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Tecnologia e uomo: come il progresso modifica il nostro cervello

Il nostro cervello è un organo eccezionale e, al contempo, ancora misterioso. È necessario per svolgere varie attività, soprattutto per quanto riguarda l’elaborazione delle informazioni sensoriali. La vista, l’olfatto, il tatto, praticamente tutto è dipeso da questo organo. Anche per questo ognuno di noi ha un modo diverso di vedere le cose.

Questo articolo non serve di certo per fare una lezione di biologia. Ma questa breve prefazione ci è necessaria per raggiungere il cuore del nostro discorso. Ovvero come il progresso tecnologico sia in grado di influenzare e modificare il nostro cervello. Non in senso fisico, ma principalmente per quanto riguarda l’elaborazione delle informazioni ed altri comportamenti.

La tecnologia ha sempre avuto un’influenza importante su di noi. Basta pensare a ciò che è successo con l’avvento della televisione a colori. Grazie a questa novità, anche il mondo dei sogni diede il benvenuto ai colori. Ma il contesto della tecnologia moderna è molto diverso rispetto a quello del passato. Certo, i “vecchi media” sono ancora presenti in modo massiccio, ma non sono gli unici nostri compagni di vita.

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I social ad esempio offrono una mole illimitata di contenuti. Per non parlare del mondo dell’informazione. Grazie alla rete, praticamente abbiamo notizie 24 ore su 24 ed arrivano in pochi secondi. Anche l’intrattenimento ha praticamente abbandonato le catene della televisione. Netflix, servizio che abbiamo già toccato in un altro nostro articolo, offre un numero impressionante di contenuti disponibile senza interruzioni.

In questo nuovo ambiente stracolmo di informazioni, come reagisce il nostro corpo ed il nostro cervello? Organo che, nonostante la sua elasticità, resta lento se messo a confronto con il mondo digitale. Ed è proprio questa la prima modifica che avviene. Il pensiero detto lento, quello dedicato alla riflessione profonda, all’apprendimento e all’educazione, ne risente in negativo.

Per resistere al flusso di informazioni, il cervello è quindi costretto a diventare più reattivo. In questo modo aumenta anche l’istintualità. Anche la memoria in generale ne risente. Il mondo della rete conserva così tante informazioni che ormai è diventato superfluo immagazzinarle nel nostro cervello.

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Forse proprio per resistere a questo eccesso di informazioni, diventiamo anche meno attenti. Leggere un semplice articolo diventa una sfida. Ma c’è anche un altro elemento diciamo divertente in questa vicenda. E si tratta di un qualcosa che sicuramente sarà capitata a molti di voi. Stiamo parlando del fenomeno conosciuto con il nome di “sindrome da vibrazioni fantasma”. In pratica, succede quando pensiamo che il nostro cellulare stia vibrando o squillando, ma non è così.

Ma questo ambiente offre anche alcuni lati positivi. Il primo riguarda il multitasking. Ormai siamo abituati a fare più cose contemporaneamente ed in minor tempo. È molto probabile che questa sia una caratteristica evolutiva in un certo senso obbligatoria per poter vivere in un mondo così veloce come quello digitale.

Per non parlare della creatività. I social ci hanno abituati a creare dei contenuti che abbiamo costruito di nostro pugno. Certo, in alcuni ambienti, come Facebook, possiamo limitarci a condividere o fare copia ed incolla. Ma Instagram invece ci spinge a scattare foto e condividerle con il mondo. Per non parlare dei meme, esistono ormai molti gruppi dove persone creano immagini di diverso tipo.

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Insomma, mentre abbandoniamo alcune caratteristiche, altre emergono. Ed è questa proprio l’abc dell’evoluzione, che ci permette di adeguarci in base al contesto che ci circonda. Ed è proprio per questo motivo che personalmente penso che la tecnologia non ci renda stupidi. Questa è una grossa semplificazione. Semplicemente ci cambia e, come in molte cose, questa trasformazione porta con sé elementi positivi e negativi.

Come dall’alba dei tempi, cambiamo in base a ciò che il mondo ci offre. Anche la scrittura, ad esempio, ha avuto i suoi effetti su di noi. Ma ciò non significa che dobbiamo per forza dire addio ad alcune caratteristiche. Tramite alcuni esercizi, possiamo comunque migliorare la nostra memoria, ad esempio.

Tutto ciò implica che l’uomo di oggi ha semplicemente delle caratteristiche diverse. Non solo da quello del passato, ma anche da quello del futuro. Tra intelligenza artificiale, tecnologia cloud e nuove tecnologie, è probabile che il nostro cervello ed il nostro corpo subiranno inevitabilmente altre modifiche.

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Ma quali? Il poter parlare 24 ore su 24 con un’I.A. ci renderà meno dipendenti dalle relazioni umane? La tecnologia cloud, che ci permette di avere tutto e subito, ci renderà meno pazienti e digeriremo poco le attese? Per non parlare della domotica, che potrebbe modificare anche le nostre abitudini casalinghe.

L’unico modo per sapere come cambieremo è aspettare.

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