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ExaNeSt è il supercomputer in grado di svolgere l’incredibile cifra di un miliardo di miliardi di calcoli al secondo. Il prototipo è nato in Europa grazie al programma Horizon 2020. Ed oggi, dopo 4 anni dalla sua nascita, il progetto sembra promettere molto bene. Il prototipo è perfettamente funzionante ed è già in grado di rendersi utile.

Ma la vera novità di ExaNeSt è un’altra, ovvero la sua natura “green”. Il supercomputer dispone infatti di un’ottima efficienza energetica. L’energia consumata per risolvere un problema computazionale su questa nuova piattaforma è da 3 a 10 volte inferiore a quella che è richiesta di solito. Si tratta di numeri impressionanti per un sistema in grado di elaborare calcoli del genere.

Si tratta però di una situazione resa possibile da diversi accorgimenti hardware. Come un innovativo sistema di raffreddamento a liquido, l’implementazione di una architettura di rete dedicata ad alte prestazioni e una nuova tipologia di acceleratori computazionali basati su componenti programmabili.

Ritengo questo progetto molto interessante non solo per i vari problemi che ExaNeSt sarà in grado di risolvere. Ma, soprattutto, per l’occhio di riguardo che i ricercatori hanno avuto per l’ambiente. Potrebbe sembrare una stupidaggine, ma ormai è innegabile che il riscaldamento climatico sia un problema. E bisogna fare di tutto per limitare i danni.

Per questo motivo penso che questo progetto abbia una marcia in più. Sono riusciti non solo a creare una piattaforma del genere, ma fare in modo che il suo impatto ambientale fosse inferiore rispetto al previsto. Ma, soprattutto, questo potrebbe portare a nuovi scenari anche per i computer o per i dispositivi ritenuti “normali”.

Dopotutto anche i nostri computer e smartphone hanno un’impatto sull’ambiente. E le conoscenze accumulate grazie al prototipo dell’ExaNeSt potrebbero tornare utili per modificare la loro efficienza energetica. E dire che parliamo appunto solo di un prototipo, quindi il prodotto completo potrebbe addirittura migliorare.

ExaNeSt 1

C’è un altro aspetto interessante di ExaNeSt. Grazie a questo nuovo supercomputer, si sono aperte le porte a nuove opportunità di business. Soprattutto nel campo dell’economia, che può utilizzare tale piattaforma per l’analisi dei dati. Per non parlare dei giovani che hanno contribuito a realizzare questo progetto.

Insomma, ExaNeSt ha portato benefici non solo in termini tecnologici, ma anche in altri campi, come quello del lavoro e della formazione. Ed è ovviamente un bene, ma è per questo motivo che sono quasi sempre a favore della ricerca tecnologica. Di solito questa non si ferma mai a creare nuovi dispositivi, ma va oltre, come successo anche in questo caso.

La conoscenza è stata centrale per questo progetto. Dopotutto ha visto la collaborazione di sette paesi Europei diversi. Quindi immagino che ci sia stato anche uno scambio massiccio di know how da un paese all’altro. Un elemento da non sottovalutare e che sicuramente avrà portato benefici a tutti coloro che hanno preso parte a questa importante occasione.

ExaNeSt 2

Giuliano Taffoni, coordinatore per Inaf di ExaNeSt e coordinatore del workpackage di sviluppo del software applicativo, ha dichiarato in merito che “Superando molte difficoltà dovute alla complessità del lavoro di sviluppo sia hardware che software, siamo riusciti a realizzare un prototipo di macchina Exascale funzionante e realmente utilizzabile per produrre risultati scientifici. Un risultato davvero importante e unico in Europa.”.

Ciò sottolinea, come sempre, che per dare vita a progetti come questo ci sono sempre delle difficoltà da superare. Ma penso che siano proprio queste sfide ad essere importanti. Sforzarsi a pensare ad una soluzione può aprire le porte a scenari mai visti prima. Dopotutto un supercomputer come ExaNeSt forse era ritenuto impossibile da realizzare.

Nonostante ciò, con impegno e dedizione, è stato creato. Certo, si tratta soltanto di un prototipo, ma è un grande passo che può portare a risultati interessanti.

Francesco Giordano

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