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Cybersecurity

Progetto STAMINA per dare un volto al MALware.

malware

Intel e Microsoft stanno collaborando al neo progetto STAMINA che ha come scopo quello di tramutare in immagine i malware.

I malware sono tutti quei programmi che hanno come scopo quello di disturbare le operazioni svolte dall’utente su un computer. Ho usato il termine “disturbare” ma sono sicuro che chiunque abbia avuto a che fare con essi avrebbe usato altri termini più coloriti.

A tutti, nel corso della propria “carriera informatica”, sarà capitato di dover formattare il proprio PC perché un malware è riuscito ad insinuarsi nel nostro sistema operativo riuscendo ad ingannare il nostro antivirus.

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Intel Labs e Microsoft hanno dato vita al progetto STAMINA per cercare di mettere fine a questa scocciatura.

Malware, tu m’hai provocato…

Stamina è l’acronimo di Static Malware-as-Image Network Analysis e ha come obbiettivo quello di tramutare in immagini i malware. In pratica si basa su degli algoritmi di deep learning, ovvero l’apprendimento automatico dell’intelligenza artificiale, per scovare il codice dannoso all’interno dei file .exe tramite l’analisi statica.

Questa intelligenza artificiale oramai è peggio del prezzemolo, la troviamo ovunque.

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Come funziona

In soldoni l’IA converte il file analizzato in una immagine bidimensionale utilizzando la scala di grigi. L’immagine ottenuta avrà delle dimensioni (l’altezza e la larghezza) a seconda dello spazio occupato dal file.

A seconda della massa del file, viene elaborata un immagine che classifica i malware in base alle sue caratteristiche aiutandone la catalogazione per grado di efficacia e dannosità.

Le immagini ottenute vengono inviate ad una rete neurale Deep Learning che è stata precedentemente “scolarizzata” e che ha il compito di classificare il file come buono o come dannoso.

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Come potremmo vedere in futuro i malware

I test

Visto che una rondine non fa primavera, specialmente in ambito digitale, bisognava testare questo sistema. Come spesso accade i test non possono essere 10 e neanche 100 in quanto non si avrebbe un ventaglio numerico sufficiente su cui basare gli studi e l’efficacia dell’IA.

Per evitare di incappare in qualche errore, i due big hanno testato questo sistema su 2,2 milioni di file eseguibili presenti in database forniti dalle software house si antivirus.

Le analisi di STAMINA hanno identificato i malware con una precisione 99% degli esemplari che sono stati sottoposti a questa analisi. Inoltre la percentuale dei falsi positivi è stata del 2,58%.

STAMINA si è dimostrata efficace in modo particolare sull’analisi dei file di piccole dimensioni. Sui file di grandi dimensioni bisogna migliorare ancora in quanto essendo più sofisticati richiedono una maggiore analisi.

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Lo schema del processo di analisi di STAMINA

La strada è lunga

Nonostante i risultati estremamente incoraggianti, ad oggi non è dato sapere se questa tecnologia sarà implementata direttamente nei futuri sistemi operativi Microsoft oppure se sarà venduto alle varie società per realizzare una nuova generazione di antivirus per la lotta alle minacce informatiche.

Cosa ne penso

L’intelligenza artificiale sta inevitabilmente portando a ragionare con altri schemi. Se fino a poco tempo fa le informazioni dovevano essere elaborate seguendo dei parametri fissi, il deep learning consente una evoluzione a schema misto, tra fantasia e realtà.

La possibilità dei sistemi di imparare dalle esperienze ha un’applicazione infinita. L’IA ha l’enorme vantaggio di poter eseguire una mole di “esperienze” in un arco di tempo molto breve, riuscendo ad elaborare nuovi schemi con velocità che l’uomo può solo sognare.

Questo aspetto è la chiave.

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La digitalizzazione delle realtà porterà inevitabilmente a processi sempre più veloci. Questa velocità sarà raggiungibile solo dalle macchine. Il nostro sistema neurologico, per quanto stupefacente, non potrà mai incamerare una mole di esperienze tali da realizzare degli schemi digitali con la velocità di cui necessitiamo.

Non è un male. Anzi, trovo sia positivo per il genere umano.

Non sarebbe giusto forzare il nostro sistema nervoso centrale per ambire a risultati fuori dalla nostra portate biologica. Lasciamolo fare alle macchine.

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Il nostro cervello è quel sistema che crea queste macchine. Facciamo fare il lavoro sporco a loro in modo da poterci concentrare su aspetti più importanti dell’evoluzione tecnologica. Evoluzione che porta beneficio al tutto il genere umano.

E se l’evoluzione delle macchine dovesse diventare problematica, non dimentichiamoci che basta togliere le batterie.

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Da oltre dieci anni mi occupo di editoria. Quando scrivo perdo la percezione del tempo, esattamente come quando viaggio.

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