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Stampante 3D, creiamoci la realtà

stampante 3d

Con la stampante 3D si possono realizzare oggetti tridimensionali partendo da un modello 3D digitale.

È di qualche giorno fa questa notizia. L’imprenditore/ingegnere di nome Cristian Fracassi, Ceo di Isinnova grazie alla stampante 3D ha realizzato in 24 ore 100 valvole che si adattassero perfettamente alle maschere facciali di Decathlon per trasformarle in respiratori medici.

Quando ho sentito questa notizia ovviamente ero felice (come tutti immagino) che si fosse trovata una soluzione alla mancanza di respiratori per gli ospedali.

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Ma subito dopo ho pensato: perché ha del clamoroso questa notizia? È per l’ingegno italiano oppure per la stampa 3D?

Per colmare questa mia curiosità ho letto diversi articoli sulle testate più mainstream che ovviamente elogiavano Fracassi ma che parlavano della stampa 3D come una tecnologia fantascientifica.

Ciò mi ha lasciato davvero perplesso visto che la stampa 3D nasce nel 1986. Però riflettendoci mi sono reso conto che questa tecnologia, e le sue potenzialità, è sconosciuta ai più.

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Ma perché? Come mai questa tecnologia che consente di stampare addirittura delle case non è decollata? Ci ho pensato tanto e mi sono accorto che analizzando questo argomento la risposta è ovvia.

Le valvole per adattare le maschere da sub in respiratori medici

Cos’è la Stampa 3D

Per stampa 3D si intende la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante produzione additiva, partendo da un modello 3D digitale.

Si basa su una tecnica chiamata stereolitografia. È una tecnica che permette di realizzare oggetti tridimensionali a partire direttamente da dati digitali elaborati da un software CAD/CAM.

Il modello digitale viene poi inviato alla stampante 3D che grazie alla stratificazione di materiale plastico modella l’oggetto.

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Per farvi vedere come funziona guardate questo video :

Io la trovo spettacolare.

Ma quindi perché non abbiamo più produzione di oggetti tramite questo metodo? Perché non abbiamo tutti in casa una stampante 3D per produrci gli oggetti che ci occorrono?

Ho paura che esiste un’unica risposta a questa domanda: il costo

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Quanto mi costi

Le cose belle solitamente sono costose e questa non fa eccezione. Una stampante 3D che possa produrre oggetti di medie dimensioni parte dai 1.500€, non proprio una cifra per tutti.

A questo costo bisogna aggiungere la corrente per alimentarla durante tutto il processo. Richiede da 1 ora in su a seconda della complessità del modello e della dimensione dell’oggetto. Bisogna ancora aggiungere le bobine di filamento plastico da utilizzare per la stampa, anche se questo è il costo minore.

Insomma c’è il pericolo che stampare un dado per giocare a Dungeons and Dragons vi costi quanto uno scaffale dell’Ikea.

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Una stampante 3D ad uso “domestico”

Le applicazioni della stampante 3D

È un vero peccato perché la 3D consente davvero di creare qualunque cosa. Qualunque!

Ho visto video di stampa di strumenti musicali, di esoscheletri per ingessature di arti, di tessuti e anche di cibo. Esatto, se al posto del materiale plastico inserite del cioccolato potete stamparvi cioccolatini a profusione e come volete.

Ho visto stampanti 3D talmente grandi da realizzare i moduli per costruire case prefabbricate pronte all’uso. Basta inserire nella stampante un materiale adatto a ciò che vogliamo stampare e poi è tutto automatico.

Un “gesso” realizzato con la stampa 3D

Cosa ne penso

Questa è la classica cosa che mi fa scoppiare il cervello per quanto è illogica.

Una tecnologia come questa potrebbe ridurre notevolmente i costi di produzione degli oggetti. Si potrebbero creare aziende formate solo da stampanti 3D. Non ci sarebbe neanche il problema della tanto temuta sostituzione uomo/macchina perché ogni stampante ha bisogno di un operatore per inserire il materiale e controllare che la produzione avvenga nel modo corretto.

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Quindi perché? Perché non investire in questa tecnologia cercando di abbassare i costi per renderla accessibile?

Inconsciamente conosco la risposta. Come sempre il progresso tecnologico che può essere utile alle persone e all’economia viene messo in un cassetto per continuare a oliare un meccanismo che fa guadagnare pochi e fa spendere tanti.

Queste cose vengono tirate fuori solo quando esiste un’emergenza. Quando vediamo cadere le nostre certezze allora ci aggrappiamo a tutto, anche a quello che fino a poco prima neanche consideravamo.

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Il Corona virus è senza ombra di dubbio una disgrazia per tutte le conseguenze sanitarie che porta con se. Ma dal punto di vista economico ha rivelato quanto il nostro sistema produttivo sia fragile e quanto poco sfruttiamo la tecnologia per il nostro benessere.

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Written By

Da oltre dieci anni mi occupo di editoria. Quando scrivo perdo la percezione del tempo, esattamente come quando viaggio.

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