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Scienza

Universo olografico: e se fosse davvero così?

I film di fantascienza ci hanno permesso di conoscere molto bene gli ologrammi. Essi infatti sono stati usati per riprodurre personaggi lontani nel tempo e nello spazio e per esplorare un territorio nemico studiandone i punti deboli. La notizia sconvolgente è che noi stessi potremmo vivere in un universo olografico.

Lo studio

Un nuovo studio di carattere internazionale ha rivelato che il nostro universo potrebbe essere un bellissimo e complicato ologramma. Lo studio ha combinato aspetti teorici della fisica del “primo” universo con la struttura fondamentale della materia. Alla ricerca hanno partecipato alcuni ricercatori della Sezione di Lecce dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e dell’Università del Salento. Lo studio, pubblicato sul Physical Review Letters (una delle riviste di fisica più importanti), potrebbe rivelarsi fondamentale per una migliore comprensione del nostro universo spiegando non solo la sua nascita, ma anche come si siano creati lo spazio e il tempo.

L’attuale modello di universo

Fino ad oggi, la nascita dell’universo veniva spiegata tramite un’immensa esplosione di materia chiamata Big Bang. Questa esplosione sarebbe avvenuta 14 miliardi di anni fa. Dopo “l’inizio”, l’universo avrebbe iniziato ad espandersi continuamente fino a raggiungere l’aspetto attuale. Ancora però non ci è chiaro il perchè l’universo continui ad espandersi sempre più rapidamente. Il modello di universo fino ad oggi conosciuto, supportato da dati sperimentali, si basa su combinazioni tra materia visibile e materia oscura e sulla sua misteriosa energia la quale sarebbe la principale fonte di questa accelerazione.

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La teoria e la nuova ricerca

La nuova ricerca evidenzierebbe che esiste un modello alternativo di ipotizzare l’universo. Questa teoria è basata sull’ “universo olografico” che ipotizza dunque un universo ologramma. Questa ipotesi, al contrario delle recenti ricerche, non è nuova. Infatti, già negli anni ’90 diversi scienziati avevano raccolto dati teorici di vari settori della fisica delle interazioni fondamentali atti a supportare questa incredibile teoria.

Che cosa significa “universo olografico”?

L’idea di partenza è quella di di un’immagine tridimensionale posta su una superficie bidimensionale. Si parte dunque da due sole dimensioni. Claudio Corianò, ricercatore dell’INFN e professore di fisica teorica dell’Università del Salento, spiega che per creare un ologramma è necessario prendere un fascio laser luminoso e separarlo all’origine in modo da ottenere due fasci. Uno sarà inviato su un oggetto distante e quindi verrà riflesso, l’altro verrà inviato per essere registrato. Bisogna disporre di due coordinate per indirizzare il fascio incidente sull’oggetto in modo da poterlo “esplorare” totalmente. Sarà proprio l’interferenza tra il fascio originrio e quello riflesso a permettere di ricostruire l’immagine nella sua totalità e dare il senso della profondità allo stesso.

Un esempio di ologramma

La ricostruzione

Partendo dal concetto di ologramma, i fisici hanno costruito un modello in cui è proprio il nostro universo ad essere un ologramma. È infatti possibile descrivere un punto dell’universo utilizzando le 4 dimensioni: tre inerenti lo spazio e una inerente il tempo. In questo modello, i punti dell’universo in 4 dimensioni si costruiscono usandone solo 3: diventa così possibile “proiettare” l’intero universo nelle dimensioni dello spazio e del tempo.

Osservazioni

Tutto questo ragionamente implica ovviamente dati, calcoli deduzioni molto complesse. La conclusione di Corianò e dei suoi collaboratori è che i dati osservati ono compatibili con questa ipotesi di universo. I ricercatori hanno analizzato le diverse osservazioni catturate dal satellite europeo Planck, progettato per studiare la radiazione cosmica di fondo. Analizzando quest’ultima, ovvero l’ “ecodel Big Bang, è emerso che è possibile trovare indizi inerenti l’universo olografico. I ricercatori affermano che l’attuale modello di universo è quello più plausibile considerando i dati, ma aggiungono anche che alcuni aspetti del modello olografico sarebbero più adeguati.

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Il mistero di ciò che ci circonda

Tutto ciò ci fa riflettere. Queste nuove e continue scoperte ci ricordano che il mondo e il cosmo intorno a noi, quello che ci ha permesso di esistere, svilupparci ed evolvere non hanno ancora nessuna certezza. Chi siamo? Da dove veniamo? Perchè esistiamo? Sono domande a cui l’uomo tenta spasmodicamente di rispondere, ma queste probabilmente non avranno mai definizione certa.Credo che se questa teoria dovesse risultare attendibile, molte teorie che spiegano la nascita e l’evoluzione dell’universo risulterebbero incomplete o addirittura fallaci. Di nulla, allora, si avrebbe più certezza.

Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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