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Come si riconosce una fake news?

Le fake news sono notizie false pubblicate per diffondere disinformazione e manipolare l’opinione pubblica. Durante l’emergenza da Covid-19, molte notizie sono state ampiamente diffuse e smentite. Ma come si riconoscono quelle vere da quelle false? Come mai Donald Trump è stato censurato da Twitter? Vediamolo insieme.

Cosa si intende per Fake News?

Le fake news sono notizie false ingannevoli e distorte, rese pubbliche con l’intento di diffondere disinformazione e creare scandalo. Tradizionalmente erano i grandi media a veicolare l’informazione ma con l’avvento di internet si è osservato un progressivo moltiplicarsi di canali informativi e disinformativi. L’utilizzo internet ha permesso una libertà di espressione massiccia e smisurata, senza precedenti. Tutti noi abbiamo la possibilità di scrivere un tweet, postare una nota su Facebook o scrivere un commento su Instagram per informare i nostri follower.. o quasi.

I social network hanno delle regole e delle policy ben precise che ognuno di noi decide di accettare spuntando le varie clausole informative al momento dell’iscrizione. Tra queste vi sono delle clausole che per alcuni significano limite alla libertà di espressione, come è successo di recente a Donald Trump. Twitter ha censurato Mr.Trump (vedi foto), per aver diffuso una notizia che esalta la violenza, tema messo al bando dal social dei cinguettii. Il presidente americano non ha preso bene gli ultimi avvenimenti e ha deciso di ingaggiare una serie di provvedimenti volti ad assicurare il diritto di espressione di ognuno. Ma è giusto che sia così? In questo caso la censura è una minaccia alla libertà di espressione o un modo per prevenire la diffusione di fake news? A mio parere i social sono spazi creati da qualcuno e di conseguenza accettando di iscriverci aderiamo a determinate policy. Che siano condivisibili o meno questo è del tutto personale e politicamente orientato. Di fatto, la cosa che mi lascia perplessa il più delle volte è la mancanza di segnalazione e la cancellazione completa. Mi è capitato di creare delle campagne su Facebook e dopo qualche tempo fosse bannato il profilo senza che mi fosse spiegata la motivazione scoprendo poi che si trattava di falsi positivi. Idem è successo di recente a una mia amica che non ha più l’accesso al suo account personale su Facebook. Quindi se da una parte è vero che iscrivendomi ho accettato delle policy che cambiano di continuo, dall’altra è vero che se qualcosa viola le normative e vengono presi dei provvedimenti ne sia anche spiegata la motivazione.

Le fake news e la politica

Sono molti i politici che si nascondo dietro alla libertà di espressione per giustificare una serie di sciocchezze e di informazioni distorte volte ad incoraggiare il proprio elettorato. In tanti riescono a fare questa cosa proprio utilizzando i social media, anche se a un certo punto, su alcune bufale che sono girate online, i signori dei social hanno detto “basta“. Così come ha fatto Twitter quando ieri ha aggiunto la funzione “fact check” invitando i follower di Trump a informarsi dopo che questi ha pubblicato una notizia ingannevole circa lo stato delle elezioni americane.

I social network e le fake news del Covid-19

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Da quando è scoppiata la pandemia da Covid-19, i social network si sono riempiti di notizie false. Dal peperoncino che aiutava a prevenire il virus passando per la miracolosa acqua e bicarbonato per non parlare del latte e del suo effetto anti-covid. L’aumento di notizie di questo tipo ha portato Facebook e Instagram a bannare quelle che secondo loro non erano notizie attendibili, dando ad ogni utente la possibilità di informarsi tramite il sito del governo e dell’organizzazione mondiale della sanità.

Lo stesso governo italiano ha dovuto istituire una pagina web sul portale per agire contro la disinformazione. Ma non è l’unico organo ufficiale che si è sentito in dovere di dover smentire le fake news. L’AGCOM ha pubblicato un bollettino dell’Osservatorio sulla disinformazione online, Speciale Coronavirus.

