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Nikola Tesla: il genio che inventò il futuro

Guglielmo Marconi, Thomas Edison, Alexander Bell. Sono alcuni dei nomi di inventori più famosi della storia. Manca, però, una figura fondamentale. Inventore, fisico e ingegnere elettrico, Nikola Tesla è stato un grande genio per troppo tempo dimenticato. Spesso offuscato dalla figura di Thomas Edison, Nikola Tesla è stato un uomo rivoluzionario che ha tramutato ambiziosi progetti in “realtà del futuro”.

Nikola Tesla, la vita del pioniere del futuro

I primi anni e gli studi universitari

Nikola Tesla nacque il 10 luglio 1856 a Smiljan, Croazia (allora facente ancora parte dell’impero austro-ungarico). Da bambino soffrì di un insolito male. Oggi la diagnosi ricondurrebbe probabilmente a sinestesia, un fenomeno sensoriale-percettivo che porterebbe alla “contaminazione” dei sensi.

Studiò ingegneria elettrica presso l’Università tecnica di Graz (Austria) allora considerata una delle migliori del mondo. Durante questi anni cominciò ad interessarsi agli impieghi della corrente alternata (uno degli studi che lo rese più celebre). Frequentò fino al primo semestre del terzo anno dopodiche non gli fu possibile conseguire la laurea. Per un’estate seguì dei corsi all’Università di Praga, dedicandosi allo studio della matematica avanzata e della fisica. Si dedicò alla lettura di molti lavori. Grazie alla sua mente prodigiosa, imparò a memoria moltissimi libri. Lesse inoltre l’intera opera di Voltaire, costituita da circa 100 volumi. Nella sua biografia, Tesla afferma di aver avuto molti momenti di ispirazione durante quelle letture.

Trasferimenti e prime invenzioni

Nel 1881 si trasferì a Budapest per lavorare in una compagnia di telegrafi. Ne divenne il responsabile elettrico e successivamente lavorò come ingegnere al primo sistema telefonico ungherese. In quegli stessi anni realizzò un dispositivo che, secondo alcuni, potrebbe essere un ripetitore, il primo altoparlante o addirittura un amplificatore telefonico (anche se quest’ultima ipotesi è considerata poco probabile dal momento che la valvola termoionica, componente essenziale dello strumento, non venne inventata prima del 1904). Poi si trasferì a Maribor, Slovenia dove vi lavorò. In questo periodo soffrì di esaurimento nervoso.

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Nel 1882 si spostò ancora a Parigi. Qui lavorò come ingegnere alla Continental Edison Company, progettando diverse migliorie per le apparecchiature elettriche. Sempre nella sua biografia, Tesla affermò di aver concepito in quell’anno l’idea del motore a induzione (motore elettrico in corrente alternata) cominciando a progettare diversi dispositivi per l’utilizzo del campo magnetico rotante (trasformatore risonante ad alta tensione) per cui ottenne il brevetto nel 1988.
Dopo la morte della madre, avvenuta nel 1882, Tesla si ammalò.

La svolta: gli Stati Uniti d’America

Nel 1884 Tesla giunse negli Stati Uniti d’America. L’unico documento riguardante il suo lavoro era una lettera credenziale di Charles Batchelor, superiore di Tesla durante la sua occupazione a Parigi. Essa, indirizzata all’amico e collaboratore Thomas Edison, riportava “Conosco due grandi uomini: uno siete voi, l’altro è questo giovane”. Edison assunse Tesla nella sua azienda, la Edison Machine Works. I compiti affidati a Tesla, dapprima semplici, divennero sempre più importanti fino a quando gli fu proposto di riprogettare il già esistente generatore di corrente continua.

La dura rivalità fra Thomas Edison e Nikola Tesla

Nel 1919, Tesla affermò che Edison gli avesse promesso l’imponente cifra di cinquantamila dollari (cifra equivalente all’intero capitale dell’azienda) equivalente a 1 milione di dollari dei giorni nostri per portare a termine il progetto. Tesla disse di aver lavorato quasi un anno per portare a termine il lavoro per la revisione di motore e generatore. Secondo quanto riportato dall’inventore però, quando a termine del progetto Tesla chiese la riscossione del denaro, Edison rispose “Tesla, lei non afferra il senso dell’umorismo americano”, non rispettando, dunque, il patto.

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Tesla si licenziò quando al posto della mancata cifra pattuita gli venne proposto un aumento di salario da 10$ a 18$ settimanali. Per un perverso scherzo de destino, Tesla continuò a lavorare per l’azienda dell’ormai nemico Edison, ma come scavatore di fossi. Inoltre, Edison non volle mai studiare i progetti sviluppati dal giovane inventore riguardanti la corrente alternata polifase, poiché convinto che il futuro guardasse alla corrente continua. Tesla però, non si diede per vinto e continuò a lavorare sugli studi riguardanti la corrente alternata.

