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Nel 2002 l’imprenditore e filantropo canadese, padre di PayPal e Tesla, Elon Musk, fonda una società con sede in California, il cui obiettivo era quello di ridurre i costi dei lanci spaziali e favorire la colonizzazione di Marte, dal nome Space exploration technolgy corporation, meglio nota con l’abbreviazione di SpaceX.

I progetti di cui si è resa protagonista sono stati diversi, tra cui lo sviluppo di alcuni vettori già lanciati in orbita: Falcon 1 e Falcon 9,  due moduli ideati per essere riutilizzati, adoperati nei vari lanci compiuti fino ad oggi e le prime capsule spaziali, Dragon e Dragon2, concepite da una società privata, per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale e trasportare gli esseri umani in orbita.

Fantasie SpaceX

La fantasia di SpaceX, di trasportare merce nello spazio, muove i suoi primi passi verso la concretezza nel 2006, quando per assecondare questo nuovo progetto, realizzerà nuovi vettori in collaborazione con la NASA (ente spaziale statunitense). Nel 2010 grazie al lancio della navicella Dragon, si aggiudica il primato tra le società private per aver compiuto un viaggio spaziale attorno all’orbita terrestre; Dragon effettuerà due giri attorno alla Terra e rientrerà all’interno dell’atmosfera terrestre atterrando nel mezzo dell’Oceano Pacifico, al largo delle coste del Messico.

Il recupero dei vettori per il riutilizzo, con l’abbattimento ulteriore dei costi, è il perno sul quale ruota lo studio di Elon Musk. Un’ardua manovra, che ha richiesto lunghi anni di test e l’ausilio di professioni molto diverse tra loro.

L’impresa eccezionale e il fulmine a ciel sereno

Nel 2015 la società del filantropo canadese ridefinisce il sistema di rientro,  grazie al quale concluderà, con esito positivo, diverse missioni. A dicembre dello stesso anno dopo aver trasportato in orbita 11 satelliti per le telecomunicazioni, il razzo vettore Falcon 9 fa il suo rientro, sano e salvo nella Landing Zone1 (zona di atterraggio 1) a Cape Canaveral, Florida. Sarà il 2016 l’anno della svolta, per l’industria aerospaziale, quando Falcon 9 riuscirà ad atterrare integro e in tutta sicurezza su un ASDS (autonomus spaceport drone ships) una piattaforma drone per l’atterraggio di razzi, nel mezzo dell’oceano.

Nel Settembre 2016, nonostante i ripetuti test effettuati apparentemente positivi, il razzo riutilizzabile tuona, mentre era in rampa di lancio per un test di routine; incidente che demolirà anche il carico: Amos-6, il primo satellite realizzato da Facebook per portare la connettività alla rete via satellite in tutta l’Africa Sub Sahariana.  Un episodio non di poco conto, che spinge la SpaceX a rivedere alcune criticità organizzative e Facebook a ripensare il suo disegno per la realizzazione di una costellazione di satelliti in grado di diffondere la connettività nelle zone più disagiate del mondo.

Il sogno marziano

Nel febbraio del 2018 è il turno della Tesla Roadster, l’autovettura  lanciata su Marte, che passerà alla storia come la prima automobile commerciale ad andare nello spazio.

Il sogno marziano di Elon Musk, diventa sempre più incalzante, infatti  recentemente ha twittato sulla sua pagina social, un’immagine di una sua nuova creatura: Starship il razzo, che promette, gestirà l’approdo dell’uomo su Marte entro il 2030.

Noi continueremo a seguire le avventure di SpaceX e Mr. Musk in questa questa nuova stravagante missione e chissà che le parole dello scrittore John Gray di un suo divertente besteller, di qualche anno fa “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” non  troveranno fondatezza, in questa ricerca spaziale.

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