Sono tutte fake news? Qualche tempo fa Luc Montagnier, premio nobel per la medicina nel 2008 ha dato la sua opinione sulla nascita e sulla diffusione del virus parlando di creazione e di sintesi in laboratorio in quanto il virus conterrebbe in parte il virus dell’aids. La cosa non è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dunque, qual è la notizia falsa? Un premio nobel per la medicina ha diffuso una fake news o è solo in antitesi da quanto sostenuto dal comitato scientifico?

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Tornando per un attimo alla politica, secondo la BBC tra i politici che hanno contribuito maggiormente alla diffusione delle fake news durante la crisi da Covid-19 troviamo: Salvini, Trump e Bolsonaro.

5 Trucchi per riconoscere una fake news

Riconoscere le notizie false può essere difficile, dunque ecco alcuni suggerimenti per verificare l’attendibilità di ciò che stai leggendo.

  1. Verifica sempre che la testata che ha riportato la notizia sia affidabile. Il web è pieno di testate fake e soprattutto di giornali di satira che scrivono notizie false per il puro gusto di diffondere tra gli sprovveduti informazioni verosimili.
  2. Dai un’occhiata alla url del sito. Ti sembra attendibile? Ad esempio, si tratta di repubblica o di refpubblica?
  3. Non leggere solo il titolo. Spesso alcuni colleghi giornalisti scrivono dei titoli accattivanti con l’obiettivo di ottenere più clic sull’articolo. Ma con una lettura più approfondita del testo puoi accorgerti che la premessa non è coerente con il resto dell’articolo.
  4. Assicurati che nell’articolo siano riportate altre fonti. Un testo attendibile riporta sempre le proprie fonti. Diffida degli articoli in cui sono scritte frasi del tipo “il 60% degli italiani dice che ..” senza che sia stato riportato il titolo della ricerca e dell’istituto che l’ha svolta.
  5. Verificare che l’account che ha emesso la notizia sui social non sia un fake.

Nel caso delle immagini, invece, bisogna considerare questi aspetti:

  1. Stabilire l’autore dell’immagine e cercare di capire se è l’autore diretto o un semplice fornitore.
  2. Verificare che l’immagine riguardi un determinato momento e che non sia fuori contesto.
  3. Controllare i metadati per capire se si tratta di un’immagine originale.

Non è proprio semplice ma con un po’ di esercizio non sarà complesso riconoscere una notizia attendibile. Ma cosa succede quando scopriamo palesemente una notizia distorta?

A chi segnalare fake news?

Alla Polizia! Il 18 gennaio 2018, la Polizia di Stato ha lanciato il progetto RED BUTTON, un servizio della polizia postale. Il sito per segnalare una disinformazione è questo https://www.commissariatodips.it/ .

La Polizia Postale non è l’unico organo a vigilare sulle fake news. L’AGCOM, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha istituito un Osservatorio sulla disinformazione online. Sul sito dell’ente si legge che l’Osservatorio sulla disinformazione online si inserisce nel sistema di monitoraggio della qualità dell’informazione, volto a rilevare e contrastare i fenomeni patologici di disinformazione online. L’Osservatorio, fondato sull’osservazione diretta di milioni di dati, analizza in particolare l’evoluzione nel tempo della produzione di contenuti fake, fornendo indicazioni sia sulla quantità di disinformazione online immessa nel sistema nazionale, sia sugli specifici argomenti e le principali tematiche rispetto alle quali la disinformazione si manifesta e si diffonde.

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Cosa pensare di tutta questa storia? Che spesso l’ignoranza fa più danni delle epidemie. Ogni sistema ha le sue regole e accettandole dobbiamo considerarne le conseguenze.

Written By

Giornalista pubblicista, Copywriter e Social Media Manager. Ho 30 anni, sono laureata in Sociologia e specializzata in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d’Impresa. Mi interessano le persone, i fatti sociali e i rapporti di potere. Amo viaggiare, scrivere, andare a teatro, cucinare, guardare serie tv e bere vino.

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