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A causa della pandemia, gli studenti di tutta Italia sono stati costretti a rimanere a casa e, con il calo dei contagi, a rientrare a scuola giorni alterni. Purtroppo, la pandemia da Covid-19 ha messo in evidenza le falle nel sistema scolastico e ha evidenziato il palese menefreghismo della politica nei confronti dell’istruzione e la DAD, sigla di “didattica a distanza” continua ad essere la sola risposta che sono riusciti a darci.

DAD, una scelta presa in periodo di emergenza

In periodo di pandemia è risultato di fondamentale importanza continuare la scolarizzazione. Non neghiamo la difficoltà del momento storico, certo, ma bisogna ammettere che poteva essere fatto di più e meglio a riguardo della DAD.

La disorganizzazione dei trasporti

Una delle cause della crescita dei contagi avvenuta a settembre è stato il pessimo sistema dei trasporti pubblici. Regole assurde venivano introdotte e cancellate ogni giorno e la mancanza di mezzi come bus di linea e navette ha messo in crisi la scolarizzazione.

Da alcune inchieste sta emergendo che diverse aziende di trasporti private hanno messo a disposizione i loro torpedoni, ma nessuno ha mai pensato di far diventare realtà tale proposta…

Per la DAD mancano i mezzi

È risaputo che l’Italia è uno dei paesi meno sviluppato in fatto di efficienza delle telecomunicazioni. Le possibilità delle diverse famiglie di possedere uno o più dispositivi elettronici che con sentissero ai figli di partecipare alla DAD e ai genitori di continuare a lavorare, hanno aumentato notevolmente il divario tra ricchi e poveri e tra nord e sud Italia. Uno degli scopi della scuola pubblica è infatti quello di consentire ai diversi ceti sociali uguali possibilità di apprendimento e socializzazione.

Non è con la DAD che si può apprendere correttamente e imparare a relazionarsi
Non è con la DAD che si può apprendere correttamente e imparare a relazionarsi

Il tasso di abbandono scolastico è in crescita

Tutti questi elementi stanno portando e porteranno negli anni futuri, ad un incremento del tasso di abbandono scolastico da parte di ragazzi minorenni. In un servizio al telegiornale della RAI di qualche giorno fa, una ragazza raccontava di come alcuni suoi compagni volessero ritirarsi prima di finire la scuola superiore e conseguire il diploma.

Stadi aperti e scuole chiuse: quando il denaro è più importante della cultura

Uno degli scandali del 2020 è stata la corsa alla riapertura degli stadi e la ripresa delle partite prima di quella dei luoghi dedicati all’istruzione di bambini e ragazzi. Si era addirittura ipotizzati di tornare alle partite con gli spettatori. Sicuramente, in uno stadio i numerosi posti avrebbero consentito un adeguato distanziamento, ma questo non ha fatto altro che far arrabbiare tutte quelle persone che speravano che uno dei temi più urgenti fosse il ritorno a scuola. La risposta è, come sempre, nel denaro. Il calcio è completamente estraniato dalla realtà e gli interessi economici che vi girano intorno troppo grandi per essere rimandati ancora, mentre le scuole… possono aspettare.

Gli universitari? Completamente dimenticati

Io sono una studentessa universitaria e mi ha addolorato molto scoprire che noi, prossimi al mondo del lavoro, non veniamo tutelati affatto. So benissimo che un bambino delle elementari ha più bisogno di frequentare la scuola, ma qui sta venendo meno il diritto allo studio. Qualche settimana fa, ad un programma di approfondimento politico, un ospite dichiararava che gli studenti universitari sono abbastanza grandi e si devono arrangiare da soli. Il fatto è che il diritto allostudio è di tutti, che siano ragazzi o bambini, e poi le tasse continuiamo a pagarle esattamente come prima…

L’abbandono di bambini e ragazzi con difficoltà

Hanno scandalizzato le notizie di ragazzi affetti da disabilità mentale completamente abbandonati a loro stessi. Con il ritorno a scuola, mote famiglie si sono lamentate della mancanza di insegnanti, altro grave problema del nostro paese. Molti di questi ragazzi, i quali sarebbero dovuti essere i più tutelati, spesso si sono presentati a scuola insieme ai genitori ai quali è stato comunicato di tornare a casa. Anche qui abbiamo assistito ad una violazione del diritto allo studio.

DAD: un progetto fallimentare

.DADDAD menoonem connoc ee socialeelaicos piùuip futuroorutuf UnnU e Insomma, la gravità della situazione è già tangibile. La DAD non è sufficiente a sostituire insegnanti e luoghi di studio e socializzazione. Pensiamo anche ai bambini delle elementari e al loro triste primo approccio al mondo della scuola. Come fare ad insegnare loro a leggere e scrivere nelle condizioni che sono state decise. I bambini e i ragazzi che riusciranno a superare questo periodo avranno sicuramente dimostrato tenacia, ma il loro livello di istruzione sarà sufficiente e adeguato per affrontare il mondo del domani? La questione è molto delicata e riguarda la salute mentale di chi oggi è costrettnzao, a causa di eventi di forza maggiore, a studiare o lavorare a distanza. Stress e disagio sono già gravi effetti collaterali dovuti al lockdown e all’isolamento sociale. L’augurio che possiamo farci è che tutto possa ritornare ad una pseudo-normalità. Non ci resta che augurarci buona fortuna e un futuro con più socialità e meno DAD.

Monica Giulia Cantù
Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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1 Comment

  1. […] un paio di esempi affinché possa illustrarvi meglio il problema reale. Mia madre, insegnate di una scuola elementare di Torino, è stata protagonista di alcuni fatti spiacevoli e che dimostrano, più di […]

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