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Ambiente

Ritrovata un’ape metà femmina e metà maschio

È stata ritrovata, per un caso fortunato, un’ape metà femmina e metà maschio ancora viva. Il fatto ha subito entusiasmato gli entomologi: com’è stato possibile questo “miscuglio” di caratteri?

Il ginandromorfismo

La condizione che rende questo esemplare di ape unico è il ginandromorfismo. L’animale, infatti, appare diviso come un foglio di carta piegato nel mezzo. Questa peculiarità non coinvolge solo i caratteri sessuali dell’animale come l’emarfroditismo, ma coinvolge gli aspetti di un intero corpo. Questa condizione era già stata riscontrata in api, farfalle, crostacei, rettili e insetti, ma per la prima volta il fenomeno è stato osservato in un’ape notturna del centro e del sud America.

Una preziosa scoperta

L’incredibile esemplare di Magalopta amoenae è stato notato da Erin Krichilsky, scienziata della Cornell University (New York) durante una ricerca allo Smithsonian Tropical Research Institute di Panama. Solitamente, tali anomalie vengono notate solo dopo aver analizzato accuratamente gli esemplari conservati nei musei.

Le caratteristiche dell’ape

L’animale, lungo 4 millimetri, appariva divisa esattamente a metà sul lato più lungo del corpo (ginandromorfismo bilaterale). La parte sinistra dell’ape (per noi a destra) aveva indiscutibili caratteristiche maschili: piccola mandibola, antenna lunga e zampe con pochi peli. La parte destra, invece (per noi a sinistra), presentava caratteristiche femminili: mandibola dentata, antenna corta e zampe tozze e pelose.

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L’ape metà femmina (alla nostra sinistra) e metà maschio (alla nostra destra)
L’ape metà femmina (alla nostra sinistra) e metà maschio (alla nostra destra)

Questa differenza di costituzione si ha perché nel regno delle api, è la femmina che svolge i lavori più pesanti: raccolta del polline e costruzione dell’alveare ad esempio; quindi trasporto di materiale e difesa del territorio. I maschi, di fisicità più fragile, sono necessari per la sola riproduzione.

L’origine del fenomeno

Come ha potuto svilupparsi una caratteristica così rara? Negli esseri umani, la definizione del sesso è dato fai cromosomi X e Y, ma negli imenotteri, come le api, la determinazione del sesso è legata alla quantità di materiale genetico di un embrione. Le uova fertilizzate dopo il rito della “danza nuziale” dell’ape regina, daranno origine ad api femmine, mentre quelle non fertilizzate daranno vita a maschi, i fuchi, che non lavorano all’arnia.

Può capitare che, durante tale processo, lo sperma di un altro maschio entri in un uovo già fecondato (che darà dunque origine ad una femmina). Questa “contaminazione” può dare origine a due linee cellulari opposte, quindi l’embrione avrà caratteristiche sia maschili che femminili.
Un’altra spiegazione prevede che durante la copiatura del materiale genetico, l’embrione femmina commetta un errore e generi un insieme di cellule maschili e femminili.

Qualche osservazione in più

Siccome l’incredibile esemplare è stato osservato da Erin Krichilsky mentre eseguiva delle ricerche sui ritmi circadiani, ovvero le relazioni tra comportamenti e stimoli ambientali, la studiosa ha potuto soffermarsi sull’osservazione delle abitudini di un’ape con caratteristiche ginandromorfe. L’osservazione, durata 4 giorni, ha evidenziato che questo esemplare era più mattiniero delle altre api della sua specie, sia maschi che femmine, ma al culmine dell’attività giornaliera, essa lavorava come una femmina. Ovviamente queste scoperte sono ancora da verificare, ma chissà se sarà possibile trovare altre api della stessa specie e ginandromorfe.

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La natura si adatta sempre

Questo “colpo di fortuna” ci permette di riflettere su come la natura riesca sempre ad adattarsi e cerchi di sopravvivere, in qualsiasi situazione. Chissà quanti altri animali appartenenti a questa o altre specie, presentano caratteristiche uniche segno di un adattamento straordinario. Speriamo che il destino sia clemente nei confronti della scienza e che ci possa donare altri casi incredibili perché possiamo capire ancora un po’ di più il mondo che ci circonda.

Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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