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Clima

Global warming, l’effetto energetico

Negli ultimi anni abbiamo sentito spesso parlare di Global warming, locuzione che indica il mutamento del clima terrestre, nato nel XX secolo e presente ancora oggi, in altre parole si parla di Riscaldamento globale. 

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Studi scientifici, attribuiscono questi cambiamenti climatici per lo più, alle emissioni nell’atmosfera terrestre, a diversi fattori, primo tra tutti l’espansione di gas serra

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Le trasformazioni atmosferiche, che si perpetuano da anni, ci impongono diversi quesiti, a riguardo ma di sicuro quello di maggior rilievo è legato alla domanda energetica.

Quanta energia ci vorrà per far fronte a questo global warming?

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La rivista Nature Communications, ha pubblicato uno studio attuato da una collaborazione internazionale, avvenuto tra l’università Ca’ Foscari di Venezia e il Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), l’università di Boston negli Stati Uniti e l’International Institute for Applied Systems Analysis in Austria, nella ricerca hanno esaminato e comparato modelli climatici e di scenari economici mondiali.

La prima informazione, che arriva da questa analisi (piuttosto scontata), è che  l’aumento delle temperature, comporterà un maggior consumo di energia, se non altro perché le elevate temperature esterne, porterebbero un incremento dell’utilizzo degli apparecchi di raffreddamento all’interno di abitazioni, uffici ed edifici in genere. Pertanto assisteremo ad una forte riduzione del consumo di petrolio o gas naturale nei periodi invernali, e ad un accrescimento della domanda di energia elettrica in periodi estivi, per il funzionamento di condizionatori e impianti di refrigerazione. 

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Un pò di numeri

A conti fatti, e pensando positivo, già a metà del nostro secolo la domanda di energia elettrica, subirà un incremento del 20% circa (per la precisione, in un intervallo che sta tra l’11% e il 27%); prevedendo una trama negativa, dovremmo aspettarci un incremento di circa il 50% (in un range che va dal 25% al 58%) di consumo energetico. Considerando il consumo di energia che abbiamo attualmente in Italia (oltre 300 terawattora all’anno), in questo vortice, sarebbe una delle aree più interessate, a braccetto con i Paesi dell’Europa meridionale, la Cina, gli Stati Uniti e buona parte delle aree tropicali. E’ chiaro che stando a queste statistiche, si paleserà più determinazione nel passaggio a fonti di energie rinnovabili

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Energia e Futuro 

Il reale problema, come spiega anche Ian Sue Wing, professore alla Boston University, è che se l’impiego di energia aumentasse a livello globale e portasse ad ulteriori emissioni di gas a effetto serra, il maggiore consumo di energia per il condizionamento degli spazi, potrebbe rendere ancora più difficile e costoso mitigare il cambiamento climatico futuro.

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Indubbiamente gli studi effettuati in materia di global warming, potranno essere utilizzati dalla comunità scientifica per calcolare come le dinamiche di assestamento del mercato energetico determinano i cambiamenti nel consumo di energia e nelle emissioni. Lo stesso studio ha inoltre chiarito, più basso sarà il reddito pro capite, maggiore sarà la quota di questo reddito che le famiglie dovranno dedicare per adattarsi agli aumenti della domanda di energia. Nel caso di rapida crescita demografica considerato da alcune situazioni nell’analisi, l’aumento della temperatura al 2050 potrebbe esporre mezzo miliardo di persone a più basso reddito in paesi del Medio Oriente e dell’Africa ad aumenti della domanda di energia del 25% o più. I più poveri dovranno quindi confrontarsi non solo con le minacce pecuniarie, ma anche con il maggiore rischio di malattie e di mortalità legate al calore, in particolare nelle aree con forniture di elettricità inaffidabili o dove mancano del tutto le connessioni alla rete. 

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Il riscaldamento globale corre e il 2050 è dietro l’angolo, il dilemma energetico e clima globale, deve essere affrontato e vagliato nelle opportune sedi. 

In tal senso, certamente tecnologia e innovazione stanno facendo (seppur piccola) la loro parte, si pensi alla riduzione dei rifiuti alimentari, l’orticoltura urbana, il miglioramento delle catene di approvvigionamento e i viaggi aerei alimentati a energia solare.

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