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Economia

FCA e il prestito da 6,3 miliardi di euro

FCA lo fa di nuovo: chiede un prestito allo stato. Ma questa volta saranno chieste delle garanzie per mantenere gli investimenti e l’occupazione in Italia? Ecco cosa ho scoperto.

FCA chiede un prestito allo stato italiano

Negli ultimi mesi il governo italiano ha deciso di varare una serie di misure volte al sostegno delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie. Molte di queste misure sono state firmate su carta, ma si attendono ancora le immissioni di liquidità (vedi cassa integrazione).

In questa costellazione di provvedimenti, incentivi, bonus, incoraggiamenti, sostegni e misure di solidarietà, lo stato ha deciso di supportare direttamente alcune aziende tra cui FCA.

FCA e i fondi perduti

FCA è l’acronimo del gruppo Fiat Chrysler Automobiles N.V, nato negli ultimi anni dall’alleanza industriale tra l’italiana FIAT e l’americana Chrysler. La società per azioni ha vissuto delle perdite considerevoli in merito alle immatricolazioni di automobili di aprile. Si parla di calo del 87,7% rispetto all’aprile dell’anno precedente. La richiesta del prestito da parte del gruppo FCA ha portato i membri del governo a un’aspra diatriba. Data l’ingente somma, c’è chi ha invocato il rispetto di condizioni precise e vantaggiose per l’Italia. Ad esempio, come si legge sul sito dell’ANSA, il segretario della CIGL Maurizio Dandini ha dichiarato che“tutti i prestiti alle imprese, come quello richiesto da Fca, devono avere delle condizionalità precise: che siano finalizzati, che non ci siano delocalizzazioni, che vengano garantiti i livelli occupazionali, che non si chiudano stabilimenti” .

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Una richiesta eccessiva? Forse no, dal momento che FIAT chiede aiuti allo stato italiano a partire dagli anni ’70 ottenendo tutta una serie di contributi a fondo perduto che non sono stati reinvestiti in Italia a sostegno dell’occupazione. Non c’è da meravigliarsi che il segretario di uno dei sindacati più forti dei lavoratori abbia richiesto un po’ di serietà almeno questa volta, vista tutta la vicenda COVID.

Su questo sito ho trovato un elenco di alcuni dei fondi stanziati per FIAT negli ultimi anni, che riporto per comodità di lettura e facilità di spiegazione:

  • 28 luglio 2005: 81 milioni per investimenti in Campania, Molise e Piemonte
  • 2005: 40,5 milioni per investimenti ad Atessa (Chieti)
  • 26 giugno 2009: 300 milioni di euro dal Cipe per investimenti a Pomigliano
  • 19 gennaio 2010: 1,8 milioni a Fiat Powertrain
  • 29 aprile 2009: 37,3 milioni per la Lancia Ypsilon
  • 2011: 22,5 milioni alla Powertrain; 18,7 all’Iveco di Foggia; 11,2 alla Sevel di Chieti
    Centro di Ricerche FIAT
  • 2008: 1,1 milioni di contributo e 5,9 di credito agevolato
  • 2008: 10,3 milioni
  • 2009: 5 milioni di contributo alla spesa
  • 2009: 9,3 milioni di contributo alla spesa
  • 2010 1,9 milioni
  • 2010: 5 milioni (dalla Regione Piemonte)

FCA, cosa pensare di tutta questa storia?

In tutta la bufera mediatica che si è scatenata nelle ultime ore, il ministro all’economia Roberto Gualtieri ha assicurato che il governo ha chiesto a FCA un impegno preciso e misure stringenti su investimenti e occupazione.

La stessa FCA ha pubblicato una nota stampa in cui è riportato: “FCA Italy ha avviato una procedura con il Governo italiano per l’ottenimento di una garanzia da SACE per il perfezionamento di una linea di credito destinata esclusivamente al sostegno della filiera dell’automotive in Italia, composta da circa 10.000 piccole e medie imprese. A tale riguardo è stato avviato un dialogo con il primo gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo.

In un momento storico così delicato, in cui la crisi economica ed occupazionale sta già bussando alla porta degli stati di tutto il mondo, è giusto sostenere le imprese ma è ancor più importante mettere dei paletti per evitare che i più furbi e i più scaltri approfittino della situazione. Alcuni economisti sarebbero contrari ad un intervento dello stato nelle casse aziendali e altrettanto contrari nell’intervento dello stato nel disegnare le linee guida per il progetto di rilancio di un’azienda.

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Giornalista pubblicista, Copywriter e Social Media Manager. Ho 30 anni, sono laureata in Sociologia e specializzata in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d’Impresa. Mi interessano le persone, i fatti sociali e i rapporti di potere. Amo viaggiare, scrivere, andare a teatro, cucinare, guardare serie tv e bere vino.

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