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Scienza

Maya: il ritrovamento di una costruzione gigantesca

Domani sarà l’ultimo giorno per l’umanità. A quanto pare, i calcoli effettuati dai Maya sono stati fraintesi. La fine del mondo, inizialmente stimata per 21 dicembre del 2012 arriverà invece il 21 giugno 2020. Teorie apocalittiche a parte, ecco che questa straordinaria popolazione torna a stupire. È stata infatti ritrovata una costruzione maya gigantesca, più grande dell’immensa Piramide di Cheope.

Chi erano i Maya?

La civiltà maya si insediò nelle zone che oggi comprendono Messico, Belize, Guatemala, Perù, incluse parti delle Honduras e del Salvador. Le prime città maya si svilupparono tra il 750 e il 500 a.C. Esse sono oggi testimonianza straordinaria di architetture monumentali. A differenza degli Aztechi e Inca, i Maya non riuscirono mai a radunarsi in uno stato o un impero: infatti, la civiltà era caratterizzata da un insieme di città-stato e piccoli regni dedite al commercio. La società era divisa in élite e cittadini comuni. Quest’ultima classe comprendeva agricoltori, operai, servi e schiavi. Successivamente, con l’ampliarsi delle città, nacque anche una classe media costituita da artigiani, mercanti, soldati, funzionari e sacerdoti di bassa classe. Il sistema politico, poi, era molto complesso e la carica più alta era il re, considerato un semi-dio e intermediario tra il regno mortale e quello degli Dei. La guerra occupava un ruolo importante. Il sistema calendaristico venne affinato moltissimo e il calendario maya considerava le fasi lunari, le eclissi e i movimenti dei pianeti. Spesso la sua accuratezza è risultata più elevata se comparata ai calendari di altre civiltà vissute nello stesso periodo. I Maya prestarono anche particolare attenzione alla matematica, alla medicina e all’architettura. L’attenzione moderna verso la civiltà maya arriva con i racconti di John Lloyd Stephens e le illustrazioni di Frederick Catherwood che, durante un viaggio del 1839, trovarono rovine di questa antica civiltà nello Yucatàn (Sue-Est del Messico) e in America Centrale. Gli scritti e i disegni innescarono un interesse a livello mondiale nei confronti di questo popolo.

Il ritrovamento

Una campagna di studi guidata dall’Università dell’Arizona nel sito di Aguada Fénix, Tabasco, in Messico, ha permesso di riportare alla luce la costruzione maya più grande mai rinvenuta. Essa è datata tra il 1000 e l’800 a.C. I dettagli riguardanti la scoperta sono stati pubblicati si “Nature”.

Caratteristiche della struttura

L’incredibile struttura è larga 400 metri, lunga 1,4 km e alta 10-15 metri. Il suo volume complessivo risulta maggiore di quello della Piramide di Cheope sorta in Egitto 1500 anni prima. La struttura è costituita da terra e argille e probabilmente era utilizzata per i rituali di massa.

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Takeshi Inomata, il coordinatore dei lavori, ha affermato:

“È probabile che molte persone arrivassero qui dalle aree circostanti per celebrare rituali e unirsi in lunghe processioni”.

La struttura è talmente grande che si confonde con il paesaggio circostante ed è stato solo grazie al LIDAR (Light Detection and Ranging) che gli archeologi hanno potuto mapparla in tutta la sua interezza. Questa tecnologia sfrutta impulsi laser emanati durante un rilevamento aereo. Inomata aggiunge

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“Senza questa tecnologia avremmo impiegato anni ad avere un’idea dell’ampiezza del sito, e forse non ci saremmo neppure riusciti”.

Immagine della struttura maya ritrovata

La struttura sociale

Il nuovo ritrovamento getta nuova luce sull’organizzazione della società maya. Probabilmente, dunque, in questo periodo essa non era organizzata in gerarchie, ma è invece probabile che componenti della società avessero instaurato un sistema di collaborazione.

“Aguada Fénix venne probabilmente costruita senza un coordinamento centrale. Forse c’era qualcuno a dirigere i lavori, ma per come è fatta e per come si sviluppa questa costruzione pare piuttosto frutto di un lavoro volontario e poco coordinato”.

Ha ancora affermato Inomata.

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Antiche civiltà, nuove scoperte

La civiltà maya è senza dubbio una delle più interessanti, particolari e per certi versi misteriosa. La nuova scoperta potrà fornirci nuovi indizi su questa civiltà arcaica eppure così avanzata e all’avanguardia sotto certi aspetti. A che cosa serviva realmente una struttura di tali dimensioni?

Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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