuendo la direzione presa dal settore dell’innovazione. 

I cluster che mostrano tassi di crescita più alta sono quelli che raggruppano imprese innovative attive nel settore della Ricerca e Sviluppo (+51%) e negli studi di ingegneria (+29,8%). In crescita anche le aziende che operano nel mondo dei Big Data e dello sviluppo di soluzioni 3D, sia in fase di progettazione che in fase realizzativa. Anche se in termini assoluti, il trend rispetto a due anni fa mostra un calo del numero di start-up che si occupano di biotecnologia (-28%) ed eco-sostenibilità (-19%). Scende leggermente anche il numero delle start-up che si occupano di mobile e smartphone, che rimane comunque il cluster più numeroso con 2.672 imprese.

Anche una più recente analisi pubblicata dal portale eu-startup analizza alcuni settori che, partendo dalle esigenze dei consumatori, sono in grado di generare un alto profitto. Il settore assicurativo, con le numerose esigenze di prodotti personalizzati, facilmente accessibili e a basso costo, rappresenta il primo, offrendo piattaforme user-friendly e contrastando il peso delle compagnie tradizionali (si pensi alle compagnie solo on-line, alle piattaforme per la gestione e confronto dei prodotto assicurativi, etc.). In termini di investimenti l’insurtech nel 2017, a livello globale, ha visto una crescita del 3% rispetto al 2016 con 2,3 miliardi di $; in Europa sono stati investiti 680 milioni di euro. Anche l’Intelligenza Artificiale in alcuni settori ha generato forti impatti: nell’education, ha portato i Venture Capital ad investire quasi 3 miliardi di $.

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