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MotoGP Virtual Race, campioni di Joystick

MotoGP Virtual Race

Con la sospensione della stagione ufficiale della MotoGP per il rischio sanitario legato al Coronavirus, la MotoGP si è spostata sui circuiti virtuali di MotoGP 19, dando vita a MotoGP Virtual Race.

MotoGP Virtual Race è stata una manna dal cielo per tutti gli appassionati di MotoGP. Il 29 marzo si è disputato per la prima volta una Gara virtuale di MotoGP. Un evento speciale che si è svolto utilizzando il videogioco ufficiale del MotoGP19 creato dall’azienda sviluppatrice, editrice e partner storico del campionato, Milestone.

Un vero evento sportivo e televisivo in quanto è stato possibile seguire le qualifiche e la gara su motogp.com e su esport.motogp.com. Hanno partecipato anche piattaforme social come YouTubeTwitterInstagram, e Facebook sulle pagine del MotoGP e del MotoGP eSport.

Moltissime anche le emittenti televisive di tutto il mondo che hanno deciso di trasmettere questa sfida: SKY Italia, Canal+ in Francia, DAZN in Spagna e DACHS, BT Sport nel Regno Unito, Servus in Austria e Germania, Eurosport nei Paesi Bassi, OTE in Grecia, SwissTV in Svizzera, Viasat in Svezia, Pop in Slovenia, SportTV in Portogallo, Sport5 Israele, Sportklub in Serbia, MTV Finlandia, NBC negli USA ed ESPN in America Latina.

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Un vero e proprio successo. Fino a qualche settimana fa tutto ciò sarebbe stato impensabile.

Uno screen della Virtual Race

I “veri” piloti di MotoGP Virtual Race

Questa gara non è stata “giocata” da i soliti nerd del game ma dagli stessi piloti che avrebbero corso su pista. Infatti lo schieramento era composto da:

  • Repsol Honda Team: Marc MarquezAlex Marquez
  • Monster Energy Yamaha MotoGP: Maverick Viñales
  • Aprilia Racing Team Gresini: Aleix Espargaro
  • Team Suzuki Ecstar: Alex RinsJoan Mir
  • Petronas Yamaha SRT: Fabio Quartararo
  • Red Bull KTM Tech 3: Iker LecuonaMiguel Oliveira
  • Pramac Racing: Francesco Bagnaia

Nel secondo appuntamento che si è tenuto il 12 aprile si sono aggiunti anche Valentino Rossi, Danilo Petrucci, Michele Pirro, Tito Rabat e Takaaki Nakagami.

Insomma stiamo davvero parlando di persone che non riescono proprio a stare lontani dalle moto. E piuttosto che rimanere sul divano a far nulla hanno deciso di prendere parte a questa innovativa modalità.

Il dominio degli E-sports

È innegabile che da qualche anno gli e-sports hanno sempre più spazio e visibilità. Mi ha particolarmente colpito la recentemente proposta di includerli alle Olimpiadi di Parigi 2024.

Questo mondo ha attecchito specialmente su bambini e adolescenti ma ora anche una parte degli adulti si affaccia a questa modalità di sport.

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L’enorme richiesta e l’indotto economico della MotoGP si è allineata a questa nuova tendenza. Ha così creato un campionato nel mondo virtuale. Che sia questo il preludio per una svolta epocale anche nel mondo dello sport?

Fino a qualche settimana fa parlare di e-sports era da “sfigati”. È naturale che lo sport vero faccia bene a mente e corpo ma sono sempre esistiti coloro che con l’educazione fisica hanno sempre avuto un rapporta conflittuale. Gli e-sport hanno tirato fuori dal guscio molti ragazzi e alcuni guadagnano anche cifre stellari.

Un sorpasso durante la Virtual Race 2

Guardare per guardare…

Parliamoci chiaro. Guardare in TV una Moto GP vera e una virtuale è identico. Alla fine guardi sempre una gara di moto. Ma come sempre accade le novità non piacciono a tutti.

I virtual GP hanno diviso in due l’opinione degli appassionati. Ai giovani ovviamente è piaciuto molto visto che quasi tutti sono cresciuti con un joystick in mano. Ai puristi, i veri appassionati delle due ruote, quelli che a cui il rischio dei il piloti regalava adrenalina, il virtuale non è andato proprio a genio.

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Cosa ne penso

Gusti a parte questo è un avvenimento storico. Se le grandi società decidono di trasferire un GP su piattaforme virtuali vuol dire che questa modalità di sport entrerà davvero sempre più nelle nostre vite. D’altronde nessuno può prevedere quando finirà questa emergenza sanitaria. Ne tanto meno sapere se alla fine di tutto ciò le cose torneranno come prima, anche nello sport.

Una cosa è certa, finché le cose sono andate bene nessuno si è preso la briga di conoscere altri mondi. Ora che tanti sono spaesati si aggrappano a tutto, anche a ciò che hanno criticato fino a ieri.

Io questa la chiamo paura.

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Sono bravo con le parole ma spesso non ne trovo. Cinico e sarcastico ma non per colpa mia.

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