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Energia

Energia elettrica, il futuro è nelle piante

Nelle piante risiede il futuro dell’energia elettrica. Si avete letto bene, saranno proprio quelle piante che tanto ci piacciono negli ornamenti da esterni ed interni delle nostre abitazioni che sazieranno la nostra sete di energia.

Nel 2007 il primo progetto Plant-e, lavora su una tecnica sviluppata da un’università dei Paesi Bassi, grazie alla cella combustibile microbico vegetale, che ha l’abilità di ricavare energia elettrica dall’interazione tra radici delle piante e batteri del suolo. La materia organica prodotta dalle radici con la fotosintesi subisce un processo di degradazione, per l’azione dei batteri che provoca il rilascio di elettroni. Gli studiosi si sono accorti che mettendo un elettrodo vicino ai batteri, si crea una differenza di potenziale utile a generare energia elettrica. Un sistema che potrebbe ridurre i costi della nostra energia. L’esperimento fatto su un piano di 15 m2 è stato in grado di alimentare un pc portatile. Addirittura un modello più ampio offrirebbe altre possibilità come per esempio la coltivazione del riso e la produzione di energia in sincrono.

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Una start-up olandese ha ideato una pianta che si illumina Leaving light. Grazie alla fotosintesi le piante crescono e fioriscono: generano protoni ed elettroni che creano elettricità.

L’idea italiana

E poiché noi Italiani siamo conosciuti per i grandi cervelli (spesso in fuga all’estero), anche in questo ambito abbiamo dato il nostro contributo. Dall’idea di due ricercatori, Mazzolai e Mender nasce l’arbusto ibrido, un mix di foglie naturali e soluzioni metalliche che grazie alla stimolazione del vento, danno vita all’energia rinnovabile.

L’idea dell’arbusto ibrido, un oleandro, è nata per caso dal team capeggiato da una delle 25 donne genio della robotica, Barbara Mazzolai. Il gruppo si è accorto casualmente che picchiettando delle foglie, queste generassero energia elettrica al loro interno. Hanno dedotto che una foglia fatta di una plastica molto soffice, spinta dal vento può generare elettricità, come per esempio accade, con lo sfregamento della lana che a volte da vita a scariche elettriche. Collegando il fusto di questo arbusto-cyborg a una serie di lampadine led, si è accesa una luce accanto all’oleandro. L’energia generata può anche essere usata per caricare una pila. L’esperimento è stato riportato sulla rivista Advanced Functional Materia. 

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A gennaio di questo anno è stata ideata una pianta robotica, rampicante in grado di sfruttare l’esperienza di un progetto chiamato Plantoid, che ha preso spunto dalla ramificazione delle radici nel sottosuolo e ha portato alla creazione del primo robot-pianta, capace di allungarsi ed esplorare il terreno alla ricerca di nutrienti.

Tutti disegni che potrebbero risultare utili al nostro sistema globale, e ridurre l’inquinamento.

Speranze per un mondo più pulito

La natura ispira grandi ricercatori, in materia di sostenibilità e energia.

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Un mondo pulito, è possibile e le ricerche dei nostri giorni ci fanno ben sperare.

Conferiremmo più valore al mondo vegetale, donando più spazi per la biodiversità riducendo i gas serra. In un futuro che vede in forte aumento il consumo energetico, queste soluzioni potrebbero condurre tutti verso un mondo più pulito alla portata di tutti, del tutto reale.

Energia dalle piante

Energia elettrica ricavata dall’interazione tra radici delle piante e batteri del suolo.

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