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100 milioni di anni fa il luogo più pericoloso della Terra era il Sahara, in quanto pianura fertile e habitat di predatori pericolosi.

Qual era il luogo più pericoloso della Terra?

Se si escludono luoghi estremi come i crateri dei vulcani e la fossa delle Marianne (il punto più profondo degli oceani), il Sahara risulta vincitore della medaglia d’oro. I paleontologi, infatti, concardano nel dire che questo è stato il luogo più pericoloso della Terra quando ancora non era area desertica, ma zona fertile abitata da grossi predatori. Uno studio paleontologico condotto sull’area ha infatti constatato che 100 milioni di anni fa, ovvero durante l’era dei dinosauri, questo era un posto in cui sopravvivere era davvero difficile.

I fossili

I paleontologi hanno analizzato fossili provenienti da ogni parte del mondo per studiare quelli riportati alla luce nella zona del Kem Kem Beds, zona situata nel Marocco sudorientale. Essa risale al cretaceo e presenta tracce fossili della fauna che regnava in questo luogo mentre i giganti erano i padroni del mondo. Il lavoro, a detta di uno degli studiosi, è stato il più completo mai condotto sui vertebrati del Sahara da cento anni a questa parte.

Perchè il Sahara era il luogo più pericoloso della Terra?

La zona del Kem Kem Beds era, durante il Cretaceo, attraversata da fiumi ricchi di pesci che costituivano molta della fauna dell’intero pianeta. Uno di questi pesci era il Celacanto che oggi raggiunge i 2 metri di lunghezza, ma che un tempo poteva raggiungere dimensione 5 volte maggiori. Anche i loro predatori, quindi, arano altrettanto grossi. Qui, infatti, abitavano alcunio dei dinosauri carnivori più grossi che abbiano mai camminato sul Pianeta Blu, come il Carcharodontosaurus e il Deltadromeus lunghi all’incirca 8 metri. Vi erano anche pterosauri, come il Azhdarchidae che aveva un’apertura alare di 12 metri.

Il deserto

Oggi il Sahara è completamente diverso. E’ costituito da 3 zone: rocciosa, sabbiosa e ghiaiosa. Mancano totalmente cosi d’acqua e fiumi e ciò che resta di essi sono solo le valli disseccate dei fiumi dove scorre acqua solo nei rari casi di pioggia particolarmente abbondanti.
I deserto comprende diverse ecoregioni: quella costiero atlantica dove crescono licheni e altri tipi di piante, quella settentrionale dove le piogge invernali favoriscono la crescita di arbusti, quella centrale dove la vegetazione è rara e il paesaggio costituito da dune di sabbia.

Unimmagine dellestansione del deserto del Sahara
Un’immagine dell’estensione del deserto del Sahara

Il Sahara ieri e oggi

Oggi la fisionomia del Shara è mutata notevolmente. Da pianura ricca e fertile, a deserto di sabbia più grande del mondo. I pericoli sono diversi, ma il luogo continua a rimanere impervio e pericoloso. Un tempo vi erano grandi pesci e dinosauri carnivori, oggi è habitat di molti insetti (ma non solo) soprattutto aracnidi. Le sue temperature elevatissime sono un vero rischio per gli avventurieri impreparati e l’orientamento è reso difficile dal continuo spostamento delle dune (quando ci si trova nella zona centrale). Il Sahara dunque, nonostante abbia cambiato volto così incredibilmente in questi 100 milioni di anni passando dall’estremo di una pianura rigogliosa a quello di un inospitale deserto, era e continua ad essere un luogo inospitale (ma bellissimo) in cui avventurarsi.

Monica Giulia Cantù
Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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