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Innovazione

Il pensiero incontra la tecnologia

Il pensiero incontra la tecnologia

Quando il pensiero incontra la tecnologia

Quando il pensiero incontra la tecnologia, nascono importanti studi, atti a migliorare le condizioni della vita umana.

L’intelligenza artificiale, trova spazio in innovazioni come questa di cui parleremo.

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In questi giorni facendo zapping tra tv e web vi sarà capitato di leggere o ascoltare la notizia di Hal il robot che leggendo nel pensiero permette all’uomo di camminare.

Hal è l’esempio di innovazione tecnologica che fa bene al cuore. Perché quando il pensiero incontra la tecnologia, nascono progetti straordinari. L’inventore di questo congegno straordinario, è targata Yoshiyuki Sankari ed è stato presentato alla Don Gnocchi, rientrando negli strumenti di riabilitazioni della fondazione.

Hal è il robot che leggendo nel pensiero, offre alle persone con disabilità fisiche, la possibilità di tornare a camminare.

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Applicando delle placche sui muscoli di pazienti con lesioni midollari o cerebrali permette di colmare la mancanza di passaggio dell’impulso bioelettrico e di far muovere le gambe quando il paziente lo desidera.

Il caso francese

Un giovane trentenne francese, allettato a causa di un incidente, è tornato a camminare grazie ad un lavoro di ricerca decennale che vede come protagonista un esoscheletro. Una struttura motorizzata che si muove leggendo il pensiero. Una grande svolta per i tetraplegici. Il test effettuato sul giovane è stato condotto da Clinatec, centro di ricerca biomedica di Grenoble. Il ragazzo molto soddisfatto ha dichiarato “ E’ una grande speranza per le persone nelle mie stesse condizioni, ci sono delle cose possibili anche se si ha un grave handicap”. Dopo diversi anni gli studiosi hanno messo a punto il prototipo che è basato su due elettrodi impiantati nel cranio che captano gli impulsi inviati dal cervello e li traducono in moto. La plasticità cerebrale fa in modo che si ritrovino gli ordini da inviare per ottenere movimenti flessibili e molto più naturali. Gli elettrodi, sono stati inseriti nella testa del ragazzo da circa due anni e con un allenamento di  tre volte al mese ora riesce a far muovere le gambe del robot, a piegare il gomito e ad alzare le spalle.

Se puoi pensarlo puoi farlo

I risultati della cooperazione uomo macchina, ci lasciano sempre più sbalorditi, inducendoci a pensare che dopotutto  Intelligenza artificiale e Neuralink, non sono argomenti così tanto fantascientifici. Augurandoci che sia il primo “passetto” verso nuovi e più allettanti scenari, per tutti coloro che purtroppo versano in condizioni di disabilità. E’ proprio il caso di dire: “Se puoi pensarlo, puoi farlo”.

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il pensiero incontra la tecnologia
Giovane francese testa l’esoscheletro che si muove con il pensiero

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