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Economia

Fatturati dimezzati per i negozianti nel post lockdown

Fatturati dimezzati

Fatturati dimezzati per i negozianti. Ad un mese dalla riapertura i dati indicano un crollo delle vendite con ripercussioni sul fatturato e sui posti di lavoro

Pandemia, ore 18.00. Prima dei fatturati dimezzati.

Le persone appoggiate alla ringhiera del proprio balcone. Si comincia col scambiare due chiacchiere col vicino che fino al mese prima odiavi. Po,i tutti felici e contenti, si intonavano canzoni buttandoci dentro ogni tanto un ANDRÀ TUTTO BENE con relativi applausi da prima della Scala.

L’ottimismo regnava sovrano. Si pensava che da questa tragedia globale ne saremmo usciti tutti migliori. Che saremmo ripartiti con più grinta e che tutti avremmo spaccato il mondo.

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C’era voglia di ritornare alla “normalità”.

Un mese fa è accaduto. Abbiamo ricominciato con le attività economiche. Tutti pensavano di trovare la fila di persone fuori dalla propria saracinesca con un portafogli gonfio di banconote in mano pronti a spendere valanghe di soldi.

Un mese dopo l’incanto si è rotto.

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Il flash mob delle 18 avveniva in tutta Italia per esorcizzare la paura

Andrà tutto bene?

La Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) ha rilasciato pochi giorni fa un report del monitoraggio eseguito sulla categoria. Quello che emerge è:

  • Fatturati dimezzati,
  • posti di lavoro persi,
  • cassa integrazione mai arrivata per tanti
  • 2/3 delle aziende hanno dovuto ridurre il personale

Questo è il quadro che è saltato fuori di queste prime settimane post lockdown.

Il fatturato registrano sino ad ora si assesta ad un -50% rispetto allo stesso periodo del 2019. Questo dato riguarda principalmente negozi e bar perché per i ristoranti il calo è del 51%. E cosa deve fare un’imprenditore con numeri del genere? Ovviamente licenziare.

Solo un’attività su tre ha avuto la possibilità di mantenere l’organico al completo. Per gli altri si è dovuto rinunciare a buona parte dei lavoratori per sostenere le spese. Alcuni per cercare di contrastare le perdite hanno provato ad alzare i prezzi creando quindi un ulteriore crollo.

L’unico settore che sembra tenere botta è quello elettronico che segna un +27,1%.

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manifesto diffuso dalla FIPE sui dati del primo mese

Fatturati dimezzati, i prezzi sono alzati.

Sembra che la tendenza sia proprio questa. Per recuperare i mesi di lockdown e i mancati incassi di queste prime settimane, molte attività stanno aumentando i prezzi. Carlo Rienzi, presidente del Codacons ha definito questa soluzione come scellerata.

Una scelta scellerata che impedirà di far tornare gli acquisti ai livelli pre-Covid deprimendo i consumi, e che il governo deve stroncare subito con sanzioni verso chi rincara i listini al dettaglio» Carlo Rienzi, Presidente Codacons

Sicuramente questa è una spirale molto pericolosa e a mio avviso anche poco sensata. Se le persone non comprano con i prezzi originar, secondo quale logica dovrebbero comprare con un prezzo più alto? Comprendo perfettamente che senza incassi si tira giù la saracinesca, ma questo comportamento non produce un effetto positivo sugli affari del singolo commerciante e di tutto il settore.

Tra ke attività che hanno alzato i prezzi ci sono i bar e i parrucchieri

L’ottimismo è il profumo della vita

Diceva il signore al suo amico Gianni in una famosa pubblicità di diversi anni fa. E sembra che per alcuni sia un mantra irrinunciabile.

Infatti nonostante la maggior parte delle attività che hanno riaperto dichiara di essere in una situazione estremamente difficile,Il 22,2% dice che la fase 2 e 3 alla fine non sta andando così male. Aumentano anche leggermente la percentuale di chi dichiara di essere contento di aver riaperto. Si è passati dal 46% al 51,5% degli imprenditori.

Cosa ne penso

Probabilmente sono io che sono strano. È ovvio che bisogna reagire di fronte ad un’avversità ma negare la realtà mi sembra eccessivo. La pandemia ha portato e porterà dei problemi economici come mai abbiamo dovuto affrontare.

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Il fatto che le aziende in ambito elettronico abbiano giovato da questa pandemia dovrebbe far riflettere. Il nostro sistema imprenditoriale è fermo al dopoguerra. Pensiamo ancora all’ufficio e ai negozi come si faceva nel ’50.

Siamo un paese che commercialmente è destinato a indietreggiare sempre di più perché ci si oppone con forza al progresso. Tanti si riempiono la bocca con la parole RESILIENZA, ma non sanno minimamente cosa vuol dire realmente.

Vedo solo imprenditori che non hanno imparato nulla da questa esperienza. Che pretendono di tornare a lavorare alla stessa maniera pre-Covid, come se nulla fosse successo. I fatturati dimezzati sono solo l’inizio.

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L’economia come la conoscevamo è finita. Punto. Stop. È iniziata una nuova era finanziaria.

Se lo capisci hai speranza di poter continuare a fare business reinventandoti e riqualificandoti, altrimenti passerai i prossimi mesi a protestare in piazza con in mano il foglio che dice che hai chiusa baracca e burattini.

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Da oltre dieci anni mi occupo di editoria. Quando scrivo perdo la percezione del tempo, esattamente come quando viaggio.

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