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Salute

SARS-CoV2: ci hanno davvero detto tutto?

Purtroppo, in questa pandemia di SARS-CoV2 o CoVid-19, della famiglia dei Coronavirus, molti sono i presupposti che ci portano a chiederci -Ci hanno davvero detto tutto?-.

La puntata di “Leonardo” del 16 novembre 2015

È del 2015 un interessante servizio riportato dalla trasmissione “Leonardo” in onda su Rai 3. In questo si parla di un Coronavirus creato in Cina e proveniente da pipistrelli e topi. Il virus, si specifica, verrà usato solo a scopi di studio. Gli scienziati avrebbero innestato una nuova proteina proveniente dai pipistrelli nel virus della SARS, responsabile della polmonite acuta, ricavato dai topi. Il patogeno, appartenente alla famiglia Coronavirus, sarebbe stato trovato nei pipistrelli detti “naso a ferro di cavallo” e sarebbe poi stato incrociato con il virus causa della SARS presente nei topi. Proprio questa particolare proteina che ha portato ad una modificazione, però, permetterebbe il passaggio del virus dall’animale all’uomo. La molecola è denominata SHCO14. Secondo gli studi, poi, il patogeno avrebbe acquistato la capacità di passare dal pipistrelli all’uomo senza passare da una specie intermedia, come appunto il topo. Che questi esperimenti rischiosi abbiano portato alla creazione volontaria o meno del virus SARS-CoV2?

Solo un anno prima, il governo degli Stati Uniti d’America avevano cessato il finanziamento di studi che avrebbero portato ad un potenziamento dei virus, rendendoli maggiormente contagiosi. Il lavoro dei cinesi, però, non si era fermato in quanto era stato dichiarato non pericoloso e già in fase avanzata di studio. Le probabilità che il virus passasse dagli animali all’uomo, viene affermato, sarebbero state infinitesimali.

Il complotto contro Cina e Italia

Cina a Italia hanno firmato nel 2019 un trattato denominato “la via della seta” che permetterebbe alle due nazioni di collaborare economicamente. Qualcuno ipotizza che gli Stati Uniti e probabilmente qualche altra nazione, infastiditi dai rapporti di preferenza tra i due paesi, avrebbero spinto la diffusione del virus. Questo, inoltre, è stato importato nel nostro paese, più precisamente a Codogno, da una persona proveniente da Monaco. L’Italia, però, non ha aspettato, ma ha subito dichiarato di aver riscontrato casi positivi nel proprio paese, mentre Francia e Germania hanno atteso diverso tempo prima di cercare il virus e ammettere che la pandemia aveva colpito anche loro. Così, i titoli italiani sono crollati drasticamente e prima che venisse fatta finalmente luce su quello che probabilmente è stato il percorso del virus, il mondo ci ha additato come untori. Un esempio della terribile politica attuata contro la nostra nazione è la scandalosa ricostruzione della diffusione del patogeno diffusa dalla NBC in cui dall’Italia, “centro della diffusione pandemica in Europa” partono molte frecce rosse dirette verso gli altri stati Europei.

Una strana scommessa

Il Bridgewater, il più grande fondo speculativo del mondo, scommise nel 2019 che a marzo 2020 le borse avrebbero subito un pesante crollo. Il suo fondatore, Ray Dalio, quindi, avrebbe tutelato il suo portafoglio e agito con la tecnica delle vendite allo scoperto, ovvero più i titoli scendono, più il fondo guadagna. E mentre il mondo continua a combattere contro la pandemia, la Bridgewater scommette altri 14 miliardi su un ulteriore crollo delle borse del Vecchio Continente.
Il fondo ha scommesso 5,2 miliardi su un calo di 16 società francesi, 4,8 miliardi contro aziende tedesche, 1,7 miliardi su un calo di 5 aziende olandesi e circa 2 miliardi contro 5 società spagnole e 3 italiane. Tutto questo potrebbe essere collegato in modo inquietante alla pandemia di SARS-CoV2?

