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Investimenti nel tempo del Coronavirus. Non è il momento di vendere le azioni

I timori per la diffusione del Covid-19 hanno fatto crollare le azioni globali. Le banche di Wall Street però hanno suggerito alcune indicazioni. Gli investimenti nel tempo del Coronavirus sembrano rovinosi, ma analisti e investitori consigliano di mantenere la rotta e non vendere le azioni.

Prospettive deludenti per gli investimenti al tempo del Coronavirus . Il caos sui mercati e un inizio settimana caratterizzato da una situazione di panico per i timori del Covid-19, hanno portato una massiccia svendita sul mercato azionario. Alcuni indici hanno subito uno dei più grandi cali mai registrati e un’impennata del prezzo dell’oro ha raggiunto i massimi degli ultimi sette anni.

Il Coronavirus secondo Warren Buffet

Scrive Buffett nella consueta lettera annuale agli investitori, che l’epidemia non cambia le prospettive a lungo termine. Tra l’altro si detto “abbastanza certo che le azioni nel corso del tempo faranno meglio rispetto ai titoli di debito di lungo termine a tasso fisso”.
Le azioni, quindi, restano “di gran lunga la miglior scelta di lungo termine per un investitore che non utilizza denaro preso a prestito e che riesce a controllare le sue emozioni”.

Pochi giorni fa in un’intervista di Cnbc – pubblicata da Wall Street Italia – Buffett ha riconosciuto che con il Coronavirus siamo di fronte a un’emergenza. Gli investitori però non dovrebbero essere influenzati rispetto a quello che fanno con le azioni.

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Un domani qualsiasi cosa può succedere ai prezzi delle azioni. Occasionalmente, ci saranno dei crolli sul mercato, magari anche del 50% o peggio. Ma le azioni restano di gran lunga la miglior scelta di lungo termine per un singolo investitore che non utilizza denaro preso in prestito e che riesce a controllare le sue emozioni.

Per JPMorgan il virus è un’opportunità di acquisto

Gli analisti di JPMorgan hanno ancora una visione positiva delle azioni globali. L’esperienza insegna che simili situazioni nel passato non sono riuscite a far deragliare i mercati azionari statunitensi, che comunque possono presentarsi più vulnerabili a causa del virus.

Lo staff di JPMorgan ha esaminato come i mercati azionari locali hanno reagito a quattro precedenti crisi sanitarie negli ultimi due decenni. Gli esperti hanno analizzato i dati su SARS, Ebola e Zika. Durante la SARS, l’indice MSCI Hong Kong perse circa il 9,3%, – quando l’interesse globale per il virus ha iniziato a manifestarsi-. Dopo questo picco, le azioni di Hong Kong sono aumentate del 9,8% in un mese e del 17% in tre mesi. “ Più azioni sono scese inizialmente, più sono rimbalzate successivamente. Questi episodi non hanno portato a un lungo periodo di vendita, e sono state l’occasione per acquistare in poche settimane ”, hanno scritto gli analisti di JPMorgan.

Su chi puntare nella corsa al vaccino

Come fa notare Il Giornale, molte aziende farmaceutiche sono all’opera per trovare una panacea al virus. Allo stesso tempo, realtà a dir poco sconosciute al grande pubblico, hanno visto le loro azioni crescere a dismisura.

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Al momento la più vicina al vaccino sembra essere Vir Biotechnologies, una clinica specializzata nel settore immunologico situata a San Francisco, negli Stati Uniti. All’inizio del 2020, insieme all’esplosione del Coronavirus cinese, le sue azioni sono schizzate del 97%, portando la capitalizzazione di mercato attorno ai 3 miliardi di dollari.

Anche Inovio PharcmaceuticalsModerna Novavax, altre tre aziende americane, stanno partecipando al rally borsistico. Sempre a partire da gennaio, le azioni di Inovio hanno guadagnato il +61%, quelle di Moderna il +16% e quelle di Novavax il +13%.

L’analisi di Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm

Sugli investimenti, l’analisi di Moneyfarm suggerisce che è bene valutare con razionalità gli scenari, evitando reazioni istintive. Senza la pretesa di lanciarsi in considerazioni azzardate su come la vicenda si snoderà, ecco alcuni punti chiave da tenere in considerazione per gli investimenti nel tempo del Coronavirus.

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  • La diffusione del contagio al di fuori della Cina era prevedibile ed è ragionevole aspettarsi nelle prossime settimane altri contagi nel mondo.
  • L’incidenza dei casi fuori dalla Cina (in particolare in Italia, in Corea, a Singapore e in Iran) è ancora piuttosto limitata per creare allarme. Il virus – per quello che sappiamo – è stato contenuto con successo in tutte le aree fuori dall’epicentro della regione di Wuhan. In nessuna regione o nazione si sono per il momento registrati più di 1.300 contagi circa.

Questo non vuol dire che non bisogna prepararsi a scenari peggiori. Vuol dire che – per quanto riguarda gli investimenti – bisogna evitare assolutamente reazioni istintive e ragionare in ottica di controllo, gestione del rischio e di obiettivi di investimento (specialmente dal punto di vista dell’orizzonte temporale).

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