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Ambiente

Giornata mondiale della Terra, un momento per riflettere

Earth at night was holding in human hands. Earth day. Energy saving concept, Elements of this image furnished by NASA

Il mondo, per ragioni di comodità ed efficienza è sempre più globalizzato ma questo ha permesso di risolvere davvero alcuni problemi? Porsi queste domande a ridosso della giornata mondiale della Terra è ancora più importante.

La globalizzazione

Per globalizzazione si intende una diffusione su scala mondiale di idee, tecnologia e negozi. Essa ha rivoluzionato produzione e consumo di beni di prima necessità rendendo, almeno in teoria, più facile la distribuzione di alimenti su grande parte del pianeta. Molte persone, però, dipendono ancora dall’importazione di altri paesi. Questo non fa che accresce i problemi legati alla vulnerabilità alimentare che si sente ancora di più durante i periodi particolarmente difficili, come sta succedendo adesso durante la pandemia mondiale da CoVid-19.

Molte “catene” di primaria necessità sono state bruscamente interrotte nelle grandi metropoli e nei paesi industrializzati, pensiamo dunque a quelle persone povere che, adesso, non possono che fare altro che scivolare giù nell’abisso della miseria.

Le dichiarazioni di Pekka Kinnunen

Pekka Kinnunen, dell’Aalto University in Finlandia, coordinatore di un team di ricercatori che ha analizzato le distanze che intercorrono tra zone di produzione e di consumo ha affermato:

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“La situazione nel mondo è estremamente disomogenea tra coltivazioni locali e prodotti che devono essere importati da lontano: ad esempio, in Europa e nel Nord America la maggior parte dei cereali si può ottenere per lo più entro un raggio di 500 chilometri dalle zone di consumo, mentre la media globale è di ben 3.800 chilometri”.

Lo studio

Lo studio, pubblicato su “Nature Food”, evidenzia le distanze tra le zone di produzione agricola e i posti dove i prodotti vengono distribuiti e consumati. Sono stati evidenziati due scenari:

  • il primo è quello attuato oggi
  • il secondo ipotizza che le catene di produzione diventino più efficaci in futuro grazie all’impegno comune circa la riduzione degli sprechi e a migliori tecniche agricole.

La ricerca si è concentrata su alcune categorie di alimenti fondamentali per l’uomo: cereali come grano, miglio, sorgo, segale e orzo, riso, mais, radici come la manioca e legumi.

I problemi

Ipotizzando lo scenario migliore, solo una bassissima percentuale di questi elementi fondamentali viene ottenuto dai paesi più sfortunati e la maggior parte delle persone vive a più di 1000km di distanza dalla coltivazione più vicina e questo non fa che rendere la situazione ancora più difficile.
Allora l’idea dei prodotti a chilometro zero è ancora lontana? Come rendere possibile questa soluzione probabilmente ancora troppo lontana?

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Le affermazioni di Matti Kimmu

Matti Kimmu, uno dei ricercatori, ha affermato:

“La possibilità di coltivare ciò che è necessario molto vicino a chi lo consuma avrebbe effetti benefici importanti per l’ambiente, per esempio sul fronte della riduzione delle emissioni di gas serra. Tuttavia, avrebbe anche importanti e gravi ripercussioni dal punto di vista della reperibilità idrica, soprattutto in prossimità di aree densamente popolate. E se si verificassero siccità e carestie prolungate, la sicurezza alimentare verrebbe meno e assisteremmo a migrazioni di popolazioni su scala mai vista prima”.

Un sogno (ir)realizzabile

Migliorare davvero le condizioni di chi vive in povertà, quella vera, è davvero possibile? Spesso si ha la sensazione che il mondo sia promotore di tantissimi nuovi propositi, ma che alla fine contino solo i soldi e il proprio benessere. La ricchezza, si sa, non è equamente distribuita su tutto il territorio e la mancanza di denaro e agi non possono che peggiorare le condizioni di coloro che vivono in paesi arretrati. Speriamo che le buone intenzioni si tramutino in efficaci azioni e che la giornata mondiale della Terra non sia solo una data segnata su un calendario.

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Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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