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Scienza

Qual è la reale forma dell’universo? Ecco le teorie

– Qual è la reale forma dell’universo? – è una delle domande più frequenti che la comunità scientifica si pone. Ecco le diverse teorie sul suo reale aspetto.

Che forma ha l’universo?

Se potessimo osservare l’universo dall’esterno, che forma vedremmo? Quale sarebbe il suo reale aspetto? È piatto oppure sferico? Continuerà ad espandersi all’infinito come adesso oppure rallenterà la sua colossale crescita? Le ultime scoperte scientifiche ci permettono di fare delle ipotesi.

La teoria di Hubble

Secondo la teoria di Hubble, l’universo si sta espandendo in tutte le direzioni. Lo studioso Edwin Hubble, nei primi anni del 1900, osservò che le galassie tendevano a spostarsi sempre di più dalla Via Lattea. Ecco l’indizio che permise lo sviluppo di questa teoria. La costante che stabilisce il rapporto tra la velocità di allontanamento e la distanza di una galassia è chiamata costante di Hubble.

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La teoria di Einstein

Altro importantissimo studioso di questi fenomeni è stato Albert Einstein. Secondo la teoria della relatività lo spazio può essere curvo. Questa stessa curvatura può avere caratteristiche differenti: tutto dipende dal rapporto esistente tra la massa dell’universo e il suo volume.

L’INAF

L’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, spiega che la “geometria dell’universo” viene spesso indicata in termini di densità effettiva dell’universo e di densità critica, ovvero quella che sarebbe necessaria a fermare l’espansione. Questo rapporto può essere positivo, negativo o pari a 1. È proprio da queste tre variabili che si dipartono le diverse teorie sulla forma dell’universo.

Le 3 possibili forme dell’universo

Le 3 possibili forme dell’universo

Universo aperto: se la densità reale fosse più piccola della densità critica, allora significherebbe che non c’è abbastanza materia per fermare la continua espansione dell’universo che quindi continuerebbe a espandersi all’infinito. In questo caso, la sua curvatura sarà negativa, con una forma simile a quella di una sella. Questo modello è chiamato universo aperto.

Universo sferico: se, al contrario, la densità reale dell’universo fosse più grande della densità critica, significherebbe che c’è abbastanza materia per fermare la sua espansione. Si potrebbe visualizzare l’universo come una sfera, dunque caratterizzato da uno spazio chiuso, finito, delimitato. In questo caso la sua curvatura sarebbe positiva. Sarebbe però impossibile determinarne l’inizio e la fine. Se questo modello ipotizzato dovesse essere corretto, l’universo arriverà a non espandersi più, ma anzi inizierà a contrarsi. Questo processo terminerebbe poi con un’implosione simile a quella del Big Bang, ma in senso opposto, chiamata Big Crunch.

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Universo piatto: se invece la densità reale fosse pari a quella critica, quindi con un valore uguale a 1, l’universo conterrebbe esattamente la massa di materia necessaria per fermare l’espansione. Questa rallenterebbe gradualmente in un dato intervallo di tempo e tenderebbe a zero in un tempo infinito. Questo modello è chiamato universo piatto ed è il più probabile secondo le teorie degli scienziati.

La quarta dimensione

Bisogna inoltre tenere in considerazione che immaginare queste possibilità risulta molto difficile, infatti, nonostante gli accostamenti a delle forme a noi familiari, questi termini non devono essere presi alla lettera. Infatti, oltre alle 3 dimensioni che ben conosciamo (larghezza, lunghezza e profondità), bisogna considerarne una quarta, la quale però sfugge dalla nostra percezione.

E com’è l’aspetto interno dell’universo?

Ste tutte queste possibilità, si può passare alla domanda successiva, ovvero – Qual è l’aspetto dell’universo al suo interno? –. È ancora l’INAF a fornirci qualche dato: l’universo è costituito da galassie, gas, polveri, ma anche da zone vuote dove potrebbe celarsi la “materia oscura” (materia non conosciuta che emette radiazioni elettromagnetiche). Gli studi hanno permesso di creare una mappa che rappresenta la “ragnatela cosmica”: questa è chiamata Cosmic Web.

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L’universo e i suoi misteri

L’universo è davvero incredibile: l’uomo vive nel suo grembo e nulla conosce di lui. Certo, l’essere umano rispetto alla vita dell’universo è giovanissimo, eppure nonostante studi, teorie, formule ed esperimenti conosce ancora così poco. Il cielo ci affascina per la sua bellezza ma ci spaventa per la sua immensità. L’universo ci ha dato la vita e studiarlo è un po’ come ricercare le proprie radici e ipotizzare che cosa succederà in futuro, ci permette di immaginare una realtà che però, probabilmente, non ci vedrà più protagonisti. Se l’uomo desidera davvero conoscere la meravigliosa combinazione di eventi che ha portato alla sua nascita, è proprio dall’inizio che deve cominciare a cercare. Deve cominciare dall’universo.

Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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