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Il caso del medico cinese

Il 30 dicembre 2019 Li Wenliang, oculista di 34 anni, aveva diffuso per primo la notizia di un virus etichettato come SARS in una chat di gruppo, inviando video e foto. Wenliang continua dicendo che si tratta di Coronavirus, che il patogeno è ancora in fase di determinazione e che è necessario prendere delle precauzioni. Wenliang per primo aveva capito la pericolosità del nuovo virus SARS-CoV2. Il 3 gennaio 2020 la polizia ha convocato il medico per un colloquio circa la situazione.
Il 10 gennaio 2020 il medico ha manifestato febbre e il 7 febbraio è deceduto. Il medico è stato interrogato come un criminale ed è stata messa in discussione la sua integrità poiché accusato di diffondere notizie false. Molti dei suoi connazionali si erano mobilitati per chiedere la libertà del medico-eroe. Wenliang è un simbolo della ribellione all’omertà del regime che, forse, non ha permesso di agire abbastanza tempestivamente.

Li Wenliang prima del contagio e con un respiratore

Hantavirus, una nuova minaccia all’orizzonte?

Nel mezzo della crisi mondiale generata dal SARS-CoV2, un’altra notizia spaventosa giunge da oriente. Nei giorni scorsi il quotidiano “Global Times”, gestito da Pechino, ha annunciato che un uomo è rimasto vittima di un virus che causa crisi polmonare. Il patogeno che l’ha scatenata appartiene alla famiglia degli Hantavirus. Analogamente alla SARS-Cov2 o CoVid-19, anche questo sfrutta l’RNA del suo ospite come materiale genetico e anche questo è responsabile della zoonosi, ovvero del passaggio di un patogeno da un animale all’uomo. Tale trasmissione, però, è estremamente rara come dichiarato dai centri per la prevenzione e il controllo delle malattie sanitarie americani. Infatti, sporadici casi si sono verificati in Cile e Argentina causati da un Hantavirus chiamato “virus delle Ande”.

L’uomo cinese, della provincia di Yunnan, è morto mentre si trovava a bordo di un autobus. Tutte le persone che si trovavano con lui a bordo, oltre una trentina, sono state sottoposte ai controlli di rito, ma al momento non sono stati annunciati contagi. Le patologie collegate agli Hantavirus vengono trasmesse all’uomo da roditori selvatici e domestici che lo rilasciano nell’ambiente circostante tramite feci, urine e altri fluidi corporei.

Dubitare è lecito

Molti pensano che chi dubita, o almeno si ponga delle domande, sia un disfattista o un complottista che si crogiola nel piacere di ipotizzare scenari apocalittici e impensabili vantaggi economici e politici. Non è forse vero, però, che porsi qualche domanda sia più che lecita? Alcune persone sorridono del fatto che qualcuno possa non credere a tutto ciò che gli esperti dicono perché non riguarda un nostro campo di competenza, ma forse il problema è proprio questo. Quando si ha a che fare con persone “ignoranti”, nel senso “che non conoscono” è molto facile far credere loro ciò che si vuole. La vera domanda che dobbiamo porci è -Chi potrebbe guadagnare da tutto ciò?-. Purtroppo, certe persone vivono di speculazione e , anche se può essere difficile ammetterlo, non siamo davvero liberi. Siamo pedine in mano ai potenti. Sopra di noi c’è qualcuno che decide chi vive e chi muore. Gli uomini potenti litigano mentre le persone muoiono.

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Che si voglia rivoluzionare il mondo? Che si voglia portare certi partiti alla vittoria? Che si voglia ripristinare un ordine a noi “comuni mortali” sconosciuto? Forse siamo troppi in questo mondo, le risorse non bastano per tutti e questo è sembrato un metodo non troppo drastico e visibile per diminuire la popolazione? Forse il virus è semplicemente scappato a qualcuno, ma, se così fosse, come spiegarsi gli eventi legati all’Hantavirus? Come mai questa “rivoluzione” di agenti patogeni sta avvenendo ora, nello stesso momento dell’emergenza pandemica da CoVid-19? Dobbiamo preoccuparci di questa nuova minaccia? È stato detto che il passaggio dagli animali all’uomo è raro, ma lo si ricava anche del Coronavirus. Purtroppo non è mai male dubitare dell’uomo poiché la storia ci ha già dato abbastanza prove della sua crudeltà. Non bisogna temere mai di porsi domande, anche se queste implicano una risposta scomoda.

Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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