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Economia

Taglio dell’IVA per rilanciare i consumi

iva

Il taglio dell’IVA ipotizzato dal Presidente Conte al termine degli Stati Generali dell’economia servirebbe per far ripartire i consumi, ma i dubbi sono molti.

Gli Stati Generali dell’economia sono finiti e con se hanno portato tante idee ma poca concretezza. Tra tutte le idee ipotizzate dal capo del governo Giuseppe Conte ci sarebbe un taglio dell’IVA.

Frenate i portafogli, nulla e stato deciso e soprattutto non esistono neanche le basi di questa proposta. Infatti la dichiarazione del Premier Conte sarebbe stata una boutade che non trova nessun riscontro con gli altri componenti del Governo.

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Il Presidente del Consiglio Conte durante la conferenza stampa conclusiva degli Stati Generali dell’Economia

E quindi, la tagliamo l’IVA?

Tutto sarebbe partito durante la progettazione delle misure per far ripartire l’economia italiana sviluppate durante gli Stati generali. Ovvero far ripartire i consumi abbassando l’IVA. L’annuncio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha subito subito alcune precisazioni.

Se, e dico se, si riuscisse ad attuare una manovra del genere sarebbe attuata solo per un breve periodo di tempo e in settori ben precisi. Principalmente quelli più colpiti dal Coronavirus.

Questa ipotesi si tratterebbe di una misura molto costosa e che andrebbe valutata attentamente in virtù del fatto che l’Italia è tra i paesi europei ad aver già speso parecchio per la pandemia. 

L’idea ci piace

Questa idea piace parecchio al Movimento 5 Stelle ma molto meno a Partito Democratico e Italia Viva. Alla fine fanno parte anche loro della maggioranza.

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In questi giorni, e sicuramente anche nei prossimi, si valuteranno i pro ma soprattutto i contro di questa ipotesi. Bisogna valutare attentamente i reali effetti di costi e benefici di una mossa del genere per poi capire se ne vale la pena o si rischia di peggiorare la situazione.

Tende alla prudenza il Ministero dell’Economia che vuole prima valutare le simulazioni dei calcoli per comprendere nei minimi dettagli la fattibilità di questa manovra.

Il Ministro Gualtieri è molto cauto sull’ipotesi di tagliare l’IVA

Carta canta

Stando alla relazione tecnica del decreto Rilancio il taglio di un punto dell’IVA ordinaria del 22% vale all’incirca 4,37 miliardi. Per l’aliquota ridotta del 10% vale intorno ai 2,9 miliardi.

Come anticipato, si pensa ad un passaggio di alcuni beni attualmente con IVA al 22%, che rientrano tra i beni di larghissimo consumo, nella fascia di aliquota ridotta. Questa drastica riduzione varrebbe solo per alcune filiere in particolare difficoltà, come turismo e ristorazione.

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Il problema di questa manovra è che per avere una riduzione che possa effettivamente farsi sentire nei portafogli degli italiani i conti pubblici ne pagherebbero un costo veramente elevato con possibili ripercussioni nel medio termine.

Bisogna fare bene i conti prima di attuare il taglio dell’IVA

Vorrei ma non posso

Mentre il Governo è alle prese con i fogli Excel per capire se questa soluzione è praticabile, altri paesi europei ci hanno già più che pensato ed è diventata realtà.

Ad esempio la Germania nel suo maxi piano da 130 miliardi per il rilancio economico, ha inserito anche la riduzione dell’Iva dal 19 al 16% per l’aliquota più alta e dal 7 al 5% per quella più bassa. Questa diminuzione partirà dal 1° luglio e sarà attiva per 6 mesi con un costo complessivo di 20 miliardi.

La “piccolissima differenza” è che le casse statali tedesche possono permettersi una manovra di questa entità.

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Altro esempio arriva da Cipro. Subito dopo il lockdown l’aliquota ordinaria è passata dal 19 al 17%. Per incentivare la ripresa del turismo mentre per il turismo l’aliquota è stata ridotta dal 9% al 5% dal 1 luglio 2020 al 10 gennaio 2021.

Insomma, teoricamente e praticamente l’idea è fattibile ma purtroppo le casse dello Stato italiano erano già parecchio disastrate prima della pandemia e quindi ora non possiamo permetterci di sgarrare.

Il piano di rilancio per la Germania ideato da Angela Merkel consentirà il taglio dell’IVA

Cosa ne penso

Il fatto è che tutti vogliono tagliare di qua e tagliare di la. Viene chiesto il taglio delle tasse, il taglio dell’IVA e il taglio dei contributi.

Quello che dobbiamo capire è che se allo Stato non entrano soldi rischiamo di avere un contraccolpo in termini di mancati servizi che non immaginiamo neanche. È troppo semplice generalizzare dicendo “abbassiamo o tagliamo” ma i soldi che versiamo tramite le tasse aiutano lo Stato a funzionare, se questi soldi non entrano sono i cittadini a pagarne le conseguenze.

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Certo, in questo paese è noto che i soldi vengono buttati dalla notte dei tempi e nell’ultimo decennio ne stiamo pagando le conseguenze, ma se tagliamo troppo rischiamo davvero di scavare il fondo.

E sappiamo tutti che per l’Italia risollevarsi economicamente è sempre STATO un problema.

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Da oltre dieci anni mi occupo di editoria. Quando scrivo perdo la percezione del tempo, esattamente come quando viaggio.

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