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Salute

Coronavirus, una nuova minaccia?

In questi giorni è esploso il caso del Coronavirus. Il contagio è iniziato in Cina. Il virus si manifesta con sintomi apparentemente banali, ma può portare anche al decesso.

La diffusione

Il nuovo Coronavirus, emerso nella Cina centrale a fine 2019, ha infettato 261 persone e portato alla morte 6. Il virus risulta già diffuso in Giappone, Thailandia e Corea del Sud. Un nuovo caso di contagio è stato però riscontrato anche negli Stati Uniti. Nelle Filippine e in Australia sono ancora in fase di valutazione due casi sospetti. Tutte le autorità del mondo si stanno preparando a far fronte ad un rapido contagio. Il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha convocato un comitato per decidere se davvero l’epidemia possa costituire un’emergenza di sanità pubblica di importanza internazionale.

A diffondere il virus sono i viaggiatori, tutte persone di ritorno dalla zona in cui la malattia aveva dilagato. Il Ministero della Salute ha intimato i viaggiatori di non recarsi nelle zone a rischio, rimandando il viaggio se possibile. Per arginare il contagio, diverse sono state le misure di precauzione internazionale adottate. In Italia, ad esempio, è stata aumentata la sorveglianza e l’attenzione verso i casi sospetti. A Roma, nei prossimi giorni, sarà installata un’apparecchiatura in grado di rilevare la febbre, permettendo quindi di isolare il soggetto e di trasferirlo in ospedale. Il Centro Europeo per la Prevenzione delle Malattie (ECDC), ritiene comunque che sia difficile che il contagio arrivi fino in Europa.

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Il virus

Il virus, appartenente alla famiglia dei Coronavirus (virus di forma tonda che possono causare malattie di diversa gravità), provoca difficoltà respiratorie che possono sfociare in polmonite e insufficienza renale. Solitamente il virus circola tra gli animali, ma può capitare che vengano trasmessi all’uomo e che cominci quindi l’epidemia.

I casi del passato

In passato vi sono già stati casi di Coronavirus che hanno allertato le diverse comunità. La SARS (anche questo partito dalla Cina, si diffuse in 30 paesi), fra il 2002 e il 2003 infettò oltre 8000 persone uccidendone 800 e la MERS (sindrome respiratoria medio orientale) identificata per la prima volta in Arabia Saudita nel 2012 e poi diffusasi in altri paesi; su 2500 contagi furono 850 i decessi.

Il primo contagio

Sembra che il primo contagio sia avvenuto al mercato del pesce di Wuhan, città di 11 milioni di abitanti situata nella provincia di Hubei, Cina Centrale. Non è ancora chiaro quale animale abbia trasmesso il virus: in questo mercato, infatti, sono molti i tipi di animali venduti, anche vivi. Essi hanno più probabilità di aver contagiato l’uomo rispetto ai pesci. Ora la popolazione cerca di difendersi con le mascherine, ormai terminate nelle farmacie.

I consigli

La strategia da seguire per evitare (o arginare) il contagio riguarda sempre le stesse semplici accortezze: lavarsi bene le mani, lavare accuratamente frutta e verdura, non stare a lungo in contato con chi presenta sintomi sospetti, non consumare carne poco cotta e bevande sfuse. A chi si trova nelle zone colpite è anche sconsigliato frequentare i mercati che vendono prodotti alimentari freschi.

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I sintomi

I sintomi provocati dal virus sono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. A chi è di ritorno dalle zone colpite, si consiglia di avvisare subito il proprio medico. Per ridurre il rischio di contagio, le autorità suggeriscono di usare un fazzoletto per starnutire e di gettarlo subito dopo l’uso.

Le terapie

Non esistono terapie specifiche contro il Coronavirus, ma cure di supporto per alleviare i sintomi. Gli antibiotici, siccome si tratta di virus, non hanno alcun effetto (essi infatti sono efficaci solo sui batteri). Gli Istituti di Sanità americani (NIH) hanno annunciato l’intenzione di mettere a punto un vaccino, il quale però non sarà disponibile prima di qualche mese.

L’uomo e i suoi rivali

L’uomo, proprio come qualsiasi altro animale, è da sempre soggetto a contagi virali e batterici. Inoltre, essendo ormai così tanti a popolare il pianeta, basta davvero poco perché un’epidemia dilaghi e risulti incontrollabile. Fortunatamente la scienza ci permette di prevenire, nella maggioranza dei casi, o di intervenire tempestivamente per far fronte alla necessità di tutelare la popolazione mondiale.

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Classe 1997. Laureanda in lettere moderne e contemporanee all'Università di Torino. Articolista. Appassionata di musica, scrittura, cinema, pittura, letteratura e scienza. "Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l'uomo le apprende. La conoscenza é vita con le ali" (Khalil Gibran).

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