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Tecnologia Cloud: avere tutto ma senza avere niente

Ormai da diversi anni la tecnologia Cloud è entrata a far parte della nostra vita, in diversi ambiti. Non solo per quanto riguarda lo storage e anche la condivisione dei file, di questa categoria mi vengono in mente i due programmi più famosi, ovvero Google Drive e Dropbox. Ma il cloud ha anche cambiato per sempre il mondo dell’intrattenimento.

Soprattutto se parliamo di quei servizi, spesso in abbonamento, come Netflix o Spotify. Questi programmi sono diventati dei veri compagni di vita per molte persone. Dopotutto bisogna considerare che non li troviamo solo sui computer, ma anche per smartphone. Ed è già da questo punto che la tecnologia cloud mostra il suo potenziale.

Un singolo file, film o canzone disponibile ovunque, su qualsiasi dispositivo e in ogni momento con un semplice click o tocco dello schermo del nostro smartphone. C’è però un problema, non di poco conto, da tenere in considerazione, che riguarda principalmente i servizi come Netflix. In realtà gli abbonati non possiedono nulla. In un certo senso “prendono in prestito” un film o gli episodi di una determinata serie TV.

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Stesso discorso per Spotify, gli utenti della piattaforma non hanno un reale accesso alle canzoni, non le possono scaricare e conservare. Certo, per alcuni potrebbe anche essere un elemento positivo. Dopotutto bisogna ammettere che entrambi i servizi dispongono di un archivio impressionante, messo a disposizione ad un prezzo risibile.

Spotify permette addirittura di godere del suo catalogo senza dover pagare un centesimo. Anche se, ovviamente, in questo caso ci sono delle limitazioni. Insomma, in entrambi i casi possiamo contare su un numero elevato di contenuti senza badare allo spazio del nostro hard disk. Questo paradiso ha però un prezzo da pagare, oltre quello in euro.

Nonostante questi servizi aggiungano di giorno in giorno nuovi contenuti, spesso, soprattutto nel caso di Netflix, alcuni scompaiono dalla piattaforma. Gli utenti non hanno voce in capitolo su queste scelte. Quindi può capitare che il nostro film o il nostro show preferito venga eliminato dal catalogo. E se a dire addio al servizio c’è anche una serie TV che non abbiamo ancora finito di vedere, non possiamo farci nulla.

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Quindi in sintesi gli abbonati hanno a disposizione un catalogo di contenuti impressionante, ma che è in realtà volatile. Anche il futuro del gaming sembra stia seguendo questa direzione. Lo ha già fatto Sony con il suo PS Now che, oltre ad essere una piattaforma streaming, permette anche di giocare in cloud ai titoli per PlayStation 2, 3 e 4. 

In questo mondo però il servizio più atteso è sicuramente Google Stadia, che vedrà la luce durante il mese di novembre. Queste due piattaforme si basano su modelli economici differenti. Il PS Now può essere utilizzato solo tramite un abbonamento, mentre Stadia permette di acquistare ogni gioco separatamente. Il funzionamento di base resta però simile.

I giocatori possono divertirsi senza la necessità di comprare una console o di scaricare un determinato titolo. Anche in questo caso però ci sono delle considerazioni da fare, che riguardano principalmente l’esperienza di gioco complessiva, che diventa irraggiungibile senza una buona connessione ad internet.

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E, anche soddisfando i requisiti minimi o consigliati, non è detto che tutto andrà liscio come l’olio, alcuni lag potrebbero comunque essere presenti. Se in alcuni titoli un rallentamento occasionale non è un problema, ce ne sono altri dove invece anche una virgola fuori posto diventa importante.

Questo punto mi serve anche per arrivare alla prossima nota diciamo non troppo positiva. Tutti questi servizi richiedono un accesso ad internet. Certo, molti di voi staranno già pensando che ormai tutto il mondo è connesso e che ovunque è presente una rete wifi. Ma non è detto che questa sia sempre funzionante, sono sicuro che molti di voi avranno avuto problemi con la propria connessione.

Senza internet, praticamente possiamo dire addio al mondo dell’intrattenimento. Film, serie tv, musica e, in futuro, videogiochi diventeranno inaccessibili. Per non parlare dei file in cloud, se dovesse servirci qualcosa in particolare in un dato momento, rischieremo di non poter mettere le mani su un qualcosa che ci appartiene.

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Nonostante ciò, personalmente penso che la tecnologia Cloud abbia più lati positivi che negativi. Certo, Netflix può anche decidere autonomamente di eliminare i miei contenuti preferiti, ma posso sempre acquistare un film in formato fisico e passa la paura. Inoltre, bisogna anche dire che grazie ad un servizio del genere, possiamo scoprire nuovi film e serie TV che probabilmente non avremo mai cercato o trovato da soli.

Io ad esempio grazie a Netflix ho recuperato sia la serie di Boris ed ho anche visto per la prima volta Gundam. Discorso diverso per i file personali caricati in Cloud. Preferisco sempre averli sotto mano nell’hard disk proprio per evitare brutte sorprese. Anche perché, diversamente dai film, videogiochi e serie TV, non hanno un peso eccessivo.

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