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Il verme nematode che “programma” la sua morte

La natura ha una capacità di adattamento straordinaria. Un verme nematode è in grado di “programmare” la sua morte affinchè il resto della colonia sopravviva.

L’altruismo in natura

In natura è molto difficile spiegare come funzioni l’altruismo dato il fatto che chi si “sacrifica” non trae alcun vantaggio. La forma di altruismo più estrema è sempre stata considerata la morte, la quale, però, porterebbe in pochissimo tempo la scomparsa degli individui “suicidi” e darebbe un vantaggio competitivo troppo elevato agli organismi che rimangono in vita. Questo, però, non vale per un verme nematode.

Lo studio

Uno studio condotto dall’UCL Institute of Healty Ageing dimostra che però, almeno per una specie particolare di verme, ciò è normale. Il verme nematode Caenorhabditis elegans costituisce delle colonie nelle quali alcuni organismi sono già programmati per morire giovani al fine di lasciare più cibo per i compagni.

Il verme nematode Caenorhabditis elegans

Il verme nematode o cilindrico, chiamato così a causa del suo aspetto a sezione circolare trasversale, si differenzia dai vermi platelminti o piatti che mostrano uno schiacciameto. I nematodi posseggono un vero e proprio apparato digerente costituito da bocca e ano.
Il verme nematode è trasparente e presenta una simmetria bilaterale. Anche se è un organismo molto semplice, presenta molti degli apparati che possiedono gli altri animali. Questo tipo di verme si nutre di batteri come l’Escherichia coli.

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Immagine di un Caenorhabditis elegans

Il ribaltamento delle regole

Teoricamente in natura, l’invecchiamento sarebbe dovuto alla necessità degli esemplari più vecchi di lasciare cibo agli esemplari più giovani. Ciò, però, potrebbe non essere così semplice visto che gli esemplari che vivono più a lungo sarebbero anche quelli più forti. Questo, però, non vale per le colonie del Caenorhabditis elegans. Questa specie di verme, infatti, possiede dei geni che possono allungare di molto l’aspettativa di vita (da 1 settimana a 20 settimane), quindi fino a quando non vengono deattivati, il verme ha “i giorni contati”.

La vita del verme nematode Caenorhabditis elegans

I ricercatori hanno creato un modello computerizzato di una colonia di Caenorhabditis elegans in condizioni di difficoltà, come la scarsità di cibo. Gli studiosi hanno osservato che un’aspettativa di vita più bassa, e quindi anche il minor tempo a disposizione per la riproduzione, migliora la prospettiva di vita nella colonia. Ed ecco che morire prima di invecchiare significa far prosperare gli esemplari più giovani che andranno poi incontro al loro stesso destino.

Quindi per questo verme nematode vivere più a lungo sarebbe possibile semplicemente deattivando i geni responsabili di questa singolare “programmazione” e i ricercatori hanno specificato che è possibile che ci siano altri organismi che attuano questa strategia di sopravvivenza, ad esempio i salmoni muoiono in massa e si offrono come fonte di cibo ai loro stessi piccoli.

La natura che sorprende

All’inizio avevamo anticipato che si pensava che l’adozione di certi comportamenti da parte dei singoli, anche se favorevoli al resto di un gruppo, fossero impossibili. Invece questa incredibile ricerca ha dimostrato che c’è una specie che “si lascia morire” per dare spazio alle nuove generazioni e insinua il dubbio che un simile comportamento possa riguardare anche altre specie. Ci sono altri animali che adottano la stessa strategia? Saremo mai capaci di individuarli e studiarli?

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Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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