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È la notizia che ha sconvolto il paese negli ultimi giorni quella della bambina di 10 anni di Palermo che è morta per una stupida challenge su TikTok. Oltre che essere vicino alla famiglia per l’accaduto questa notizia mi ha nuovamente fatto riflettere.

Riflettere su molti aspetti. Sulla mia infanzia, sulle nuove generazioni e sulla sicurezza.

Ricordo quando ero piccolo che i genitori dicevano “non parlare con gli sconosciuti” oppure “non aprire la porta di casa a chi non conosci.” Ora non esistono più sconosciuti e porte. Tutto è aperto e tutti ci conosciamo.

Non voglio disquisire sulle responsabilità, non è compito mio. Voglio solo riflettere su ciò che è accaduto molte volte. Questo è l’ultimo di molti episodi di ragazzi morti per dimostrare qualcosa. Succedeva anche prima dei social network è vero, solo che prima non si veniva a sapere subito. E forse prima non era così facile.

È davvero colpa di TikTok?

Non mi piace demonizzare qualcosa. Specialmente se si tratta di uno strumento. Possiamo discutere sull’utilità di questo strumento nello specifico ma servirebbe a poco. Quello che è importante è che una bambina è morta per imitare qualcun altro.

I giovani lo hanno sempre fatto. Tutti noi abbiamo indossato determinati vestiti perché lo facevano tutti, ascoltato un certo tipo di musica perché era di moda. È così, è la gioventù. Il problema è che oramai l’asticella si è alzata. Non si parla più di musica o vestiti ma di coraggio.

Se non partecipi ad una determinata sfida sei tagliato fuori dal mondo. E per mondo intendo sia quello digitale che reale. Già perché quello che fai nel mondo digitale influenza anche quello reale.

Prima gli amici ti etichettavano come “sfigato” se non avevi un certo tipo di jeans o cappotto, ora se non ti leghi una corda intorno al collo.

Nuove forme di inclusione sociale

Siamo abituati a sentire parlare di inclusione sociale solo per argomenti come immigrazione e handicap ma la verità è che l’inclusione sociale ora passa soprattutto da sfide o esibizioni sempre più al limite.

E purtroppo se non sei dentro a quell’ambiente non puoi capirlo o saperlo. I genitori sono spesso all’oscuro di queste “sfide” e spesso sono impreparati sull’uso della tecnologia.

Quando ero piccolo io era più semplice tenere i ragazzi fuori dai guai. Un NO era sufficiente per evitarti di frequentare le persone sbagliate o andare incontro a pericoli. Ora i pericoli sono ovunque. Non ci sono più porte e ci conosciamo tutti.

In questo podcast parleremo di come sia complesso per i genitori garantire la sicurezza ai propri figli sui social network.

Angelo Tropeano
Sono bravo con le parole ma spesso non ne trovo. Cinico e sarcastico ma non per colpa mia.

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1 Comment

  1. […] i termini di servizio di un sito è solo un click che facciamo senza neanche più renderci conto. Ma per Tik Tok sembra essere un serio problema. Partiamo col dire che la maggior parte degli utenti del social sono tutti molto minorenni. […]

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