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Crowdfunding e Crowdinvesting

Crowdfunding: alla scoperta di una forma di investimento alternativa!

Nato in Australia e negli Stati Uniti, il crowdfunding è un fenomeno grazie al quale il promotore di un’iniziativa di tipo economico, sociale, culturale o benefico richiede al pubblico di internet, definito crowd, delle somme di denaro, anche di modesta entità, per sostenere il progetto esposto, ovvero funding.

Esistono varie tipologie di crowdfunding, distinte in base alla finalità per la quale si decidono di raccogliere le risorse finanziarie, oppure in relazione alla remunerazione prevista per i finanziatori del web. A partire dal modello donation based, che presume la raccolta di fondi per iniziative senza scopo di lucro, fino ad arrivare al modello reward based, che prevede, in cambio di una donazione in denaro, una ricompensa non monetaria, vi è solamente l’imbarazzo della scelta. In particolare oggi ci soffermeremo sui modelli social lending ed equity. Ebbene, il primo si basa sui micro prestiti a persone o imprese; mentre il secondo prevede la partecipazione al capitale sociale dell’impresa.

Crowdfunding in Italia

A proposito della disciplina inerente la gestione delle piattaforme di crowdfunding, dovete sapere che è stata ricondotta alla “ricezione e trasmissione ordini”. Proprio per questo motivo oltre alle banche e alle imprese di investimento autorizzate, ai sensi dell’articolo 3 della MiFID, è stata acconsentito che l’attività venga svolta anche da altri soggetti sottoposti ad autorizzazione e alla vigilanza della Consob, i cosiddetti gestori autorizzati. Il ruolo delle piattaforme di crowdfunding, quindi, è quello di concentrare su un portale on-line i vari progetti presentati dalle startup e l’interesse dei potenziali investitori, agevolando di conseguenza la raccolta di capitale,

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Un fenomeno, quello del crowdfunding, che in Italia sta riscontrando una continua crescita, con progetti che prevedono quasi sempre il raggiungimento di un obiettivo, in un determinato arco di tempo. Alla scadenza del termine prefissato, è possibile che il budget richiesto sia stato raggiunto e pertanto le relative somme vengono accreditate sul conto intestato al promotore del progetto.Quest’ultimo, quindi, deve procedere allo sviluppo del progetto ed inoltrare, se previsto, i premi promessi ai donatori. Al contrario, potrebbe anche accadere di non riuscire a raggiungere l’obiettivo finanziario. In questo caso nessun versamento verrebbe accreditato, così come il donatore non si vedrebbe addebitare l’importo stabilito.

Per quanto riguarda i costi delle operazioni di crowdfunding e alla remunerazione del gestore del portale, non vi è un comportamento univoco. Ogni portale, infatti, si gestisce a modo proprio. Alcuni, ad esempio, trattengono una percentuale del capitale raccolto da ogni progetto di investimento, altri offrono servizi completamente gratuiti e si finanziano mediante le donazioni che i promotori dei diversi progetti decidono di offrire.

Social lending ed Equity: ecco le differenze

Una volta appresa la crescita esponenziale del crowdfundinging in Italia, scopriamo le differenze tra Social Lending ed Equity. Anche se entrambe sono identificate come delle raccolte di crowdfunding e rientrano nella macro categoria area del crowdinvesting, ovvero di finanza alternativa, l’equity crowdfunding e il social lending crowdfunding presentano obiettivi diversi.

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Il social lending, conosciuto anche come lending crowdfunding o P2P lending, è nato con l’intento di arginare il credit crunch e aiutare aziende e investitori ad avere dei finanziamenti senza dover chiedere soldi alle banche. Dal suo canto l’equity crowdfunding o crowdfunding azionario, vede la presenza di un gran numero di persone che può finanziare la raccolta di capitale di società private in cambio, ad esempio, di quote societarie, azioni o azioni dematerializzate.

