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Economia

Le PMI necessitano di manodopera. La funzione dell’uomo è insostituibile

Il presente è già futuro, le PMI puntano all’automazione e alla digitalizzazione, ma gli analisti della grande banca non hanno lasciato spazio a dubbi: le aziende hanno bisogno soprattutto di manodopera specializzata.

È quel che emerge da un sondaggio dalla BCE pubblicato a Novembre, con riferimento al periodo che va da Aprile a Settembre 2019. L’indagine analizza le condizioni di accesso ai finanziamenti per le PMI dell’area euro e la situazione finanziaria delle imprese. La disponibilità di manodopera qualificata è rimasta la preoccupazione principale per le PMI, insieme alla difficoltà di trovare clienti. L’accesso ai finanziamenti è stato considerato l’ostacolo meno importante.

Panoramica dei risultati

La crescente incertezza macroeconomica si è riflessa nelle risposte delle PMI sull’impatto dei vari fattori nella disponibilità di finanziamenti esterni. l deficit di finanziamento esterno delle imprese è rimasto negativo a livello dell’area dell’euro (-4%, da -3%) per la prima volta dal 2009, mentre la domanda di prestiti bancari è diminuita nel periodo in esame.  Per quanto riguarda i termini e le condizioni dei prezzi del finanziamento bancario, le PMI hanno riportato una flessione dei tassi di interesse bancari. La situazione finanziaria delle grandi imprese è rimasta migliore di quella delle PMI, tuttavia in questo ciclo di sondaggi, le grandi e medie imprese hanno espresso una visione più negativa del contesto imprenditoriale. Il 18% delle grandi imprese e il 13% di quelle di medie dimensioni hanno riferito che le prospettive economiche generali potrebbero essere diventate un impedimento per il loro accesso ai finanziamenti esterni.

Accesso ai finanziamenti come preoccupazione meno importante per le PMI

La disponibilità di manodopera qualificata continua a essere la preoccupazione principale per le PMI dell’area dell’euro, insieme alla difficoltà di trovare clienti, mentre l’accesso ai finanziamenti è rimasto il loro ostacolo meno importante. Tra i maggiori paesi dell’area dell’euro, le PMI tedesche (37%) e francesi (30%) hanno citato più frequentemente la disponibilità di personale qualificato come preoccupazione principale, prima di trovare clienti come invece hanno segnalato le imprese italiane e spagnole. Per quanto riguarda le piccole, medie e grandi aziende dell’area dell’euro, la principale preoccupazione a livello generale è la “disponibilità di manodopera qualificata”, con percentuali rispettivamente del 31%, 32% e 28%.

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Le aziende hanno bisogno di specialisti

Partiamo dalla seguente tesi: se è vero che le macchine potranno sostituire l’essere umano nei processi produttivi-ripetitivi, questo non potrà verificarsi nei processi decisionali, strategici o creativi di un’impresa. Oggi l’azienda è Industria 4.0, che chiede sistemi produttivi all’avanguardia ma fatica nel reperire tecnici specializzati. La trasformazione tecnologica ha bisogno dell’uomo per funzionare, ed è chiaro che certi specialisti non possono essere sostituiti dalla tecnologia. Conoscenze e capacità individuali sono frutto di formazione ed esperienza, ed è investendo nella formazione delle risorse umane che la manodopera specializzata riuscirà a riscattarsi. In Italia, senza politiche adeguate per la creazione di nuove competenze, l’azienda del futuro rimarrà un eterno piano incompiuto.

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