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Scienza

Ecco com’è realmente il nostro Sole

Grazie al telescopio installato alle Hawaii, ci è stato possibile, per la prima volta nella storia, osservare il nostro Sole.

Il Sole: fonte di vita

Il Sole è la stella madre del sistema solare. Attorno ad essa ruotano otto pianeti principali (la Terra, Marte, Giove, Saturno, Venere, Urano, Nettuno e Plutone (quest’ultimo non viene più considerato esattamente tale dopo la ridefinizione di pianeta), i pianeti nani, satelliti, moltissimi altri corpi più piccoli e polvere. Quest’ultima forma il mezzo interplanetario, ovvero il materiale che riempie il sistema solare e attorno al quale gravitano corpi diversi, presente in tutto lo spazio.

Un dio indispensabile

Un’immagine su papiro del dio Sole egizio Ra

Il culto del Sole come divinità è stata pratica comune di molte culture. Per gli antichi egizi, per citare l’esempio più conosciuto, il dio Sole era la divinità più importante, ma ve ne sono molti altri. Le comunità germaniche, gli ittiti, i greci, i romani, gli scandinavi, i giapponesi, gli aztechi sono solo alcuni esempi delle popolazioni che, in tempi e luoghi diversi, praticavano il culto del Sole.

Il telescopio

Il telescopio che ha permesso la magnifica osservazione ravvicinata della nostra stella, è collocato sulla cime del vulcano Haleakala, isole Hawaii. Lo strumento è il più grande telescopio mai costruito sulla Terra. Si tratta del Dkist (Daniel Ken Inouye Solar Telescope) dell’NSO (National Solar Observatory) degli Stati Uniti. Sono poi state scattate alcune foto dopo aver calibrato la strumentazione. Il telescopio possiede uno specchio di 4 metri di diametro e il che gli permettere di raccogliere più luce rispetto agli altri telescopi che hanno specchi non più lunghi di un metro e trenta.

La foto

L’immagine del Sole, diventata subito virale, è una delle prime che siano state scattate e mostra parte della nostra stella con una risoluzione che non era mai stata raggiunta prima. La foto mostra i “granuli” del Sole, simili a un pezzo di caramello.

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L’osservazione

I “granuli” sono strutture prodotte dal plasma incandescente che sale verso l’alto, in superficie, si raffredda e cade verso il basso negli strati sottostanti. Ogni cella ha un diametro di circa 1000 chilometri, all’incirca come la Spagna.

Le funzioni

Il telescopio permetterà di mappare il campo magnetico della “corona”, ovvero la parte più esterna dell’atmosfera solare. Da qui partono le esplosioni che danno origine a particelle che possono raggiungere la terra e creare problemi alle nostre attrezzature. L’osservazione compiuta migliorerà, inoltre, lo space weather (il “meteo dello spazio”). Esso ha, tra i suoi obiettivi, quello di realizzare previsioni molto accurate circa le possibili tempeste solari (disturbo temporaneo della magnetosfera terrestre causato dall’attività solare).

Una tecnologia senza confini

Negli ultimi anni, l’uomo ha dimostrato che la sua tecnologia è letteralmente senza confini. Grazie alla scienza, infatti, è sempre più possibile osservare fenomeni che un tempo ci sarebbero sembrati irraggiungibili. Come avrebbero reagito i popoli sopra citati nel vedere il loro dio in maniera così nitida? Quando il primo uomo mise piede sulla luna, Eugenio Montale dichiarò che la prima opinione che il mondo avrebbe dovuto ascoltare dovesse essere quella dei poeti. Sì, perché loro avevano visto nella luna una musa irraggiungibile e la sua visione così lontana aveva permesso di declamarne le lodi più nobili. Il poeta continuò affermando che ormai la musa era stata “violata” e quindi l’ispirazione che ne sarebbe derivata non avrebbe più avuto la stessa potenza poetica. Che cosa direbbero quindi i popoli antichi nel vedere una foto del loro dio supremo? Continuerebbero a vederlo nello stesso modo? Il desiderio di scoprire, rischiando anche di sbiadire la bellezza dell’irraggiungibile, è parte della nostra innata curiosità: ieri Marte, oggi il Sole, domani chissà.

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Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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