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Intelligenza Artificiale

Samsung Neon, l’intelligenza artificiale diventa umana

Samsung lancia il progetto Neon di intelligenza artificiale che offre una replica digitale perfetta di un essere umano. La sua intelligenza permette di interagire con l’avatar con le stesse modalità di quelle umane.

Si chiama Neon ed è l’ultimo progetto marchiato Samsung. Il progetto in questione getta le basi per un futuro dove l’intelligenza artificiale sarà interattiva al pari dell’essere umano. Almeno virtualmente. Si tratta di “esseri artificiali”, o più semplicemente avatar, con cui interagire da uno schermo. Una sorta di Clippy di Microsoft all’ennesima potenza.

Questi assistenti digitali vengono controllati da un’intelligenza artificiale rivoluzionaria, che fanno sembrare Siri o Alexa degli assistenti delle caverne.

I Neon sono veri e propri umanoidi digitali che non rispondono alle supercazzole o ti dicono com’è il tempo fuori, ma sono progettati per poter conversare normalmente, ricordare conversazioni ed esperienze e quindi evolversi grazie a questi stimoli. Hanno inoltre la capacità di mostrare emozioni e di imparare nuove abilità, insomma evolversi grazie all’interazione costante. Esattamente come succede per gli esseri umani. O quasi.

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La loro programmabilità non dipenderà da un aggiornamento software ma bensì dalle interazioni che avremo con loro. Non hanno un database integrato da cui attingono le informazioni ma le imparano. Questo li rende completamente diversi da qualsiasi altro dispositivo di IA.

I Samsung Neon avranno la possibilità di esprimere emozioni

Samsung Neon, E’ questa la rivoluzione.

Un’assistente virtuale che verrà plasmato in base alle necessità e agli stimoli esterni. Non sarà creato con lo stampino da qualche software house. Anche il loro aspetto sarà quello umano, solo che li vedremo su uno schermo.

Questa cosa ha dell’incredibile e dell’inquietante. Un’intelligenza che si evolve man mano che esiste. Esattamente come per gli uomini.

Pranav Mistry, CEO di STAR Labs, ha affermato che vuole aggiungere una specie a quelle esistenti sul pianeta. Afferma che ogni Neon è diverso dall’altro in quanto interagirà con persone diverse e quindi costruirà la sua personalità su queste esperienze.

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Potrà avere diverse competenze in base alle necessità.

Potranno fare gli insegnanti, i consulenti bancari, potranno essere impiegati al customer care per le compagnie telefoniche, ma anche fare gli speaker radiofonici. Potranno anche fare gli attori. Esatto. Grazie alla possibilità di esprimere emozioni potranno riprodurre gli stati d’animo sul loro volto e nella voce. Diciamo che in alcuni ambiti potranno sostituire l’essere umano, ma principalmente la loro funzione sarà quella di completare le esigenze umane.

Come è possibile tutto ciò?

Grazie a Core R3 di STAR Labs e a Spectra.

Core R3 è la nuova rete neuronale virtuale, messa appunto da STAR Labs, che consente di rispondere agli stimoli esterni con una latenza di pochi millisecondi, praticamente in tempo reale. R3 infatti sta per Realty, Real Time e Reactive, ovvero realtà, in tempo reale e reattivo. A Spectra invece sarà lasciata la parte che consentirà la gestione delle emozioni e della memoria permettendo l’apprendimento di Neon.

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Durante la dimostrazione al CES di Las Vegas è stato chiaro che R3 è pronta per essere utilizzata, mentre per Spectra occorrerà attendere ancora un po’. Sembra essere prevista una dimostrazione completa entro la fine del 2020.

Alcuni esperti del settore hanno sollevato, giustamente, delle questioni relative alla privacy. Come sempre quando c’è di mezzo un IA questa è la questione principale da risolvere. Tralasciamo per ora le implicazioni etiche inerenti lo sviluppo di umanoidi visto che questa tecnologia è ancora parecchio distante. Penso invece sia corretto gettare le basi per una regolamentazione dell’utilizzo delle informazioni che i Neon cattureranno.

Considerando che il Neon imparerà dall’interazione con l’uomo, nulla toglie di memorizzare informazioni sensibili che possano poi essere utilizzate da terzi. Sotto questo aspetto però sembrano già arrivare rassicurazioni direttamente da STAR Labs.

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L’azienda ha assicurato che nessuno avrà accesso al Samsung Neon se non l’umano con cui interagirà. Grazie alla rete neuronale, il Neon riconoscerà gli estranei e quindi non interagirà con questi. Una sorta di password visiva. Sembra inoltre che neanche l’azienda produttrice potrà accedere alla memoria del Neon.

Come appariranno i Neon

Cosa ne penso

Tutto questo mi ricorda molto Blade Runner. Un giorno sicuramente l’intelligenza artificiale sarà integrata in umanoidi esattamente come nell’uomo bicentenario. Nella speranza che tutto sempre verrà basato sulle leggi della robotica di Asimov, sarei ben lieto di poter avere un’assistente che mi sollevi dai compiti sgraditi.

Spero solo che questi Neon non imparino a scrivere.

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Da oltre dieci anni mi occupo di editoria. Quando scrivo perdo la percezione del tempo, esattamente come quando viaggio.

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