La rinascita

Nel 1886 Tesla fondò una sua società: la Tesla Electric Light & Manufacturing. I primi finanziatori, non d’accordo con le sue idee circa la corrente alternata, gli tolsero il controllo della società. Per guadagnarsi da vivere, lo studioso lavorò a New York City, tra il 1886 e il 1887, come operaio.
Nel 1887 costruì il primo motore a induzione a corrente alternata senza attrito. Diede dimostrazione della nuova invenzione presso l’American Institute of Electrical Engineers nel 1888 e ne divenne il vice presidente. Dopo la morte, la società, ora facente parte dell’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) intitolò a Tesla un premio.

Pioniere di nuovi studi

Nello stesso anno cominciò lo sviluppo dei principi della Bobina di Tesla (un trasformatore risonante ad alta tensione) collaborando con George Westinghouse nei laboratori della Westinghouse Electric & Manufacturing Company di Pittsburg, Pennsylvania.
Nel 1887 incominciò a investigare su quelli che tempo dopo sarebbero stati identificati da Whilem Röntgen come raggi x. Sperimentò anche la radiografia ossea della sua stessa mano, inviata successivamente proprio a Röntgen. Tesla, però, non rese mai pubbliche queste scoperte che andarono per la maggior parte perdute nell’incendio del suo laboratorio di New York nel 1895.

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L’autonomia professionale e la rivincita

Un’immagine di Nikola Tesla nel suo laboratorio a East Houston Street, N.Y.C.

Il 30 luglio del 1891, Tesla ottenne la cittadinanza statunitense. Nello stesso anno creò un laboratorio situato lungo la Fifth Avenue a Manhattan, N.Y.C. (questo il laboratorio convolto nell’incendio precedentemente menzionato) e poi un secondo in East Houston Street, sempre nella Grande Mela.
In entrambe i laboratori riuscì ad accendere a distanza e senza l’ausilio di fili, due tubi a vuoto (primo componente elettronico “attivo” inventato) dando prova del successo della trasmissione senza fili di potenza.

All’età di soli 36 anni, Nikola Tesla depositò i suoi primi brevetti riguardanti il sistema energetico polifase (complesso costituito da generatori di tensione o di corrente alternata che lavorano alla stessa frequenza) in seguito agli studi effettuati circa il campo magnetico rotante (generato da una corrente alternata monofase).

“L’esplosione” del genio

Dal 1893 al 1895 effettuò studi sulla corrente alternata ad alta frequenza. In questi anni furono tantissime le scoperte e le innovazioni di Tesla. Ricordiamo: la tensione alternata di un milione di volt, lo studio dell’ “effetto pelle” (tendenza di una corrente elettrica alternata a distribuirsi in modo non uniforme all’interno dei conduttori) nei conduttori circuiti regolatori, una macchina per l’induzione del sonno, l’invenzione di lampade a scarica di gas senza fili (basate sull’emissione di luminescenza tramite un gas ionizzato) la trasmissione di energia elettromagnetica senza fili che portò alla costruzione del primo trasmettitore radio.
A Saint Louis, Missouri, nel 1893, Tesla diede dimostrazione della comunicazione radio.

L’occasione mondiale

Sempre nel 1893 la World Columbian Exposition di Chicago, in occasione dell’Esposizione Universale, dedicò per la prima volta nella storia un padiglione all’energia elettrica. Tesla e Westinghouse portarono i visitatori a imbattersi in oggetti unici: vennero esposte le lampade luminescenti di Tesla (le antenate delle odierne lampade al neon) e i bulbi a singolo nodo. Tesla ebbe così l’occasione di spiegare al grande pubblico i principi del campo magnetico rotante e del motore a induzione servendosi dell’ “uovo di Colombo”. Altro non era che uno strumento fatto di rame che non presentava alcuna ammaccatura sul fondo, che si manteneva dritto su un’estremità perché veniva fatto girare costantemente intorno al suo asse grazie all’azione giroscopica di un campo magnetico rotante rotante, un’apparecchiatura da lui stesso costruita.

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La guerra tra Edison e Tesla

A fine 1880, i rapporti tra Edison e Tesla si inasprirono ancora. Edison continuò a promuovere la corrente continua a discapito della più efficiente corrente alternata voluta da Tesla e Westinghouse (causa la mancata invenzione del motore a induzione che sarebbe avvenuta successivamente e che permise, finalmente, la trasmissione di alte tensioni su lunghe distanze). A causa della “guerra delle correnti”, Testa e Westinghouse rischiarono la bancarotta. Così nel 1897, Tesla sciolse Westinghouse dal contratto, causandogli la perdita dei diritti d’autore e dei diritti della proprietà industriale sul proprio brevetto. Tesla non si diede per vinto e continuò a studiare le particelle radioattive e la radioattività, scoprendo i raggi cosmici.

Verso la fine del XIX secolo

Successivamente, Tesla fu depositario del primo brevetto di base della radio. Presentò anche all’esercito degli Stati Uniti un’imbarcazione radiocontrollata e sviluppò la “Art of Telautomatics”, una forma di quella che in futuro verrà chiamata robotica.
Nel 1898, al Madison Square Garden di N.Y.C, fece una pubblica dimostrazione usando una radio telecomandata in occasione di una mostra sull’elettricità. Il comando radio a distanza rimase una novità fino al 1960. Nello stesso anno inventò anche una “candela elettrica” (o “spark plug”) per i motori a combustione interna alimentati a benzina, ottenendo la United States Patent 609,250 datata 16 agosto 1898. A fine secolo condusse esperimenti sulle onde radio.

