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Economia

Piano di accumulo e piano di investimento di capitale: ad ognuno il suo!

Molto probabilmente avrete già sentito utilizzare i termini piano di accumulo e piano di investimento di capitale, andando a pensare che si tratti sostanzialmente della stessa cosa. In realtà non è così e oggi cercheremo di scoprire assieme le differenze.

Piano di accumulo e piano di investimento di capitale, infatti, si presentano come due diverse modalità per poter investire in fondi comuni. Allo stesso tempo, però, non sono in contrasto tra loro, consentendo quindi di adattarsi alla propria situazione di partenza.

Piano di accumulo e piano di investimento di capitale

Generalmente conosciuto con il termine PIC, Piano di investimento di capitale, quest’ultimo prevede di investire in un’unica soluzione. Il PAC, piano di accumulo di capitale, invece, permette di investire tramite versamenti periodici nel tempo.

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In quest’ultimo caso l’intento di chi investe è quello di riuscire ad ottenere, nel medio-lungo periodo, un capitale maggiore alla somma dei capitali risparmiati attraverso i versamenti periodici. Dall’altro canto chi opta per il PIC, ha in genere una buona liquidità da investire fin da subito. Viste le diverse caratteristiche, quindi, è facile intuire che il PIC è particolarmente indicato a chi ha una certa somma di denaro, come ad esempio chi va in pensione o ha appena ereditato un po’ di denaro. Il PAC, invece, è adatto a chi vuole accumulare capitale nel tempo, senza avere tanti oldi nell’immediato.

Attenzione al differente livello di rischio

Da non dimenticare, poi, il differente livello di rischio. Se si opta per il Piano di investimento di capitale, infatti, si deve essere in grado di sopportare un rischio maggiore. Il PAC, invece, data la modalità di investimento diluita nel tempo, permette di spalmare il rischio, andando a ridurre in questo modo la possibilità di andare a perdere ingenti somme di denaro.

Allo stesso tempo bisogna prestare attenzione ai costi. Entrambe le opzioni, infatti, prevedono dei costi che variano in base all’asset su cui si è deciso di investire. È quindi compito dell’investitore valutare quale sia la soluzione più adatta alle proprie esigenze, sia dal punto di vista degli obiettivi, che facendo riferimento al proprio budget.

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A questo punto abbiamo visto assieme le principali differenze tra le due modalità di investimento. Ovviamente non possiamo dirvi quale dei due sia il migliore in senso assoluto, anche perché in effetti una risposta univoca non c’è. In ogni caso, a nostro avviso, il PAC si rivela essere la soluzione giusta per chi non ha fretta e desidera guadagnare un po’ di euro nel medio lungo periodo.

In tal senso lo consigliamo soprattutto ali investitori giovani, appena entrati nel mondo del lavoro, ma anche i genitori che voglio costruire un capitale per i propri figli. Il PIC, invece, è perlopiù rivolto a chi vuole effettuare investimenti meno volatili. Non è un caso che siano i pensionati ad optare in particolar modo per questa modalità.

Alla fine della fiera, quindi, non è possibile dire quale sia la modalità più corretta per investire. Tutto dipende dalle caratteristiche di ogni investitore, prendendo in considerazione il profilo di rischio-rendimento, oltre all’orizzonte temporale prefissato.

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