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Salute

Pervitin: la droga che rendeva i nazisti “invincibili”

Gli stupefacenti che impediscono di provare fatica ed empatia esistono già da diverso tempo. Un antenato delle odierne anfetamine è il pervitin, una droga che Adolf Hitler, dipendente dagli stupefacenti, permetteva di produrre e distribuire ai suoi soldati per renderli “invincibili”.

Una nuova arma che rende “invincibili”

Durante l’invasione della Polonia, i soldati apparivano euforici, determinati, instancabili e obbedienti ai folli ordini. Il 10 maggio 1940 i nazisti attuarono un attacco lampo con cui occuparono Parigi e solo 10 giorni dopo, il 25 giugno, tutta la Francia è messa fuorigioco dai soldati nazisti: sono riusciti in pochissimo tempo scavalcando la linea Maginot. I francesi, più numerosi e meglio armati, sono stati messi in ginocchio dall’esercito tedesco. Questo è un esempio delle rapide conquiste da parte dei nazisti. Ma Come facevano?

Oltre all’indottrinamento e alla tenacia che li contraddistingueva, l’esercito di Hitler aveva dalla propria parte una nuova sostanza che veniva distribuita insieme alle razioni di cibo: il pervitin.

Che cos’è il pervitin?

Il pervitin è un’anfetamina, sotto forma di pastiglia, che presenta diverse “qualità”:

  • soppressione della fame
  • insonnia
  • iperattività
  • percezione alterata della realtà

Quando nasce il pervitin?

Il 31 ottobre 1937 la casa farmaceutica tedesca Temmler ottenne il brevetto e nel 1938 cominciò a produrla. Il pervitin fu creato dal medico Fritz Haushild dopo aver osservato le prestazioni degli atleti statunitensi alle olimpiadi del 1936 a Berlino. Questi infatti assumevano benzedrina, un’anfetamina allora legale per affrontare le competizioni sportive.

La nuova droga

Un’agenzia di stampa venne incaricata di creare una pubblicità legata alla nuova droga e concepita ricalcando lo stile della “Coca Cola Company” che allora aveva riscosso molto successo. I manifesti che esaltavano le potenzialità del pervitin erano tantissimi in tutta Berlino a partire già dal 1938 . Inoltre, la Temmler, inviò ad ogni medico tedesco un campione del nuovo “farmaco” per posta, in modo che questi potessero provarlo e apprezzarne le qualità. Il pervitin cominciò ad essere distribuito in massa e non solo ai soldati della Wermacht. Moltissimi sono infatti i prodotti a base di pervitin, come i cioccolatini per le casalinghe e la “cioccolata dell’aviatore”, delle barrette distribuite ai piloti di aerei tedeschi. Così tutta la popolazione cominciò ad usare e abusare dell’anfetamina, dagli studenti agli sportivi.

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I tedeschi si apprestavano al combattere la Seconda Guerra mondiale e trovarono nel pervitin, che costava meno del caffè, un valido alleato. I soldati lo assumevano due volte al giorno. Tra aprile e maggio del 1940 furono 35 milioni le pastiglie distribuite.

Gli effetti dannosi del pervitin

Ben presto, però, il la nuova droga divenne dannosa. I soldati cominciano a chiedere sempre più pasticche e generali e semplici soldati ne diventarono dipendenti. Tra gli effetti collaterali possiamo citare:

  • dipendenza
  • depressione
  • ansia
  • perdita delle capacità cognitive
  • aritmia cardiaca
  • disidratazione

Dopo un uso prolungato, infatti, il fisico e la psiche risultavano gravemente danneggiati. Gli effetti a lungo termine infatti risultavano dannosi e controproducenti. Durante l’”Operazione Barbarossa” i soldati tedeschi, in ritirata dalla Russia, sotto l’effetto del pervitin, marciarono così tanto sul terreno ghiacciato da non accorgersi che i piedi gelarono e molti di loro dovettero ricorrere all’amputazione degli arti. Data la pericolosa situazione a cui si stava andando incontro, nel 1942 il medico tedesco Leonardo Conti riuscì ad inserirlo tra gli oppiacei e a farlo bandire.

Le cavie delle sperimentazioni

A subire gli effetti delle sperimentazioni erano le cavie umane. Nei campi di concentramento infatti cocaina e metanfetamina venivano somministrate ai prigionieri. Questi poi venivano fatti camminare con dei pesi sulle spalle in modo da determinare quanto tempo sarebbero durati gli effetti delle nuove droghe.

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La dipendenza del fürer

La dipendenza dalle droghe arriva “dall’alto”. Un grande consumatore di droghe era infatti lo stesso Adolf Hitler assumeva eukodal (un potente oppioide), ossicodone (la “droga-meraviglia”), ormoni, morfina, steroidi e colliri a base di cocaina messi a punto dal dottor Theodor Morell, il medico di fiducia del Fürer. Il dittatore non era però il solo ad essere dipendente dalle droghe. Hermann Göring, fedele generale nazista, ad esempio, era dipendente dalla morfina.

Si pensa che molte delle decisioni di Hitler furono dovute all’uso eccessivo delle droghe che lo resero praticamente un tossicodipendente. Verso la fine della guerra, il dittatore mangiava zucchero per attenuare le crisi e chiedeva supplicante un’altra dose nonostante le sue braccia fossero piene di buchi.

La “magia” distruttiva del pervitin

I soldati nazisti dunque, oltre all’incredibile determinazione, vennero favoriti dall’assunzione di questa droga. Inoltre, i deliri di onnipotenza e i folli discorsi del Fürer possono trovare parziale spiegazione in questo uso smodato di stupefacenti. Il pervitin quindi ha costituito una prima grande prova dell’effetto delle droghe a livello della grande distribuzione.

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Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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