Il trasferimento a Colorado Springs

Nel 1899 decise di trasferirsi a Colorado Springs, Colorado. Nel suo laboratorio, Tesla notò che la terra era un buon conduttore di elettricità e riuscì anche a produrre dei fulmini artificiali. Studiò anche l’elettricità atmosferica e condusse delle osservazioni sulle onde stazionarie. Dichiarò inoltre di aver captato segnali extraterrestri, ma la comunità scientifica respinse duramente le sue affermazioni.

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Ricercò vari metodi per la trasmissione di potenza ed energia senza fili su lunghe distanze e ricevette brevetti sulle transcriventi senza filo. Solo con calcoli matematici e computazionali, Tesla capì che la frequenza minima di risonanza della terra era circa 6 Hertz. Negli anni sessanta del XX secolo, con la risonanza di Schumann, fu possibile appurare l’attendibilità dei risultati già dedotti da Tesla. Tentò anche di segnalare il pianeta Marte.

L’arrivo del nuovo secolo

Con il nuovo secolo arrivò un’altra delusione. Il 7 gennaio 1900 lasciò Colorado Springs, le sue apparecchiature vennero vendute per saldare i debiti e il suo laboratorio fu demolito. Non tutto il lavoro svolto però, andò perduto. Grazie agli studi effettuati in Colorado, Tesla riuscì a costruire un’infrastruttura per la trasmissione di potenza senza fili chiamata Wardenclyffe Tower. Per questo progetto gli fu assegnato il brevetto United States Patent 685,012, rilasciato in data 22 ottobre 1901.

L’imponente progetto della Wardenclyffe Tower

Nel 1901 con 150.000$ a disposizione (il 51% finanziatogli da J.P. Morgan) Tesla cominciò la costruzione della Wardenclyffe Tower. La torre venne smantellata come se fosse un rottame durante la prima Guerra Mondiale. I giornali la identificarono come “la follia di Tesla da un milione di dollari”.

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Un’immagine della Wanderclyffe Tower

La “lotta” contro Marconi, la delusione del Premio Nobel e gli scontri con Edison

Nel 1904 il brevetto per l’invenzione della radio venne assegnato a Guglielmo Marconi e Tesla cominciò le lotte per riottenere la paternità dell’invenzione.
Nel 1909 Marconi vinse il Premio Nobel per la Fisica e Tesla ed Edison vennero indicati come potenziali vincitori dello stesso premio nel 1915. Entrambi dichiararono che non lo avrebbero accettato se prima lo avesse ricevuto l’altro. In ogni caso, non furono disposti neanche a prendere in considerazione l’idea di condividerlo.

Nel 1915 Tesla fece causa all’inventore italiano, ma senza successo. Nel 1906 Tesla andò in bancarotta a causa dei debiti con il fisco, vivendo in povertà. Dopo il disastro delle Warderclyffe Tower costruì la Telefunken Wireless Station a Sayville, Long Island, N.Y.C. Venne poi smantellata dai marines nel 1917 che credevano fosse uno strumento costruito da spie tedesche.

La malattia

Prima dello scoppio della prima Guerra Mondiale cercò dei finanziatori oltreoceano. Perse anche i contributi che riceveva per i suoi brevetti europei. Negli anni successivi cominciò a soffrire di disturbo ossessivo-compulsivo. Era ossessionato dal numero 3. A causa della particolarità del disturbo, ancora poco conosciuto, Tesla cominciò ad essere considerato un infermo mentale.

Ultimi brevetti

Nel 1917 ricevette la più alta onoreficenza all’American Institute of Electrical Engineers. Nel 1931 il Time gli dedicò un’intera copertina. Nel 1928 ricevette il suo ultimo brevetto per un’apparecchiatura per il trasporto aereo, il primo esempio di aeromobile ad atterraggio verticale.

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La morte

Tra il 5 e l’8 gennaio del 1943 Tesla morì di attacco cardiaco, solo, nel New Yorker Hotel, nella camera 3327. Era praticamente nullatenente e lasciò dietro di sé moltissimi debiti. Sempre nel 1943, la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America riconobbe lo scienziato come l’inventore della radio.

Un genio sottovalutato per troppo tempo

Nikola Tesla ha dato dimostrazione al mondo intero di esser capace di immaginare, inventare e costruire oggetti che sembravano lontanissimi dalla realtà di allora. Artisti (perché così era Tesla, un artista legato al mondo della fisica e della scienza) come Van Gogh, Amedeo Modigliani, Antonio Meucci e molti altri sono morti senza ottenere i giusti riconoscimenti e praticamente in povertà. Fortunatamente queste storiche figure hanno subito una forte rivalutazione, ma questa è la riprova che ancora troppo spesso il mondo è incapace di riconoscere un genio.

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Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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