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Energia

Le onde del mare come energia alternativa

Un’ondata di energia alternativa

Un mondo in cui si percepisce un costante consumo energetico c’è bisogno di azionare il cervello per creare nuove forme di energia in grado di supportare il nostro pianeta. Lo studio che ha visto protagonisti ricercatori italiani è quello di comprendere come sfruttare le onde del mare come energia alternativa. 

La possibilità di impiegare il moto ondoso del mare e delle correnti utilizzando i porti come centrali elettriche in mezzo al mare. L’analisi di questa forma alternativa di energia è partita dal Conisma, Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare. Un consorzio formato da 35 università che hanno esaminato l’energia Blu, adoperando le onde del mare come energia alternativa. 

Onde del mare come energia alternativa

Energia blu e sistemi innovativi

Le grandi innovazioni ed evoluzione nel mondo tecnologico hanno spinto i ricercatori ad elaborare due sistemi in grado di garantire l’energia dal moto ondoso del mare. I due progetti Dimemo e Rewec3, sono figli di tre ricercatori italiani Diego Vicinanza dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, Paolo Boccotti e Felice Arena dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, insomma orgoglio del Sud. 

Dimemo,  equipaggiato a dovere e sicuro per la fauna marina è già utilizzato in alcuni porti campani.Il funzionamento sembra piuttosto semplice, la trasformazione in elettricità infatti avviene con le acque risalendo una rampa entrano in una riserva e scorrono in turbine. Secondo lo studio, questa energia in sinergia con altre fonti rinnovabili, potrebbero essere un grande passo avanti per quelle aree e quei territori dove ancora oggi l’energia elettrica è ancora una illusione. 

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Rewec3, già utilizzato da diversi anni, funziona con una incanalazione fino a una camera d’aria in cui con la spinta dell’acqua l’aria si comprime e decomprime, azionando una turbina auto-rettificante, capace cioè di ruotare nello stesso verso, sia quando il polmone d’aria è compresso sia quanto è decompresso. Rewec3 si adatta al moto ondoso del mare arrivando a produrre circa 5-9,000 megawattora per anno per ogni chilometro di diga. Già installato nel porto di Civitavecchia, con molta probabilità, verrà installato nel porto di Salerno e a Reggio Calabria. Renzo Piano lo vorrebbe addirittura a Genova. L’idea va oltre i confini nazionali, infatti si sta valutando l’insediamento di questo progetto anche nel Principato di Monaco e il Belgio per salvaguardare le isole artificiali. 

Università Mediterranea di Reggio Calabria

Attratti da fonti alternative

Le onde del mare come energia alternativa, sarebbero un valido aiuto sia per tutte quelle zone che già utilizzano energia elettrica, come il nostro Paese, sia per portare questa fonte essenziale per una buona sopravvivenza, in villaggi che nel 2019 ne sono ancora sprovvisti. 

A noi l’innovazione e lo sviluppo ci attrae, se questo sistema non danneggia il nostro paesaggio, non tocca la fauna ittica e se potesse servire a contenere le mareggiate (stando agli ultimi dati dei ricercatori), allora che ben vengano queste innovazioni. Confidiamo nella collaborazione di menti eccelse e elementi naturali come il mare e le piante per essere inondati di energie alternative, utili a noi esseri umani senza ripercussioni sul nostro ambiente. 

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