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Intel Labs in collaborazione con Perelman School of Medicine della University of Pennsylvania sta studiando un IA per la diagnosi precoce del cancro al cervello.

IA, intelligenza artificiale. Quante volte negli ultimi tempi la sentiamo nominare. Spesso anche in modo improprio. Ma questa volta è sicuramente usata nel migliore dei modi.

Lo sviluppo di questa tecnologia sta prendendo sempre più piedi in moltissimi settori. Tanti temono addirittura che un giorno soppianteranno l’uomo in perfetto stile Terminator. Timori futuristici a parte, questa tecnologia sta davvero facendo passi da gigante e il suo impiego può salvare vite umane.

È il caso del nuovo progetto che Intel Labs e Penn Medicine stanno portando avanti. Sviluppare un IA per la diagnosi precoce del tumore al cervello.

Il progetto

Si basa tutto sul machine learning, ovvero l’apprendimento automatico dell’intelligenza artificiale. Questo sistema consente all’IA di imparare dagli stimoli a cui è sottoposto consentendogli di svilupparsi ed evolversi.

Basandosi su questo principio i due istituti stanno addestrando l’intelligenza artificiale a riconoscere tutte quelle anomalie organiche che è possibile riscontrare nelle neoformazioni tumorali del cervello.

In questo progetto Penn Medicine dirigerà ben 29 istituti di ricerca e di salute. Tutta la “baracca” è finanziata dalla Technology for Cancere Research programm del National Cancer Institute che ha stanziato 1,2 milioni di dollari.

Mica monetine.

Lo sviluppo dell’IA

Al fine di sfruttare il massimo potenziale dell’intelligenza artificiale, Intel ha sviluppato software e hardware che consentono a tutti i 29 istituti di applicare il machine learning con le stesse modalità ma rimanendo indipendenti per evitare condizionamenti nella ricerca.

Oltre a ciò i dati dei pazienti saranno tutelati grazie al federated learning. Questa tecnica consente l’apprendimento automatico dell’ IA il quale crea un algoritmo su più server che contengono campioni di dati senza però scambiarli tra loro.

Per farla semplice: i dati che derivano dalla ricerca sono accessibili agli altri istituti senza però sapere i dati personali del paziente.

La privacy è stato un punto fondamentale nella progettazione del sistema da utilizzare. Viste le enormi paure legate all’IA, Intel ha voluto da subito creare un sistema che lasciasse più perplessità possibili fuori dalla porta.

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Il sistema di scambio dati sviluppato da intel che consente lo scambio dei dati nel rispetto della privacy

I dati

La ricerca è stata avviata per cercare di combattere questa patologia che negli ultimi anni è diventata sempre più simile ad una piaga.

Quello che sto per dire è allarmante.

l’American Brain Tumor Association (ABTA) ha dichiarato che circa 80.000 persone nel mondo avranno una diagnosi di tumore al cervello quest’anno. Di queste 80.000 persone, 4.600 saranno bambini. il 5%. Questa dichiarazione si basa su dati emersi in questi ultimi 3 anni.

Si stima inoltre che questi dati sono in costante aumento. Ecco quindi la necessità di ricorrere all’IA per cercare di arginare il più possibile questa piaga.

Grazie all’enorme mole di dati che deriveranno da tutti gli istituti sparsi nel mondo, sarà possibile insegnare all’IA il riconoscimento precoce di questo tumore. Ciò permetterà di intervenire tempestivamente e aumentando le possibilità di guarigione.

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Algoritmi che si evolvono grazie ai dati ottenuti dai 29 istituti coinvolti nella ricerca

Cosa ne penso

Questo è l’ennesimo caso di come l’evoluzione tecnologica è fondamentale per le nostre vite. Forse noi non ce ne rendiamo neanche conto di come questo processo evolutivo nel corso dei decenni ha permesso di salvare innumerevoli vite.

Possiamo disquisire su tutti gli aspetti etici che vogliamo dell’intelligenza artificiale ma alla fine il punto d’arrivo è sempre lo stesso: lo sviluppo dell’IA è vitale.

Se mi diagnosticassero precocemente un tumore al cervello grazie all’IA, non mi preoccuperei più di tanto della privacy o dell’etica.

Si certo è giusto tutelare le persone dalla possible divulgazione dei propri dati sensibili ma dobbiamo anche pensare al progresso. Se tutte queste menate sui dati sensibili influiscono sulla velocità evolutiva di mezzi che possono salvare vite, io dico NO.

No ai bigottismi scientifici. Salvare vite viene prima di qualunque altra pippa mentale. Se la tecnologia e la scienza non avessero forzato la mano nel corso dei secoli saremmo ancora ad uno stadio primitivo delle cose.

E non so voi ma io non ho voglia di andare in giro con la clava e un pellicciotto. Non credo mi donerebbe.

Angelo Tropeano
Sono bravo con le parole ma spesso non ne trovo. Cinico e sarcastico ma non per colpa mia.

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