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Scoperto un singolare fenomeno sismico a cadenza stagionale: gli stormquakes. Essi sono terremoti del fondale marino collegati alla nascita di uragani e ciloni.

Un nuovo fenomeno

Questo particolare tipo di fenomeno sismico era sconosciuto fino a poco tempo fa. I terremoti in questione non hanno origine dalla terra ma dall’atmosfera. Gli scienziati li hanno chiamati stormquakes (storm=tempesta e quake=terremoto). Essi sono caratterizzati da oscillazioni del fondale marino causate da violente tempeste che si abbattono sulle coste continentali, come uragani e cicloni.

Lo studio

La ricerca si è sviluppata partendo da una recente branca di studi che applica nuovi metodi statistici per l’interpretazione di dati registrati dalle reti di sismometri sparse su tutto il pianeta. Anche i segnali più lievi e non riconducibili alle tipologie di terremoti più studiati possono fornire importanti informazioni circa la struttura interna della terra, le dinamiche dei ghiacci o altri fenomeni di natura geologica.

La scoperta

La scoperta degli stormquakes è avvenuta per caso. Nell’estate del 2018 lo studioso Wenyuan Fan, dell’Ocean and Atmospheric Science della Florida State University, stava sviluppando un nuovo metodo di analisi per lo studio dei terremoti a bassa frequenza (ovvero quei terremoti che scuotono la superficie della terra in modo impercettibile). Fan si accorse che vi era uno strano gruppo di eventi sismici, delineato da specifiche caratteristiche, che avveniva a cadenza stagionale. Questo particolare fenomeno non si manifestava mai tra i mesi di maggio e agosto e ciò è anomalo per i terremoti che si manifestano senza seguire uno “schema”.

Le coincidenze

Molti dei tremori erano stati registrati in parallelo a intense tempeste che dalla fine dell’estate si abbattono sulle coste degli Stati Uniti d’America. Così si è ricorsi alla USArray, una rete di centinaia di sismometri sparsi in tuttu gli U.S.A., la quale ha permesso di individuare oltre 14 mila stormquakes avvenuti tra il 2006 e il 2015. Il team di ricerca era guidato da Fan e da Catherine de Groot-Hedlin della Scripps Institution of Oceanography dell’Università della California.

Conclusioni

Secondo gli scienziati, eventi meteorologici intensi come gli uragani o i Nor’easters (cicloni ce interessano la East Coast e il Nord America) possono dare vita a onde sismiche superficiali sul pavimento oceanico abbastanza forti da generare terremoti di magnitudo 3.5.

Condizioni adatte

Non tutte le grandi tempeste danno origine agli stormquakes. Nulla di simile, ad esempio, avvenne in concomitanza con il terribile uragano Sandy i cui venti raggiunsero anche i 185 km/h. Gli stormquakes si sono verificati in zone in cui la piattaforma continentale (ovvero la parte sommersa di un continente che può estendersi anche a centinaia di chilometri dalla costa) era molto vasta. Ciò permetterebbe alle onde sismiche dello stormquake di accumularsi prima di liberare energia. Le scosse sembrano inoltre avere luogo prevalentemente vicino ai rilievi oceanici sopra i quali le onde oceaniche, potenziate dalla tempesta, trasferiscono la loro stessa pressione.

Non è la violenza di un uragano che ci può predire se ci sarà uno stormquake, ma piuttosto il percorso compiuto dalla perturbazione e la profondità del fondale oceanico. La ricerca delle cause di questo fenomeno è appena iniziata. Ora gli scienziati aspettano il contributo di altri studiosi per poter delineare un quadro più accurato e completo.

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Un’immagine dell’uragano Sandy

La forza della natura

Sembra incredibile che nel terzo millennio si possano ancora scoprire fenomeni meteorologici fino a poco tempo fa del tutto sconosciuti. Sappiamo che in alcuni paesi del mondo, come appunto gli Stati Uniti, i fenomeni di uragani e cicloni possono raggiungere potenze devastanti. Speriamo che questa nuova scoperta porti ad ulteriori studi e approfondimenti e che sia sempre più semplice prevedere fenomeni naturali distruttivi affinchè sia possibile tutelare maggiormente paesaggio e popolazione.

Monica Giulia Cantù
Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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