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La Mongolia e i due casi di peste bubbonica

Qualche giorno fa, in una regione rurale della Mongolia, due pazienti hanno contratto la peste bubbonica. La causa è da ricercarsi probabilmente nell’assunzione di carne di marmotta infetta.

La notizia

Qualche giorno fa, le autorità cinesi hanno reso nota la notizia di un caso accertato e un altro sospetto di peste bubbonica avvenuti in una regione della Mongolia. In questo periodo, siamo tutti particolarmente sensibili ai campanelli d’allarme che potrebbero dare il via a un’epidemia, o peggio, ad un’altra pandemia. Attualmente non ci sono i presupposti per preoccuparsi di un contagio su larga scala.

I due contagiati

Il primo contagiato è un pastore curato nell’ospedale della città di Bayannur. Attualmente è in condizioni stabili e in quarantena. Non è ancora però chiara la dinamica che avrebbe portato l’uomo a contrarre il patogeno. Più semplici da ricostruire sono i fatti che hanno visto coinvolto il secondo paziente, un ragazzo di appena 15 anni. Egli sarebbe entrato in contatto con una marmotta infetta cacciata da un cane. Le autorità hanno raccomandato alla popolazione di non toccare, cacciare e mangiare roditori, specialmente le marmotte, possibili serbatoi della terribile malattia che tutti, purtroppo, ben conosciamo. È stato inoltre raccomandato di non avvicinarsi neanche a roditori morti. Il livello di allerta sanitaria è cresciuto a 3 su una scala massima di 4 e rimarrà tale fino alla fine dell’anno.

Il ricordo di una terribile malattia

La peste è una malattia infettiva causata dal batterio Yersinia pestis. Esso si annida nei roditori, specialmente nei topi, e il vettore del contagio è la pulce. Ad oggi, la peste è diffusa ancora in tutto il mondo tranne in Oceania e in Europa.

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La peste bubbonica ha origine quando la pulce del roditore morde la cute. Il sistema immunitario riconosce il bacillo e i leucociti lo fagocitano, smaltendolo poi attraverso il sistema linfatico. Qui però il bacillo resta attivo e continua ad accumularsi e a proliferare nei linfonodi. Ciò causa l’infiammazione e il conseguente rigonfiamento dei linfonodi. Quelli colpiti diventano “bubboni” e non contengono pus, ma bensì sangue e tessuto edematoso-necrotico che in fase di remissione possono però diventare purulenti. Quando i linfonodi non sono più capaci di arginare e contenere il bacillo, questo si diffonde in tutto l’organismo dando luogo alla peste setticemica. Qui il bacillo trasportato dal sangue raggiunge gli organi dando luogo ad una sepsi (malattia sistemica) che, se non curata, porta alla morte. Questa forma di peste si trasmette per contatto con i bubboni.

Forma molto più grave ma decisamente meno comune è quello della peste polmonare. Questa ha luogo nell’apparato respiratorio e si trasmette per via aerea e liquidi corporei infetti.

Lo spiacevole ricordo

La peste, nel corso della nostra storia, è stata una malattia terrificante che ha terrorizzato le popolazioni e rischiato di portarci pericolosamente verso il punto di non ritorno. La Peste Nera del 1300 ha portato la popolazione europea, costituita da 75-80 milioni di persone, a dimezzarsi di 1/3. Questa è stata una delle infezioni più letali nella storia dell’uomo. Nel 1665, la peste bubbonica, si portò via 1/5 della popolazione londinese e 12 milioni di persone morirono tra Cina e India durante il XIX secolo. Focolai minori rimangono attivi tutt’oggi in Madagascar e Congo.

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Rappresentazione dell’epidemia di peste in Europa

La cura che oggi c’è

Se trascurata, la peste bubbonica è fatale nel 30-60% dei casi. Se individuate in tempo però, come sembra essere avvenuto per i due pazienti in Mongolia, è trattabile con gli antibiotici. L’attento monitoraggio consentirà di tenere la situazione sotto controllo. La Mongolia, però, non è l’unica regione in cui si sono registrati casi di questa malattia. Negli U.S.A., infatti, si registrano circa 7 casi di peste bubbonica all’anno, sempre contratta in zone rurali.

Il caso della Mongolia…ma non solo

Il caso della Mongolia ci riporta alla mente la pericolosa Apocalisse che ha attraversato il mondo. La peste bubbonica e la peste polmonare hanno terrorizzato le popolazioni che, inermi e senza conoscenze mediche, cure adeguate e pratiche igieniche, si sono ritrovare a combattere una battaglia difficilissima. Certo, la peste, purtroppo, continua a colpire, ma in un momento delicato come questo, ogni notizia riguardante una possibile malattia contagiosa e potenzialmente mortale spaventa molto. Questa volta si è trattato di una marmotta infetta, ma ricordiamo che il bacillo della peste bubbonica e altri pericolosi patogeni sono ancora congelati nel permafrost. Se questo dovesse sciogliersi e inquinare mari, falde acquifere e terreno, allora la faccenda prenderebbe una piega davvero molto, molto inquietante. Occorre cautela.

Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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