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Gli “anti”: quando mettere in discussione la scienza diventa pericoloso

No-vax, no-mask, negazionisti del CoVid, terrapiattisti… insomma, avete capito. Ad oggi ci ritroviamo anche a combattere contro chi continua a mettere in discussione aspetti scientifici evidenti, e questo è un problema.

L’esercito degli “anti”

Ci sono moltissime persone che si schierano contro diversi aspetti della nostra storia:

  • i no-vax sono convinti che i vaccini portino a complicanze fisiche, anche all’autismo, e che con essi vengano iniettati microcip capaci di controllarci
  • i no-mask ritengono che le mascherine siano più pericolose del virus stesso
  • i negazionisti del CoVid-19 sostengono che il virus non esista e che nessuno sia morto
  • i terrapiattisti sostengono che la Terra sia piatta e non tonda come si ritiene

La violenza di chi la pensa diversamente

Gli “anti” sono quindi fervidi sostenitori delle loro teorie e ritengono tutte le altre convinzioni (anche quelle degli altri “anti”!), siano causate da una manipolazione esterna. L’aspetto più grave è quello della violenza con cui queste persone si accaniscono contro coloro che reputano “corrotti” e le parole di offese che vi riservano. Ognuno può pensarla come vuole, ma è fondamentale il rispetto degli altri e la tutela del prossimo.

Le cause degli “anti”

Questo fenomeno è secondo me solo il triste risultato di un governo e di sicurezza che tradiscono la fiducia. Ormai per alcune persone è più affidabile formulare strampalate teorie piuttosto che dare retta alla scienza, ma tutto ciò può essere davvero pericoloso. Mettere in discussione la realtà, lo sapete lo diciamo spesso, è fondamentale per ampliare le proprie vedute, ma un altro conto è far finta di non vedere e negare delle lampanti evidenze.

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Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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