Viste le caratteristiche di questi due modelli, quindi, è facile capire che pur trattandosi entrambi di strumenti utili all’ottenimento di finanziamenti, nascono con obiettivi diversi. Allo stesso tempo si crea anche un diverso rapporto tra investitore e promotore del progetto. Nel caso del social lending si instaura un rapporto come quello tipico dei prestiti, consentendo di prestare denaro a soggetti che hanno bisogno di fondi per progetti di crescita personale o professionale, a fronte di un interesse e del rimborso del capitale.

Per quanto concerne l’equity crowdfunding, invece, consente ai soggetti che finanziano di avere in cambio delle quote societarie o azioni, a cui fanno seguito di conseguenza particolari diritti come quello di voto, la possibilità di ricevere i dividendi ed effettuare investimenti futuri. Così come differiscono obiettivi e rapporti, allo stesso modo i due tipi di crowdfunding illustrati presentano delle piattaforme online diverse.

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Le principali piattaforme di crowdfunding

Una volta visto, a grandi linee, cos’è il crowdfunding e le principali differenze tra social lending ed equity, vediamo assieme le principali piattaforme di investimento italiane ed estere.

Partiamo dalle piattaforme di crowdfunding immobiliare, tra le quali si annoverano Walliance, Housers, Crowdestate ed Envestio. Come è facile intuire, si tratta di un modo alternativo di investire nel mattone, senza dover comprare immobili. In particolare è in grado di mettere in contatto sviluppatori immobiliari con privati o aziende che hanno disponibilità liquide da investire. L’investimento vero e proprio parte quando la fase di raccolta fondi è definita conclusa. Proprio in questo momento si dà avvio alla fase di costruzione del progetto immobiliare, con l’investitore che non deve fare altro che attendere la scadenza per vedere i propri profitti accreditati sul conto.

Tra le altre piattaforme si annoverano anche Be Crowdy e BookaBook. La prima rivolta alla raccolta fondi per progetti culturali e artistici, la seconda dedicata esclusivamente ai libri, con lettori e scrittori che possono realizzare e finanziare insieme libri inediti.

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Attraverso il crowdfunding a nessun creativo o aspirante startupper il futuro è precluso”, è questo il motto invece di Eppela, dove i progetti da finanziare riguardano diversi campi. A partire dall’arte passando per il no profit, fino ad arrivare al cinema, all’innovazione sociale, tecnologia, musica e fumetto. Ma anche Actioncrowd, sito di equity crowdfunding che si presenta come “una piattaforma innovativa rivolta ad investitori attenti alle nuove modalità di investimento proposte dai mercati”.

Soffermandoci sul social lending, invece, tra le migliore piattaforme si annoverano Mintos, Fast Invest e Bondora. La prima si rivolge ad investitori provenienti da tutto il mondo, consentendo di investire in flussi di prestiti quotati e originati da vari emittenti di prestito, non bancari, che rivendono sul mercato di Mintos i prestiti emessi ai mutuatari, ovvero i soggetti finali che ricevono il prestito. Fast Invest, operativa dal 2015, presenta 5 filiali strategiche di cui una in Italia. La piattaforma è affiliata con più emittenti europei di prestiti al consumo, ma a differenza di Mintos le società non sono dichiarate, non aiutando in questo modo a farsi un’idea sulla loro reale solidità. Bondora, invece, si rivolge ai finanziatori di tutta l’Unione Europea, mentre eroga prestiti personali a lungo termine, per un massimo di 5 anni, ai privati in tre nazioni: Estonia, Finlandia e Spagna.

Come avete potuto notare, il crowdfunding non riguarda un settore specifico, ma può essere applicato a qualsiasi settore. A nostro avviso si tratta di uno strumento innovativo che nel corso dei prossimi anni permetterà di cambiare il modo in cui investire i propri soldi. Proprio come la tokenizzazione del mercato immobiliare, attraverso l’utilizzo della tecnologia blockchain, infatti, si tratta di un sistema dall’alto potenziale, che sta già mettendo in mostra i suoi frutti. Alcune settori, come quello immobiliare, d’altronde, hanno evidenziato nel corso degli ultimi anni un certo rallentamento, proprio per questo motivo l’utilizzo di strumenti innovativi potrebbe rivelarsi la scelta giusta per dare una scossa positiva al mercato.

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