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Il cashback di Stato è partito e comincia a dare i suoi primi dati. Per l’esattezza parliamo di 3,6 milioni gli italiani che hanno attivato il cashback sulle proprie carte di credito e di debito per un totale di 6,2 milioni di pagamenti registrati.

Sicuramente un grande risultato. Un risultato che potrebbe addirittura essere maggiore se non ci fossero stati quei problemi di registrazione iniziale. Sono noti gli screenshot girati in rete dove gli utenti che hanno provato a registrare le proprie carte si sono visti comparire un messaggio di errore.

Ma sembra che alla fine qualcuno ce l’ha fatta.

I numeri in crescita del cashback

I problemi iniziali per la registrazione delle proprie carte di pagamento erano dati da un enorme numero di persone che hanno provato a registrarsi contemporaneamente e il server della app IO non ha tenuto botta. Anzi, è andato proprio in tilt.

Ad oggi sono state attivate al cashback circa 3,5 milioni di carte di credito e oltre 1,7 milioni di carte PagoBANCOMAT. E la app IO è stata scaricata da 8,6 milioni di dispositivi che dovrebbero corrispondere ad altrettanti italiani.

App che fino a settimana scorsa in pochissimi conoscevano nonostante esistesse già da tempo. Come al solito quando ci sono di mezzo i soldi anche gli strumenti più sconosciuti salgono le classifiche degli app store.

Siamo un paese in vendita?

Ma la domanda che mi sorge spontanea è: avevamo bisogno del cashback per essere incentivati a pagare con le carte? 150 euro sono la cifra con cui lo Stato economico può comprare la nostra correttezza e trasparenza economica?

Leggendo i dati sopra sembrerebbe di si. Cashback, super cashback, lotteria degli scontrini sono gli unici modi che ha lo Stato per spingerci alla trasparenza finanziaria?

In questo podcast analizzeremo questa novità e i suoi numeri cercando di rispondere a queste molte domande.

Angelo Tropeano
Sono bravo con le parole ma spesso non ne trovo. Cinico e sarcastico ma non per colpa mia.

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