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Economia

La vera resilienza delle aziende italiane

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Sempre più aziende nel mondo stanno convertendo la propria produzione per realizzare mascherine e respiratori da utilizzare nella lotta al Coronavirus

Resilienza. Un termine che oramai è sulla bocca di tutti. Anche per le aziende è il nuovo mantra.

Proprio ieri sera il Presidente Conte ha utilizzato questa parola nella conferenza stampa dove annunciava di aver firmato il nuovo Decreto che mette a disposizione 400 miliardi di euro per prestiti alle imprese.

Ma perché usiamo questa parola?

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In psicologia, la resilienza è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.  Wikipedia

Per dirla in maniera meno scenica è la capacità di adattarsi alle avversità della vita. Certo dire resilienza fa più figo. Ci fa sentire tutti più raffinati.

Ma mi chiedo: non è quello che il genere umano ha sempre fatto dinanzi alle difficoltà?

Bravi tutti

Un plauso è rivolto a tutte quelle aziende che stanno reagendo in questo momento. Grazie a imprenditori flessibili noi oggi possiamo contare su una produzione nazionale di mascherine, respiratori e disinfettante che fino a ieri era ad appannaggio di aziende specifiche e spesso estere.

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Ciò ovviamente permette alle strutture sanitarie e a tutti gli operatori coinvolti in prima linea nella lotta al Covid-19 di avere i presidi idonei per tutelarsi.

Inizialmente vedevo un po’ di malafede in tutte queste grandi aziende che si riconvertivano. Sarò cinico ma difficilmente una grande azienda fa qualcosa per non ricevere nulla in cambio. Credo molto di più nella buonafede degli artigiani. Ma questo è un problema mio.

O forse no.

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anche Lamborghini ha cominciato la produzione di mascherine

Il Cura Italia cura anche le aziende

Il decreto legge “Cura Italia” approvato dal Governo prevede lo stanziamento di 50 milioni da erogare alle aziende. Finanziamenti agevolati o a fondo perduto per le aziende che produrranno mascherine e che quindi potranno accede a questo fondo.

Casualmente dopo questo decreto tante grandi aziende hanno scoperto un lato filantropico. Quando hanno visto che il fatturato crollava con la produzione classica e che grazie a questo tipo di fondo potevano continuare a fare business hanno cominciato a sbandierare la loro volontà di voler salvare vite.

Il Presidente del Consiglio Conte durante la conferenza dove ha annunciato il Decreto Cura Italia

Le aziende dal cuore d’oro

A sostegno di questo mio cinico pensiero le prime a diventare buone sono state le aziende di moda. Hanno deciso di mettere da parte l’alta moda che fino a oggi ha portato centinaia di milioni di euro nelle loro casse per dedicarsi alla produzione di mascherine.

La Miroglio ad esempio, una fabbrica di Alba che vanta 70 anni di storia nel campo della produzione tessile e un fatturato di 577 milioni di euro nel 2018, è stata tra le prime a rispondere all’appello di Confindustria Moda per cominciare la produzione di mascherine.

Ma non è la sola. Da Geox a Gucci, da Prada a Valentino, H&M, Moschino, Prada e tante altre griffe blasonate hanno cominciato la produzione di mascherine.

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Sicuramente tutte queste aziende stanno attualmente producendo un bene che è decisamente più utile rispetto ai capi che producono di solito. Quindi va bene così. Il problema che non lo fanno per il bene dell’umanità ma solo per arginare le ingenti perdite economiche di questi periodi.

Ramazzotti si è convertita per produrre disinfettante per le mani nei propri stabilimenti

Cosa ne penso

Le guerre e le epidemie purtroppo sono una piaga per l’umanità. Ma sono anche una manna dal cielo per un certo tipo di aziende. Non dubito che una parte di queste aziende che si sono riconvertite lo fanno anche per spirito comunitario. Il fatto che mi disturba è che non è l’unico motivo.

Il mondo sta affrontando una prova durissima ma anche in questi momenti ci sono aziende che guardano i propri interessi. Aziende che nei decenni hanno realizzato fatturati stellari.

Dall’altra parte abbiamo invece piccole aziende che, senza farsi pubblicità, hanno convertito la propria produzione a proprie spese e DONANO i risultati della produzione a Enti e Regioni.

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Esiste un principio che bisognerebbe applicare sempre ma specialmente in questi momenti. Il principio di Economia Solidale.

L’ economia solidale consiste nel creare una rete in cui i soggetti partecipanti si aiutano a vicenda per soddisfare quanto più possibile le proprie necessità di acquisto, vendita, scambio e dono di beni, servizi e informazioni, secondo principi ispirati da un’economia locale, equa, solidale e sostenibile.

E oggi l’umanità può contare su questo modello aziendale ed economico se solo lo volesse.

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Spero solo che una volta finita questa emergenza, le persone si ricorderanno di chi li ha aiutati davvero. Spero che non continuino a sostenere questi colossi che anche ora stanno facendo i propri interessi.

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Da oltre dieci anni mi occupo di editoria. Quando scrivo perdo la percezione del tempo, esattamente come quando viaggio.

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