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E-Bike: la “nuova” mobilità è su 2 ruote

E-Bike

Le E-Bike potrebbero essere il mezzo di trasporto che il Governo vuole incentivare per gli spostamenti durante la fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

Le E-Bike negli ultimi anni sembrano essere diventate il mezzo di trasporto di cui le persone non riescono più fare a meno. Chiamarle E-Bike è molto cool ma io preferisco sempre chiamare le cose col proprio nome: bicicletta elettrica.

Sarò strano io ma onestamente non riesco proprio a digerire questi ibridi in un’epoca dove la tecnologia consente di non dover scendere a compromessi.

Visto e considerato che da molti anni esistono scooter elettrici che praticamente costano quanto una E-Bike non comprendo l’utilità di questo mezzo di trasporto. Se non vuoi usare la bicicletta perché non hai voglia di fare fatica, penso che la soluzione migliore sia un mezzo che non ti faccia fare alcun tipo di sforzo.

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Ma ripeto, sono strano io.

Sono talmente strano che quando ho letto degli ipotetici incentivi per l’acquisto delle E-Bike per facilitare i trasporti durante la fase 2, ho scosso la testa esattamente come fa un anziano quando vede dei giovani fare qualcosa a lui incomprensibile.

Le E-Bike negli ultimi anni sono aumentate nelle grandi città per brevi spostamenti

Sotto questo sole è bello pedalare…

La questione è che visto che tutti si stanno preparando al “ritorno alla normalità” è saltata fuori una questione un po’ problematica: il trasporto pubblico.

Visto e considerato che il il Presidente Conte ha dichiarato che sino a che non ci sarà un vaccino disponibile dovremo usare mascherina e guanti e tenere il distanziamento sociale, il trasporto è tra le questioni più complesse da gestire con le restrizioni.

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Diversi MILIONI di italiani usano i mezzi pubblici per spostarsi per lavoro e tempo libero. Abbiamo vissuto tutti quei fantastici momenti in metropolitana e sull’autobus in cui eravamo vicini alla fagocitazione della persona accanto a noi. Quegli olezzi estivi che solo l’ora di punta può regalare. Mi spiace, tutto finito. Dovremmo stare a distanza di sicurezza per parecchio tempo.

Già, però come possiamo mantenere le distanze di sicurezza in metro o sull’autobus? Ma ovvio, usando l’ E-Bike.

Una bella pedalata assistita ci consentirà di spostarci da casa al lavoro in tutta sicurezza, mantenendoci parzialmente in forma. Solo a scriverla questa cosa mi fa venire da ridere.

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L’E-Bike nasce per chi pratica ciclismo su sentieri di montagna

…ma c’è da sudare

Ovviamente questi sistemi sono una soluzione green e io sono a favore di qualunque cosa sia a favore dell’ambiente. Però questa soluzione mi sembra una vaccata. Questa soluzione è il classico cerotto sulla ferita aperta. È un palliativo perché non sanno che pesci prendere. E vi spiego anche il perché di questa mia perplessità.

Una E-Bike di qualità media parte dagli 800€ in su. Ammettiamo anche che lo stato metta degli incentivi che arrivino fino al 50% (ed è fantascienza). Il cittadino, che in questo momento sta lesinando le proprie risorse economiche visti i periodi precari lavorativi, dovrebbe spendere almeno 400€ per uno strumento che potrebbe usare solo pochi mesi l’anno e solo se non piove.

E non dimentichiamoci che non tutti lavorano vicino casa. Quindi chi lavora a 40/50 km di distanza deve percorrere tale chilometraggio 5 giorni su 7, 2 volte al giorno. Contando che una E-Bike non deve superare per legge i 250 W e i 25 Km/h di velocità massima, fate voi i conti su che orario impostare la sveglia per andare al loro.

La “moda” dell’E-Bike degli ultimi anni per sentirsi più green

Cosa ne penso

Io lo capisco. Non è un momento facile. Ci si trova a dover affrontare una situazione complessa. Ma la complessità la si deve affrontare facendo prevalere il buon senso. Non mi stancherò mai di dire che il futuro è il lavoro da remoto. È questo su cui il Governo dovrebbe puntare. Abbiamo tutte le tecnologie affinché ciò possa diventare la normalità.

I veri incentivi dovrebbero essere dati a chi acquista un computer, un tablet o alle aziende che vogliono aggiornare il proprio sistema informatico, non per spostarsi in modo pseudosicuro. Le E-Bike possono essere uno strumento di svago validissimo ma non si può puntare su questo modello di mobilità. Bisogna puntare sul futuro, sulla tecnologia e non su una bicicletta con le batterie.

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Nel 2019 erano 10 milioni i cittadini italiani che  non avevano una connessione ad internet e un un terzo delle famiglie italiane non ha un PC in casa. Stiamo puntando sulle cose sbagliate. Il futuro è digitale, che piaccia oppure no. Questa pandemia ha fatto emergere ancora di più i gap tecnologici che l’Italia ha rispetto al resto del mondo.

Se non si comincia a puntare sulle vere necessità delle persone, diventeremo sempre più il fanalino di coda del mondo.

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Sono bravo con le parole ma spesso non ne trovo. Cinico e sarcastico ma non per colpa mia.

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