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Energia

Energia nucleare, la consapevolezza dell’indipendenza

La consapevolezza in materia e l’approdo all’energia nucleare, potrebbero guidare molti paesi all’ autonomia energetica, lontano dal sottostare alle leggi petrolifere che oggi il sistema impone.

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L’energia, un bisogno dominante

L’energia è da sempre stata uno dei bisogni salienti dell’uomo, nell’ impiego del settore agricolo e industriale.Oggi tra le fonti energetiche utilizzate da noi esseri umani, incontriamo i combustibili fossili come il gas metano, il carbone e il petrolio, le energie verdi rinnovabili rappresentate dal fotovoltaico o dall’eolico ed infine seppur meno di tendenza, l’energia nucleare

Attualmente nel mondo esistono circa 400 reattori nucleari, che producono elettricità di base senza emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Il nucleare in Italia

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In Italia l’energia nucleare è stata utilizzata, dal 1963 al 1990, periodo in cui vantava la presenza di ben 4 centrali nucleari, chiuse successivamente per raggiunti limiti d’età e di seguito al referendum del 1987.

La possibilità di rintrodurre il nucleare in Italia fece capolino con un dibattito tra il 2005 e il 2008, chiuso con il referendum abrogativo del 2011, con il quale sono state abrogate alcune disposizioni ideate per agevolare un nuovo insediamento delle centrali nucleari nel Paese.

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Francia, sicurezza energetica e sviluppo

Nella vicina Francia, grazie ad una forte attenzione politica alla sicurezza energetica, circa il 74% dell’energia è ricavata dal nucleare, percentuale che si calcola intensificarsi entro il 2035.

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L’operatività nello sviluppo della tecnologia nucleare e i favorevoli costi, rendono oggi il territorio francese il maggiore esportatore energetico al mondo, che produce alle casse francesi oltre 3 miliari di euro l’anno.

Nel 1974 successivamente alla crisi energetica del ’73, che portò all’innalzamento vorticoso del prezzo del petrolio, la Francia decise di estendere la capacità nucleare al paese, reclamando anni dopo un considerevole livello di indipendenza energetica, aggiudicandosi, quasi il primato, con  il più basso costo di elettricità in Europa.

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Ricordi e nuove consapevolezze

E’ lapalissiano che oggi quando si parla di energia nucleare i nostri ricordi riconducano ai tre lagrimevoli incidenti avvenuti nelle centrali elettriche commerciali: Chernobyl, Three Mile Island e Fukushima.

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Il mondo si evolve e con lui anche le possibilità di generare centrali più sicure, oggi per esempio Francia e Giappone, riciclano carburante con grande successo. La tecnologia, non frena la sua ricerca, infatti oggi esistono nuovi meccanismi in grado di ridurre notevolmente i problemi di proliferazione (problematica che negli anni ’70, ha condotto a chiusura il programma di riciclaggio statunitense). Sotto il profilo ecologico sono ancora poche le realtà conosciute, come per esempio che durante la loro funzione, le centrali nucleari non emettono nulla nell’ambiente se non vapore acqueo pulito.  

Il combustibile nucleare esaurito (rifiuti nucleari) può essere trattato correttamente e smaltito geologicamente senza incidere rovinosamente sull’ambiente.

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Nel marzo 2013, l’ ex scienziato della NASA James Hansen (della fama limite di 350 ppm) ha pubblicato un documento che mostra che l’ energia nucleare ha risparmiato un totale di 1,8 milioni di vite nella sua storia nel mondo proprio spostando l’ inquinamento atmosferico che come sappiamo e tutt’altro che docile con gli esseri viventi.

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La consapevolezza in materia e l’approdo all’energia nucleare, potrebbero guidare molti paesi all’ autonomia energetica, lontano dal sottostare alle leggi petrolifere che oggi il sistema impone.

Utilizzando veicoli elettrici o plug-in ibridi elettrici (PHEV) alimentati da reattori nucleari, potremmo ridurre la nostra domanda di petrolio di ordini di grandezza. Inoltre, molti reattori nucleari sono in grado di fornire calore di processo di alta qualità oltre all’elettricità, che a sua volta può essere utilizzato per dissalare l’ acqua, preparare l’ idrogeno per le celle a combustibile o per riscaldare i quartieri, tra molti altri processi industriali. Pertanto avere una sola chiave di lettura sul nucleare e chiudersi ad eventuali nuove prospettive, non credo ci conduca a vantaggi, piuttosto sarebbe corretto valutare il nucleare come un’opzione energetica, in grado di rendere indipendenti e liberi i Paesi che decidono di “adottarlo”.

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