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Ambiente

Estinzione, un fenomeno tra passato e presente

Uno studio ha stilato un elenco di tutti gli animali in via di estinzione, ovvero tutte quelle specie che contano meno di 1000 esemplari.

Le grandi estinzioni di massa

Quella che stiamo vivendo ai giorni nostri è la sesta estinzione di massa, con la differenza che questa è però accelerata dalle azioni dell’uomo. Ecco le estinzioni che hanno interessato le specie della Terra:

  • 450 milioni di anni fa, tra il periodo Ordoviciano e il periodo Siluriano, sì è registrata la prima grande estinzione. Secondo Berry e Boucot, due studiosi, la causa sarebbe da attribuire ad una glaciazione che ha portato alla scomparsa di molti pesci primitivi abituati alle acque calde, come ad esempio i trilobiti. A sopravvivere sono state dunque quelle specie abitanti le acque più fredde. Secondo invece una seconda teoria avanzata da Mellot & Co. della Kansas University un ruolo importante in questa estinzione potrebbe averla avuta un’elevata esposizione ai raggi gamma causati dall’esplosione di una supernova “vicina”.
  • Circa 377 milioni di anni fa, durante il Devoniano superiore, si è verificata un’altra estinzione, ma graduale. Si pensa infatti che questa sia durata 3 milioni di anni e la causa potrebbe attribuirsi all’impatto sulla Terra di grandi asteroidi (evento Kewasser). Su questa estinzione vi sono dibattiti aperti, in quanto, data la sua gradualità, essa non è più considerata tale, ma piuttosto una diminuzione delle specie viventi.
  • L’estinzione di massa di dimensioni più grandi si registra nel periodo tra il Permiano e il Triassico. Durante quest’era morì il 50% delle specie animali e il 96% di quelle marine. La prima teoria attribuisce questa scomparsa ad un meteorite sostenuta dal ritrovamento di un cratere in Antartide. Una seconda teoria, quella più avvalorata, sostiene che l’estinzione sia stata causata da violente esplosioni vulcaniche che hanno causato un notevole aumento di gas e anidride carbonica causando l’asfissia degli animali. L’estinzione fu molto veloce e drastica. La fine per gli animali marini è giunta quando le acque hanno raggiunto un elevato livello di CO2.
  • 203 milioni di anni fa, durante il periodo TriassicoGiurassico, forti variazioni climatiche hanno portato al surriscaldamento globale e alla conseguente estinzione del 76% delle specie viventi. La temperatura aumentò di 5° centigradi e l’ossigeno nei mari diminuì forse a causa di fuoriuscite di metano dalle profondità marine. In 150 anni il calore ha eroso il 400% delle rocce facendo disperdere nell’aria biossido di carbonio che ha contribuito al ritorno delle normali temperature.
  • 66 milioni di anni fa, a cavallo tra il Cretaceo e il Paleocene, si ebbe l’estinzione dei dinosauri e del 76% di altri esseri viventi. Molte sono ancora le teorie circa questa estinzione. Una delle ipotesi prevede la caduta di un meteorite, sostenuta dal ritrovamento di grandi quantità di iridio, un elemento poco presente sulla Terra. Inoltre, nello Yucatan, è stato trovato un cratere del diametro di 10 km. La Terra ci mise solo un secolo per riequilibrare la percentuale di anidride carbonica ed ossigeno grazie alle alghe.

L’estinzione oggi

Il tema dell’estinzione ai giorni nostri ci riguarda da vicino, in quanto spetta all’uomo cercare di intervenire per salvare le altre specie. È difficile fare una stima degli animali che scompariranno da qui a poco tempo, a meno che non si agisca tempestivamente. Impossibile è inoltre calcolare il numero delle specie già estinte senza che neanche siano state scoperte. Uno studio condotto dall’Instituto di Ecoligìa di Città del Messico ha stilato una lista di tutte le specie note di vertebrati che ad oggi sono in via di estinzione. Al momento le specie a rischio sono 515 ma il numero è destinato a crescere in mancanza di drastiche misure.

Lo studio

Lo studio condotto si basa su una ricerca della IUCN, la International Union for Conservation of Nature, la quale tiene traccia di tutte quelle specie a rischio estinzione, segnate in quella che viene definita Lista Rossa. Le specie totali che rischiano di scomparire per sempre sono ben 31000. 515 è, come anticipato precedentemente, il numero riguardante i vertebrati; fra questi vi sono 75 mammiferi, 335 uccelli, 41 rettili e 65 anfibi che contano meno di 1000 esemplari, considerato un pericoloso punto di non ritorno e più della metà di questi conta solo 250 esemplari. La maggior parte di queste specie si trova nelle zone della Terra con più alta biodiversità, quindi nelle zone tropicali e subtropicali.

Pericolo imminente

La lista delle specie a rischio estinzione è consultabile a questo link. Tra i nomi troviamo la lince pardina, il panda, il tamarù (il solo bovino endemico delle Filippine) e il rinoceronte di Giava (con non più di 60 esemplari al mondo, questo è uno degli animali più rari della Terra). Nello studio si legge:

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La sesta estinzione potrebbe essere la più grave minaccia ambientale per la sopravvivenza della nostra civiltà, perché è irreversibile. La conservazione di specie a rischio dovrebbe diventare un’emergenza globale per governi e istituzioni locali, alla pari del cambiamento climatico”.

Limitare i danni

Come abbiamo visto, i processi che hanno portato ad estinzioni di massa sono sempre avvenuti. Il ruolo che gioca l’uomo, però, è davvero importante. Spetta a noi infatti, in quanto specie più evoluta, cercare quantomeno di limitare i danni, almeno non causando un incremento immotivato delle specie a rischio. Una delle soluzioni sarebbe ad esempio limitare il disboscamento, evitando quindi che gli habitat naturali di molte specie vengano danneggiati (infatti molte delle specie a rischio si trovano nella fascia tropicale e subtropicale dove i danni del disboscamento sono sempre più gravi). Se si aggiunge il fatto che molto spesso i danni agli habitat naturali hanno ragioni effimere, causate spesso da delinquenti e con scopi puramente venali, la nostra attenzione dovrebbe ridestarsi. Insomma, qualcosa possiamo fare e dobbiamo farlo in fretta.

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Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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