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Cybersecurity

La lotta contro le news…false

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Dopo Facebook anche What’s App decide di attuare dei provvedimenti per arginare il problema della diffusione delle fake news.

News false, un problema vecchio come internet.

Da che ho memoria su internet periodicamente girano notizie che di vero non hanno neanche i caratteri di cui sono composti. Hanno sostituito il famigerato cugino. Colui che compiva mirabolanti gesta da raccontare agli amici. Anche Elio e le storie tese ne hanno parlato in una loro celebre canzone intitolata appunto “Mio cugino”.

Il fatto è che ora grazie ai social media e gli strumenti di messaggistica la diffusione di queste “notizie” è disponibile a qualunque livello di utente.

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Abbiamo tutti quel parente che ti inoltra il video di quel tizio che dice di aver trovato la prova inattaccabile che Marilyn Monroe è viva e si gode i soldi su un’isola deserta. O che se non condivi questo messaggio avrai 7 anni di sfighe apocalittiche.

Per non parlare di tutte le fake news che stanno circolando su What’s App in questo periodo sul Coronavirus.

Infatti è di qualche giorno fa la notizia che il famoso servizio di messaggistica istantanea più usato nel mondo avrebbe bloccato la possibilità di inoltrare contemporaneamente a più persone lo stesso messaggio.

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Se me l’ha mandato lui…

Già tempo fa What’s App avevano modificato il codice. Gli utenti non avrebbero potuto inoltrare un messaggio, di qualunque genere, a più di 5 persone della propria rubrica.

Con questo sistema si è cercato di limitare la diffusione delle notizie non vere e dare un taglio a quelle fastidiosissime catene di Sant’Antonio che poteva contenere anche programmi dannosi per i dispositivi.

Grazie a questa semplice mossa in un solo anno la diffusione di fake news è calata del 25%. Ma sembra che anche con questa limitazione le idiozie continuino a girare parecchio. Ecco il motivo di stringere ulteriormente la cinghia agli inoltri e arrivare alla possibilità di condividere quel particolare messaggio una sola volta.

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Sicuramente un bel passo dagli iniziali 256 contatti.

Limitare l’inoltro dei messaggi può essere un modo per combattere la diffusione di fake news

Gli Avengers delle fake news

A metà di marzo si è venuta a creare una nuova alleanza tra Google, YouTube, Twitter, Reddit, Microsoft, LinkedIn. Sembra che i colossi tech abbiano firmato una nota che sancisse l’impegno di combattere con tutte le proprie forze le fake news.

La cosa particolare che mi ha fatto venire i brividi alla schiena è che questo annuncio è arrivato dopo che questi mostri sacri della tecnologia si sono confrontati con l’Amministrazione Trump per discutere misure contro la disinformazione.

Ora, possibile che solo io ricordo lo scandalo Cambridge Analytica?

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Cioè fatemi capire se ho compreso la situazione. Facebook e l’amministrazione Trump si son riuniti per combattere la disinformazione? Ho capito bene?

È come chiedere a Rocco Siffredi di sostenere e promuovere un Family Day.

Lo scandalo che colpì Facebook e l’amministrazione Trump

Infodemia acuta

Anche l’OMS ha dichiarato che l’ifodemia è un male da combattere.

Per infodemia si intende la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili.

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Il fatto che è che questo male non attacca solo i social ma capita che anche la TV sia veicolo per queste pseudo notizie. Le notizie contrastanti che spesso sentiamo dire anche nei vari TG portano purtroppo partono da fonti non ben verificate. Ormai si punta tutto sul dare per primi una notizia e spesso capita che non sono state fatte le dovute verifiche.

L’infodemia è il male parallelo all’attuale pandemia

Cosa ne penso

Siamo circondati. Internet, TV, radio, giornali. Ogni mezzo d’informazione è portatore sano di fake news. Come fare quindi per evitarle? Basta fare quello che abbiamo sempre fatto prima dell’avvento di internet: documentarsi su fonti autorevoli.

L’autorevolezza è forse l’ultimo baluardo dell’informazione. Ma dobbiamo metterci del nostro. Bisogna fare quello sforzo che tutti i cercatori della verità fanno. Non bisogna fermarsi a ciò che vediamo, bisogna scavare, confrontare e soprattutto PENSARE.

Non siamo obbligati a credere a qualunque sciocchezza ci venga propinata. Dobbiamo sviluppare un po’ di senso critico nei confronti del mondo e di noi stessi. Solo così potremmo definirci ancora “esseri pensanti”.

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Da oltre dieci anni mi occupo di editoria. Quando scrivo perdo la percezione del tempo, esattamente come quando viaggio.

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