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Fondo salva imprese, ultima speranza

Quella del fondo salva imprese annunciato da Conte non è un’idea creata da zero dal Governo italiano.

Ricordate “A livella” la poesia di Totò? In quel testo il Principe de Curtis spiegava come la morte fosse una livellatrice. Non aveva importanza chi tu fossi stato in vita. La morte avrebbe livellato qualunque cosa. Era un altro tipo di fondo.

Sarò un po’ dark ma a me il coronavirus ricorda ‘A livella.

Non esiste etnia, non esiste ceto sociale, non esiste nulla che dia vantaggio al cospetto del Covid-19. Questo aimè vale soprattutto per le imprese.

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Grandi o piccole imprese hanno dovuto fermarsi per combattere il virus. Non ha importanza quanti dipendenti avesse, hanno dovuto tirare giù la serranda. In questo momento il Coronavirus è il grande livellatore.

Rimane solo una domanda da porsi: dopo cosa faremo?

Che ne sarà delle migliaia di imprese che ora sono chiuse? Come faranno a ripartire dopo mesi di inattività, con i dipendenti da sostenere, le tasse da pagare, gli affitti, i mutui, i fornitori da pagare?

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La risposta l’ha data un uomo. No, non è Giuseppe Conte. Si chiama Luigi Auletta.

E ora vi spiego il perché.

Circa due settimane fa, per l’esattezza il 25 marzo sono capitato su quotidianpost.it che è una testata di news di vari argomenti. Sono arrivato a leggere un articolo di A.D. London.

Questo articolo parlava del collasso delle imprese dopo il Decreto Legge che imponeva la chiusura delle imprese che non avessero una rilevanza nella produzione di generi di prima necessità o che fossero legati alla produzione di dispositivi di protezione sanitaria.

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Leggendolo sono arrivato a Luigi Auletta. Un imprenditore partenopeo che ha creato nel 2000 un’azienda, Impero Couture, che opera a livello nazionale e internazionale nel settore della moda.

Luigi Auletta, dopo aver ovviamente parlato del grandissimo danno economico che la chiusura avrebbe rappresentato per le imprese, ha aggiunto che bisognava creare un fondo salva imprese.

A leggere oggi queste parole viene da pensare che sono bravi tutti a sfoderare idee di altri. Il fatto che queste parole risalgono a quasi 3 settimane fa. E sono state messe nero su bianco.

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Non è tutto. Questo imprenditore aveva già creato un fondo salva imprese. Dopo la conferenza stampa di ieri del Presidente Conte e il nuovo Decreto da lui emanato, mi è venuto spontaneo portare alla ribalta questa informazione che tre settimane fa mi sembrava “solo” un’idea di un imprenditore lungimirante.

Quindi stamattina sono andato a riprendere l’articolo e l’ho riletto bene. Sembra il Decreto emanato da Conte ma con meno soldi ovviamente.

“La mia idea si basa su una cifra che ho messo a disposizione per salvare più anime possibili da un punto di vista economico. Ho preferito prediligere i più piccoli e con i più grandi ho dovuto fare un accordo a costo di dar loro dei premi di produzione affinché io possa salvare più negozi possibili. Ma credo che bisogna agire sin da subito al fine di aiutare l’impresa per scongiurarne il tracollo definitivo”. Luigi Auletta

Queste parole mi hanno positivamente scioccato. Non è notizia di tutti i giorni che un imprenditore, di tasca propria, crei un fondo per aiutare altre aziende a non morire. Non mi è parso di sentire i grandi gruppi aziendali italiani o le varie associazioni di categoria, che si riempiono la bocca di tante parole appena possono, fare un gesto del genere.

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Oltre ad aver avuto una grande idea l’ha anche messa in pratica. Senza avere la Banca Centrale europea dietro le spalle. Ovviamente parliamo di un’azienda che ha un fatturato annuale di rilievo, ma che avrebbe potuto pensare ai fatti propri. Avrebbe potuto fare come tanti stanno facendo. Orecchie da mercante.

Per completezza di informazione troverete il suo comunicato stampa per dimostrarvi che non ho avuto allucinazioni da quarantena. È tutto cristallino.

Forse Totò si sbagliava. Forse ‘A livella non sempre esiste. La morte può livellare la parte materiale ma non può livellare le gesta delle persone. E forse anche il Coronavirus non è una livella. Può farti ammalare fisicamente ma non può intaccare gli animi di chi vuole il bene comune. Non può far ammalare gli animi di chi ogni giorno lotta usando i propri mezzi per aiutare il prossimo e per il bene della collettività.

A tutti loro io dico grazie.

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Da oltre dieci anni mi occupo di editoria. Quando scrivo perdo la percezione del tempo, esattamente come quando viaggio.

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