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Salute

Eutanasia: quando morire diventa un diritto

Ecco un argomento che divide medici, credenti e la società intera: l’eutanasia. Voi chiedereste la vostra morte? Come vivreste la scelta cosciente di un vostro caro che desidera morire? Analizziamo questo delicato tema senza giudicare le scelte personali.

L’eutanasia

Per eutanasia si intende la morte indolore di una persona che ha esplicitamente dichiarato di voler porre fine alla propria vita. Vi sono diversi tipi di eutanasia:

attiva: quando ad un paziente vengono somministrati farmaci, spesso iniezioni, capaci di uccidere in modo rapido e privo di sofferenza. Un paese in cui questa è legale è la Svizzera.

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passiva: quando si procede all’interruzione della somministrazione di nutrimento e acqua e sostanzialmente si muore per inedia. Questa decisione è prevista dall’articolo 32 della Costituzione italiana, ma l’eutanasia “vera e propria” è ancora illegale in Italia.

Morire di fame o di sete è meglio che una puntura?

La Chiesa Cattolica

Il nostro, pur professandosi un paese ateo, è costituito da una comunità cattolica. Del ruolo della Chiesa abbiamo già parlato. Diciamo che la Chiesa è ancora ricca di tabù, come quello del “suicidio” ma che, come sappiamo, non tutela molto i cristiani nel mondo e nella nostra società. Insomma, non è un’istituzione che si batte per tutelarci o per lasciarci decidere liberamente senza i sensi di colpa legati al comandamento “non uccidere” e alla convinzione che chi sceglie di porre fine alla propria vita e chi lo aiuta non sono degni della salvezza.

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Una decisione personale

Comunque la pensiate, quella dell’eutanasia è una scelta personale e non pensate che non sia sofferta. Si può decidere di non ricorrervi, ma chi vuole dovrebbe essere libero di sottoporsi all’eutanasia per porre fine alle proprie sofferenze. Ovviamente questo non significa istigare al suicidio, ma ci professiamo un paese del tutto libero e questo fa parte della libertà.

Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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