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Salute

Covid-19: il virus è in Italia e comincia a diffondersi

L’argomento Coronavirus continua a riempire servizi televisioni, trasmissioni radio e prime pagine dei giornali. Ciò significa che, purtroppo, non possiamo ancora porre la parola “fine” a questo difficoltoso inizio 2020, periodo in cui è stata resa ufficiale la notizia dell’epidemia mondiale di Covid-19.

Il Covid-19

A fine dicembre 2019, a Whuan, Cina, è iniziata una vera e propria battaglia. A causa di un animale selvatico infetto venduto al marcato della città, l’epidemia del virus appartenente alla famiglia Coronavirus, denominato Covid-2019, ha cominciato la sua diffusione senza sosta. La città, epicentro del contagio, ha chiuso da tempo l’entrata e l’uscita dei cittadini, ha intimato alla popolazione di non uscire di casa e ha bloccato le attività di qualsiasi genere, private e pubbliche. Il virus, diffusosi dapprima in Cina, estremo oriente, oriente e aver mietuto una vittima anche negli Stati Uniti d’America, sta arrivando anche in Italia.

Un’immagine del Coronavirus Covid-19

Il caso dei due cinesi a Roma

A fine gennaio, due coniugi cinesi partiti dalla Cina sono risultati positivi al test del Covid-19. Alloggiavano in un albergo in Via Cavour, centro storico di Roma. I due sono stati prontamente trasportati all’ospedale Spallanzani di Roma

La soluzione della Cecchignola

Per tenere sotto controllo gli italiani rimpatriati dalle zone considerate a rischio, l’Esercito Italiano ha trasformato il Centro Olimpico della città militare della Cecchignola (Roma) in un luogo di contenimento. I pazienti in quarantena possono condividere degli spazi, ma solo indossando le apposite mascherine, devono rifare i letti in autonomia e gli scarti di cibo non consumato devono essere smaltiti come rifiuti biologici.

Primi casi in Lombardia

Venerdì 21 febbraio è arrivata la notizia di una persona infetta a Codogno, provincia di Lodi. Il periodo trascorso tra l’incontro con un amico manager rientrato dalla Cina (le cui analisi al momento risultano negative) e la manifestazione del virus è però superiore al tempo di incubazione necessario, stabilito intorno ai 14 giorni. Positivi sarebbero anche la moglie incinta di otto mesi, un conoscente dell’uomo e altre tre persone. Ora sono 250 le persone in attesa di un tampone. I residenti di Codogno, Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo sono stati invitati a rimanere a casa e tutte le attività riguardanti negozi, scuole, biblioteche (etc) sono state sospese.

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Ultime notizie

Sono stati accertati due casi di Coronavirus in Veneto e purtroppo uno dei due, un signore di 77 anni, Adriano Trevisan, ha perso la vita. È il primo decesso per Coronavirus in Italia. Ora tutte le energie si concentreranno sul paziente da salvare. Il governatore della regione, Luca Zaia, ha dichiarato che prenderà provvedimenti nelle prossime ore.

Precauzioni fondamentali

Nonostante i consigli sul contenimento del Covi-19 vengano dispensati abbondantemente in radio, Tv e giornali, li ricordiamo anche qui:

  1. Lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo aver stretto la mano a qualcuno e qualora questo non fosse possibile nell’immediato, evitare di toccare occhi, naso e bocca.
  2. Se si tossisce o sternutisce, è necessario coprirsi naso e bocca con l’interno del gomito, usare un fazzoletto pulito e gettarlo subito e lavarsi subito le mani.
  3. Mantenere, dove possibile, una distanza di almeno un metro da persone che tossiscono o sternutiscono.
  4. In casi sospetti, chiamare un’ambulanza e non recarsi in Pronto Soccorso per evitare, in caso di positività al virus, di infettare altre persone.
  5. S si sceglie una mascherina, questa deve coprire naso e bocca e possibilmente avere il filtro. Deve poi essere gettata dopo un solo uso.
  6. Dichiarare se si arriva da zone in cui l’epidemia è più diffusa.

Che cosa succederà?

Credo che l’epidemia di Covid-19, nonostante i molti casi già accertati e le vittime, non segnerà “una fine” per l’umanità. Il virus ha una mortalità molto bassa e l’Italia è pronta per affrontare questa battaglia. Si sta già mettendo a punto un nuovo vaccino e i centri adibiti al contenimento e alle cure del virus sono uno dei punti forti del nostro paese. L’Italia, infatti, ha già dimostrato, nella lotta al terrorismo islamico (e in tante altre occasioni) di essere una nazione reattiva e attenta circa la protezione dei suoi cittadini. L’importante è non farsi prendere dal panico e seguire le direttive del Ministero della Sanità. Sicuramente il mondo supererà anche questo ostacolo.

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Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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